1) Nella sua risposta di venerdì Lei ha detto " Certo non posso essere ottusamente ribassista, anche contro l'evidenza. Sullo S&P, in particolare, la resistenza a (omissis) è fondamentale. Sopra non me la sentirei di forzare l'opzione ribassista. Anche perché saremmo ad un terzo giorno sopra l'ideale, e questo diventerebbe inaccettabile..."
Dunque siamo a 1109,55 (ammetto che, al momento attuale, l'indice è stato respinto dai massimi a 1110,45 e 1110,15 raggiunti rispettivamente nelle giornate di giovedì scorso e di ieri), ma, con ieri per l'appunto, siamo arrivati al terzo giorno sopra l'ideale.
2) La tenuta robusta degli indici americani con il riassorbimento, pressoché immediato, delle perdite di agosto, la ripresa delle materie prime (petrolio proiettato nuovamente verso i 78/82 dollari, rame vicino ai massimi dell'anno, come del resto grains e softs), la discesa delle posizioni bond con durata
medio alta (con relativo "passaggio di denaro fresco" all'equity), la sempre più minor forza delle monete "difensive" e dell'oro, che non è riuscito a ritoccare i massimi assoluti, il Baltic Dry Index, al rialzo ormai da circa metà luglio, la regressione del Bund Future, prossimo a "bucare" quota 130/129 (ed anche qui nuovo "denaro fresco" pronto per l'equity), la netta caduta della
volatilità, sono tutti fattori che, solitamente, anticipano una possibile
prossima inversione dei cicli azionari.
3) I principali oscillatori (Bollinger, Momentum, Stocastico lento, RSI, MACD)
stanno evidenziando una fase di accumulazione e consolidamento, essendo passati da un sentiment ribassista ad uno neutrale/rialzista e sono ancora lontani da
una situazione di ipercomprato.
4) I dati macroeconomici della settimana entrante, se ancora positivi (come occorso per quelli precedenti), potrebbero nuovamente fungere da "effetto leva" (come già accaduto) sugli indici americani, ormai vicini ai massimi di fine giugno/prima decina di agosto, e generare una spinta tale da "annientare" le relative resistenze e spingere gli indici medesimi verso i massimi di aprile.
Alla luce delle suddette considerazioni e dati, a questo punto ritiene possibile che sia avvenuta la negazione del Delta System e dunque della paventata previsione di una nuova corposa caduta dei listini per il mese di settembre/ottobre, con relativa inversione di tendenza e possibile partenza anticipata della nuova onda del "bullish market"?
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