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Scrivo queste brevi note, in assoluta libertà di pensiero, ora che sei in vacanza e che quindi non c’è pericolo che diventino “terreno comune” agli altri abbonati tramite una tua risposta erga omnes.

Ti è oramai chiaro penso, dopo ripetute mail di “botta e risposta”, il mio sostanziale disaccordo con la tua visione di fondo sull’Italia di oggi.

Vorrei non essere frainteso perché anche io ho ben chiari gli elementi di strutturale debolezza - periodicamente evidenziati e sviscerati nell’Outlook - che hanno caratterizzato e via, via deteriorato per più di 4 lustri l’andamento macro economico Nostro Paese.

Solo che a forza di osservare il “deserto che c’è intorno a noi”, si rischia di non vedere i “molti germogli verdi” che stanno nascendo in altri parti del terreno e delle “piccole oasi” che fioriscono nel deserto stesso.

Fuor di metafora, ti sarai tu stesso penso reso conto, credo, che almeno negli ultimi 6-8 mesi ogni previsione macro che hai fatto sul Bel Paese è stata sempre smentita dai dati usciti poco dopo, rivelatosi clamorosamente superiori alle tue stime.
Ultimo, ma non meno importante, la stima preliminare del PIL del 2° trimestre, da te data per -0,43% annualizzata e, viceversa, risultata invariata.
Previsione che continui a reiterare, leggo infatti sul report odierno:
“Tantomeno ha senso parlare di imminente recessione (Negli USA), con un ISM Servizi fermamente superiore ai 50 punti. Non altrettanto potrebbe dirsi per l’Italia:
il rilascio dei primi dati mensili per luglio evidenzia una dinamica di crescita meno esaltante di quanto lasciato inizialmente presagire dai dati ad alta frequenza (spread di rendimento e CESI).
L’ITA-coin, calcolato dalla Banca d’Italia sulla base di una serie di parametri macro, continua a mantenersi alquanto depresso, suggerendo la possibilità di un aggiustamento anche scomposto nel trimestre in corso.
Combinando tutti i dati a disposizione, emerge la stima iniziale di un PIL nel Q3 nell’ordine del -0.4% annualizzato.”

Prima ancora di parlare del trimestre in corso non ancora giunto a metà del suo cammino, non pensi sia il caso di domandarsi, seriamente, come mai le previsioni così pessimistiche non si sono, fino ad ora, realizzate?
So che dai molto credito, in questo, all’indicatore messo a punto da B.I. ITA_Coin. I valori da questo espresso sono negativi i da gennaio, mentre i dati Istat usciti via via si rivelano superiori. Forse potrebbe essere il caso di ampliare il range dei dati, guardando con maggior attenzione a quelli ufficiali Istat?

Io una mia idea me la sono fatta ed ho cercato di spiegartela nelle varie mail e nel report che ti inviato qualche mese fa.
In estrema sintesi:
1 - La “distruzione creatrice” della doppia crisi 2008-2012 ha fatto il suo lavoro e quella parte di Impresa che è sopravvissuta è assolutamente competitiva su tutti i mercati (e non per i prezzi più bassi, ma per aver aumentato il livello di qualità dell’Output).
2 - Per la prima volta dopo molti anni la Domanda Interna non tracolla alle prime avvisaglie di rallentamento, anzi controbilancia l’appannamento dell’Export (ultima conferma a questa affermazione i dati Istat usciti il 2 agosto su Produzione Industriale e Commercio al Dettaglio).

Può darsi che da ora in poi tutto l’universo delle note in uscita si allineino alle tue previsioni e smentiscano così tutte le mie osservazioni (diamoci qui appuntamento al 31 agosto con la II° lettura del PIL).
Forse, però, fossi al tuo posto, una revisione sincera di “Come è Messa l’Italia” ed il più possibile basata sul tutto il range dei numeri uffuciali e scevra da qualunque sentimento politico, la farei.

Con immutata stima e considerazione. Leggi la risposta...