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Potrebbe aiutarmi a comprendere cosa viene rappresentato nel fig 6 del Rapporto Giornaliero di ieri e come interpretarla? Leggi la risposta...
Le rinnovo i complimenti sul servizio e la competenza, ripeto da consigliare.
Le faccio questa domanda, perché è un po’ che ci sto pensando e volevo sentire il suo parere.
Tutti parlano di inversione della curva in America e in effetti la preoccupazione c’è, guardando le curve dei rendimenti 2-10 in Europa siamo su livelli vicini allo zero anche in Germania e in Francia.
Storicamente (guardando un grafico a 30 o 40 anni) le inversioni delle curve che precedono una vera e propria recessione vengono quando i tassi a lungo vengono raggiunti dai tassi a breve e successivamente convergono verso il basso non quando i tassi a lungo vanno verso quelli a breve come sta succedendo. C’è se non sbaglio un precedente relativo al 98 che somiglia molto all’attuale situazione, ma che poi non è sfociato appunto in una recessione.
Altra cosa che è strana sono i livelli di inflazione che ci sono in Germania e Stati uniti, nelle altre occasioni in cui i tassi a lungo si sono schiacciati verso il basso era in presenza di livelli di inflazione in forte rallentamento diretti verso valori negativi, al momento tutti parlano di deflazione ma l’inflazione tedesca è sopra l’1% senza collassi particolari rendendo in questo modo i tassi reali fortemente negativi.
Che ne pensa di questa dinamica, è possibile che questa corsa sfrenata dei bond sia solo un clamoroso abbaglio del mercato ?
Ultima cosa sul settore bancario, nell’eventualità che la sua visione (da me condivisa) di un possibile ritorno dell’inflazione si realizzi, non pensa che il settore bancario italiano ed europeo, disintegrato negli ultimi 10 anni prima da una crisi devastante e poi da tassi di interesse sotto lo zero, possa essere un ottimo mercato su cui puntare magari accumulando sugli storni? Leggi la risposta...
Scrivo queste brevi note, in assoluta libertà di pensiero, ora che sei in vacanza e che quindi non c’è pericolo che diventino “terreno comune” agli altri abbonati tramite una tua risposta erga omnes.

Ti è oramai chiaro penso, dopo ripetute mail di “botta e risposta”, il mio sostanziale disaccordo con la tua visione di fondo sull’Italia di oggi.

Vorrei non essere frainteso perché anche io ho ben chiari gli elementi di strutturale debolezza - periodicamente evidenziati e sviscerati nell’Outlook - che hanno caratterizzato e via, via deteriorato per più di 4 lustri l’andamento macro economico Nostro Paese.

Solo che a forza di osservare il “deserto che c’è intorno a noi”, si rischia di non vedere i “molti germogli verdi” che stanno nascendo in altri parti del terreno e delle “piccole oasi” che fioriscono nel deserto stesso.

Fuor di metafora, ti sarai tu stesso penso reso conto, credo, che almeno negli ultimi 6-8 mesi ogni previsione macro che hai fatto sul Bel Paese è stata sempre smentita dai dati usciti poco dopo, rivelatosi clamorosamente superiori alle tue stime.
Ultimo, ma non meno importante, la stima preliminare del PIL del 2° trimestre, da te data per -0,43% annualizzata e, viceversa, risultata invariata.
Previsione che continui a reiterare, leggo infatti sul report odierno:
“Tantomeno ha senso parlare di imminente recessione (Negli USA), con un ISM Servizi fermamente superiore ai 50 punti. Non altrettanto potrebbe dirsi per l’Italia:
il rilascio dei primi dati mensili per luglio evidenzia una dinamica di crescita meno esaltante di quanto lasciato inizialmente presagire dai dati ad alta frequenza (spread di rendimento e CESI).
L’ITA-coin, calcolato dalla Banca d’Italia sulla base di una serie di parametri macro, continua a mantenersi alquanto depresso, suggerendo la possibilità di un aggiustamento anche scomposto nel trimestre in corso.
Combinando tutti i dati a disposizione, emerge la stima iniziale di un PIL nel Q3 nell’ordine del -0.4% annualizzato.”

Prima ancora di parlare del trimestre in corso non ancora giunto a metà del suo cammino, non pensi sia il caso di domandarsi, seriamente, come mai le previsioni così pessimistiche non si sono, fino ad ora, realizzate?
So che dai molto credito, in questo, all’indicatore messo a punto da B.I. ITA_Coin. I valori da questo espresso sono negativi i da gennaio, mentre i dati Istat usciti via via si rivelano superiori. Forse potrebbe essere il caso di ampliare il range dei dati, guardando con maggior attenzione a quelli ufficiali Istat?

Io una mia idea me la sono fatta ed ho cercato di spiegartela nelle varie mail e nel report che ti inviato qualche mese fa.
In estrema sintesi:
1 - La “distruzione creatrice” della doppia crisi 2008-2012 ha fatto il suo lavoro e quella parte di Impresa che è sopravvissuta è assolutamente competitiva su tutti i mercati (e non per i prezzi più bassi, ma per aver aumentato il livello di qualità dell’Output).
2 - Per la prima volta dopo molti anni la Domanda Interna non tracolla alle prime avvisaglie di rallentamento, anzi controbilancia l’appannamento dell’Export (ultima conferma a questa affermazione i dati Istat usciti il 2 agosto su Produzione Industriale e Commercio al Dettaglio).

