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Potrebbe inserire nel grafico che allego rapporto giornaliero 6 aprile '22 anche l'equity? Per avere un confronto di profittabilità, magari l'equity internazionale msci index world? Leggi la risposta...
Nell'outlook di gennaio aveva indicato una fase di assestamento nella parte centrale dell'anno, confermata ancora oggi anche se di minore entità rispetto alla prima previsione.

Ora tranne l'Europa tutti i CESI hanno girato verso l'alto, lei ha sempre detto che sorprese economiche positive fanno piacere ai mercati.

I gestori visti in questo ultimo mese ci indicano cautela, ma mercati ancora positivi per tutta l'estate, con fase critica in autunno.

= stare dentro o comprare per chi non è esposto all'equity, più Europa di America, e pochissimo di alcuni emergenti.

Le inoltro un commento di un ottimo gestore di alcuni giorni fa, direi contrario alle sue previsioni. Leggi la risposta...
Volevo condividere con lei alcune mie interpretazioni dei mercati.

1) Finché l'oro rimarrà sotto i 1430$ oncia le borse non sono in serio pericolo, che allargherei alla fascia $1550. Vale a dire che se l'oro rimane all'interno del confine dei 1550 si può ancora guadagnare tempo facendo credere per qualche settimana o mese che quello è stato il massimo assoluto di una bolla e cercando artificialmente di innescare di concerto con tutte le banche centrali una violenta correzione.

2) Finalmente lo yen ha prodotto lo spike rialzista atteso da due anni andando a testare l'obiettivo di lunghissimo periodo di 76,50 $/yen (ci voleva un terremoto e una minaccia nucleare per arrivarci!)

3) Il pompaggio, o meglio lo stampaggio selvaggio di banconote, sta "rompendo" al rialzo. E questo ormai in tutte e tre le principali valute: dollaro, euro e yen.

4) Le oscillazioni del Nikkei negli ultimi giorni con variazioni repentine tra gli 8200 e i 9000 evidenziano plateali interventi della BOJ sul mercato azionario (e anche su quello valutario) rompendo l'incantesimo di immobilismo che perdura dal 1989.

4) La fiducia in generale degli investitori ed il relativo sentiment sta subendo colpi durissimi (ben superiori alle oscillazioni di prezzo borsistiche).

5) L'abbassamento della volatilità potrà essere raggiunto in maniera sana unicamente con la rivelazione di una grande scoperta energetica e tecnologica o sennò artificialmente con acquisti continui e costanti sui mercati da parte delle banche centrali che però porterebbero l'oro stabilmente sopra i 1430 suonando un minaccioso campanello d'avvertimento ai mercati.

5) I normali parametri di relazioni intermarket e di prezzo tra diversi strumenti stanno saltando.

6) Il valore di 10 come tetto massimo dell'ultimo rimbalzo del Rapporto Dow Jones/gold pesa come un macigno sulla prossima futura strada dei mercati.

Domanda: in una sua precedente risposta lei diceva che il dow/gold inevitabilmente dovrebbe arrivare a 5 però l'altro ieri diceva della possibilità che le commodities in generale abbiano già raggiunto un massimo di periodo (basandosi sulle posizioni hedge funds e commercial).
Non le sembra una evidente contraddizione?
In una sua altra risposta sul palladio evidenziava come l'accumulo prolungato di posizioni short dei Commercial con prezzi in ascesa storicamente porta ad ulteriori rialzi?

Lo stesso Francesco Caruso parla di bolla sull'oro e sull'argento e sulla correlazione oro francosvizzero destinato a sgonfiarsi a breve.

Non le pare curioso che analisti tecnici del suo calibro e anche Caruso di cui anche lei ha sempre parlato bene siano improvvisamente bearish o scettici sul gold proprio alla soglia dei 1430 ben prima che abbia conosciuto un rialzo non solo di prezzo ma anche emotivo e con molte variabili che, secondo la mia opinione, ne stanno rinforzando i fondamentali?

Il Nikkei vicino agli 8000, unito alla probabile fine della politica deflazionista della BoJ, nonostante tutti i serissimi problemi, non le pare un'occasione d'acquisto di lungo periodo?

Per comprare il $/yen aspetterebbe un ritorno in area 77 o per stare proprio tranquilli una rottura rialzista degli 85? Leggi la risposta...
Nel suo articolo pubblicato su SmartTrading di mercoledi 27 febbraio ed avente ad oggetto i rendimenti reali negativi negli USA, lei conclude: "Evidentemente, questa condizione, oltre ad andare a beneficio delle compagnie che istituzionalmente considerano il denaro una materia prima, incide a diverso titolo sui mercati finanziari, azionari e non". Potrebbe specificare meglio il concetto e precisare i possibili effetti sui vari mercati?
Cosa ne pensa della paventata stagflazione negli USA? Secondo lei è un evento possibile/probabile? Leggi la risposta...