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Mi interesserebbe una sua analisi sui btp trentennali, ritiene in fase di esaurimento il recente rally o pensa invece che possa continuare ancora? Leggi la risposta...
A proposito della discussione dell'altro giorno sugli high yield bonds, volevo aggiungere uno studio di BCA Research che illustra bene i margini di miglioramento ulteriore da parte di questo comparto. Leggi la risposta...
Vorrei un suo parere sul settore delle obbligazioni High Yield e di Paesi Emergenti (da trattare attraverso sicav o etf).
Questo settore ha corso tantissimo da inizio anno e, come per le borse, ha beneficiato in varia misura del miglioramento del sentiment e della liquidità nei mercati (dopo essere crollate come tutto nel corso del 2008).
Giunti a questo punto, fermo restando per adesso una positività di medio periodo sull'anamento delle borse, come vede le prospettive del settore delle obbligazione high yield nel medio periodo, 6 mesi/1 anno?
C'è ancora spazio di crescita, magari anche a ritmo più rallentato rispetto ai mesi scorsi, oppure ritienne che a questi punti il rischio non valga la candela?
Quale categoria dei high yield vede con più favore: obbligazioni sovrane di paesi emergenti in general o dell'est europa o le high yield corporate con rating inferiori all'investment grade (settore in cui alcuni analisti stimano un aumento notevole di default)?
Infine come vede l'andamento dei fattori che in futuro possono influenzare nel bene e nel male l'andamento di questo settore (per esempio l'inflazione, l'andamento tassi, liquidità di mercato etc.)? Leggi la risposta...
Volevo tornare su un tema dibattuto in sede di Outlook semestrale: il rientro degli spread fra i rendimenti delle obbligazioni corporate e i rendimenti dei titoli di Stato.
L'argomentazione è che la riduzione del rischio prezzata da questo dato ha rimosso uno scenario catastrofico... Leggi la risposta...
La Sua risposta alla mia precedente domanda in tema di rendimenti, pur rimandando alla prossima uscita dell'Outlook semestrale, per affrontare la materia in maniera adeguata, delinea già un primo quadro di massima e soprattutto fornisce una valida indicazione sul piano pratico che, se ho capito bene, è quella di tenersi al momento lontani dai titoli di Stato a lunga scadenza nonostante i prezzi appaiono ora più allettanti.
Con la domanda di oggi volevo cercare di capire se gli attuali livelli di rendimento possano avere ripercussioni su economia e mercati. Il dubbio nasce dalle recenti dichiarazioni di Bernanke e da un articolo di Morya Longo apparso sul Sole24ore di sabato scorso. In parole povere il presidente della Fed ha detto che il prezzo del salvataggio dell'economia non può essere "il dissesto finanziario". Ha chiesto quindi alla Casa Bianca di impegnarsi da subito a ridurre un deficit lanciato ormai verso i 2000 miliardi di dollari. In pratica senza la via del rigore gli Stati Uniti metteranno a rischio il sistema finanziario, la crescita economica e la propria credibilità. Aggiunge quindi che gli scossoni sul mercato obbligazionario sembrano rispecchiare una crescente preoccupazione per il deficit.
Preoccupazione questa ribadita anche da Morya Longo la quale, nel suo articolo, aggiunge che con gli attuali livelli di rendimento il mercato dà per scontata la fine della crisi, il risveglio dell'inflazione e un prossimo rialzo della Fed. Avverte però che tutto questo può diventare un boomerang dato che stanno salendo sia i tassi sui mutui, sia il pericolo di insolvenze sulla montagna di debiti delle famiglie americane. Debiti che a fine 2008 ammontavano a 13800 miliardi di dollari. Infine va considerato anche l'aggravio sui conti pubblici dovuto ai maggiori interessi da pagare sui T-Bond.
Personalmente non sono in grado di dare un giudizio. Mi sembrano comunque dichiarazioni e considerazioni di un certo peso, per cui tenendo conto dell'indicazione emersa dal quadro tecnico, che sposta le probabilità a favore di un ulteriore incremento nei rendimenti dei titoli governativi, volevo chiederle dott. Evangelista (e so che è una domanda difficile) se è possibile valutare "l'adeguatezza", per così dire, dei rendimenti sulla parte lunga della curva a quelle che sono le condizioni generali dell'economia. Valutare in pratica, il rischio boomerang di cui parla Morya Longo. Leggi la risposta...
Nei giorni scorsi ho messo in evidenza il progressivo calo del rischio di mercato, misurato alternativamente come... Leggi la risposta...
Mi conferma che per ribaltare quella negativa di medio periodo occorrerebbe chiudere una settimana SOPRA i 122.75 punti E NON SOTTO? Leggi la risposta...
Sull'oro volevo chiederle se il superamento dei 920 $ autorizza a questo punto un ingresso long. In caso affermativo mi suggerisce anche lo stop loss?
Dopo essere andato long sul Bund stavo pensando di entrare anche sul nostro Btp 2034, noto però che quest'ultimo sta avendo un andamento divergente dal primo. Volevo chiederle quindi se ritiene che lo spread tra titoli italiani e tedeschi possa tornare ad allargarsi e se perciò sia meglio, al momento, rinunciare ad aprire posizioni sui nostri titoli di Stato a lunga scadenza. Leggi la risposta...
Oggi nel rapporto per assoluta mancanza di spazio non è stato possibile commentare i misuratori del "rischio di mercato" proposti in ultima pagina. Volevo dunque tornare in questa sede su quei due parametri: il TED spread e il credit default swap. Leggi la risposta...
I governi vedono il loro rischio di credito aumentare nelle ultime settimane. Nessuno ne è escluso: il costo della copertura a cinque anni del rischio del debito (Credit Default Swap, o CDS) degli Stati Uniti è passato da un valore fisiologico inferiore a 10 punti base a metà anno (si pagavano 10 mila dollari per coprire un T-Note di un milione di dollari), ad un valore che sfiora ora i 50 pb. Non è moltissimo, ma non è nemmeno poco: per dire, una Banque National de Paris ha un CDS inferiore. Leggi la risposta...