Può darsi che da ora in poi tutto l’universo delle note in uscita si allineino alle tue previsioni e smentiscano così tutte le mie osservazioni (diamoci qui appuntamento al 31 agosto con la II° lettura del PIL).
Forse, però, fossi al tuo posto, una revisione sincera di “Come è Messa l’Italia” ed il più possibile basata sul tutto il range dei numeri uffuciali e scevra da qualunque sentimento politico, la farei.

Con immutata stima e considerazione. Leggi la risposta...
Se non ci sono segnali di una contrazione dell'economia su scala planetaria non potrebbe essere un’occasione di acquisto? Leggi la risposta...
Salvo errori la situazione attuale dovrebbe essere la seguente:

- l'indice LMEX metalli industriali è visto in ribasso
- Il rendimento del T Note è visto in ribasso
- Il rendimento del Bund è visto in ribasso
- le borse emergenti sono viste in ribasso

Se questa è la situazione è ancora possibile una ripresa dell'economia almeno in Usa nel secondo semestre come da Lei argomentato, come sempre in modo dettagliato, fino a poco tempo fa ? Leggi la risposta...
Vorrei fare una domanda. Io tendo ad analizzare l’andamento del mercato attraverso anche e soprattutto l’analisi del trend degli EPS (questo per le società dell’indice S&P 500). In questo momento le indicazioni sono sempre positive: ovvero gli EPS sono, sì in leggera contrazione, sempre positive. Siamo, quindi, in una situazione ancora bullish.
Quando parli di possibile recessione ti riferisci alla recessione ufficiale oppure ad una eventuale recessione degli earnings come accaduto nel 2015? Leggi la risposta...
Volevo domandarle cosa pensa della possibilità di un nuovo 2016 (sebbene con differenze notevoli), con una prosecuzione della situazione positiva in termini di economia (più o meno) globale.
Ma veramente questa lunghissimo ciclo ascendente può continuare a sopravvivere? Leggi la risposta...
Spero che anche a te, da Italiano, non dispiaccia il dato appena uscito, anche se non rispecchia le tue previsioni.
Si direbbe che la Distruzione Creatrice, di shumpeteriana memoria, abbia fatto il suo "sporco lavoro" negli anni scorsi e ciò che è sopravvissuto dell’apparato produttivo italiano, abbia (finalmente) fondamenta solide e strutture robuste, ma flessibili, capaci di reggere (con molti meno problemi di prima) una flessione congiunturale e, soprattutto, agganciarsi immediatamente al cambiamento di vento congiunturale.
A tale proposito, anche l’Istat nel “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi” edizione 2019, uscita poche settimane fa, segnala diversi aspetti di questo “cambiamento di pelle”, con un focus sulle esportazioni.
La prima, timida, reazione dei mercati fa pensare che il dato fosse abbastanza “scontato”, nonostante le stime del consensus, e che molti acquirenti di Debito e Stocks italiani confidassero in questo miglioramento ciclico (buy the rumors, selle the news).
Cosa può succedere ora a BTP e FMIB? Un (salutare) leggero consolidamento (soprattutto degli indici azionari) e poi una ripartenza, o una vera inversione bearish (soprattutto sui BTP) come a più riprese fai intendere? Leggi la risposta...
La fase di risk on sta proseguendo come tu avevi anticipato da varie settimane, dopo la conferma arrivata a più riprese dagli indicatori tecnici che tieni sotto (ADT11, vari setup su S&P, ed altri).
Il nuovo bias delle Banche Centrali, in primis FED, (vero o presunto dai mercati, poco importa) sta sostenendo l’appetito al rischio. Di fatto ogni correzione, anche minima, sui listini è colta come occasione di acquisto: si vede che molti, anche Istituzionali e fund managers, erano usciti a capofitto a novembre/dicembre e sono stati spiazzati dal rialzo. Ora non possono più aspettare…. (pena problemi con i loro Clienti, oltre quelli avuti a fine 2018!!!).
E’ evidente che questo atteggiamento sta garantendo linfa al mercato che quindi si auto alimenta e non accenna a fermarsi.

La discrepanza, come hai segnalato, è nei dati macro che evidenziano un rallentamento congiunturale significativo, in particolare nell’Euro Area che, se ho ben capito, secondo le tue stime sui passati lags temporali PMI/GDP, si dovrebbe invertire ad estate inoltrata.

Stando così le cose i mercati avrebbero anticipato di oltre sei mesi la svolta macro-economica.

Ti chiederei, quale cartina di tornasole, come sta evolvendo (nelle varie aree ben identificate dal report settimanale dal G10 all’Italia) il raffronto CESI/ Variazione quadrimestrale Indici che hai sempre ben documentato nei cicli passati e che da un po’ di tempo non vedo sul Rapporto.

Ad ulteriore verifica, un aggiornamento del rapporto Unilever/Unicredit, dove mi aspetto che negli ultimi mesi la paventata fase deflattiva sia scongiurata….

Grazie delle risposte che mi/ci darai. Leggi la risposta...
Allego qui un grafico dei rendimenti proveniente da fonte Bloomberg
Tutti sanno che lo spread dei rendimenti fra 3 e 10 anni in USA aveva andamento negativo , come dice lei sintomo di una recessione la più telefonata della storia…, ma da questo mese ha raggiunto la linea dello zero.
Guardando quello che è accaduto nel 2007 i valori sono andati al di sotto dello zero per poi risalire fino al 2009 mentre contemporaneamente gli indici azionari hanno fatto il contrario.
Perciò dovremmo aspettarci dopo una ulteriore salita degli indici fino a metà anno con una discesa dello spread dei rendimenti , una discesa da metà anno in poi degli indici azionari e risalita dello spread dei rendimenti ?
Oppure pensa che avverrà ancora più tardi cioè dal 2020? Leggi la risposta...