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Ho un cliente che detiene un mutuo a tasso variabile sul quale paga attualmente lo 0,65% Considerando il più che certo ormai incremento dell'inflazione a livello mondiale e quindi anche dell'Italia, potrebbe darmi un suo parere circa l'andamento dei tassi sui mutui in Italia per i prossimi 10 anni? Sarebbe più conveniente mantenere questo tasso variabile o trasformarlo a tasso fisso al 2,5%? (forse chiedo troppo?) Leggi la risposta...
Le sto facendo una domanda che esula dalle Sue specifiche competenze tecniche, ma mi piacerebbe conoscere la Sua opinione in merito alla scelta tra tasso fisso e variabile che oggi i clienti devono affrontare quando devono fare un mutuo a 10-15 anni, quali previsioni si possono fare per l'euribor? Leggi la risposta...
In caso di ritorno alla lira si da per scontata una conversione del debito dello stato in lire.
E i bond bancari resterebbero in euro o trasformati in una lira più svalutata?
Insomma per tutelarci secondo lei quale debitore è oggi meglio avere in portafoglio: primarie banche (es: intesa) o il tesoro italiano?
In caso i bond bancari venissero convertiti in lire, non Le risulterebbe una truffa se i mutui restassero in euro? Leggi la risposta...
Dottore mi scusi ma una cosa continua a non essermi chiara.
Se io ho un mutuo di 50.000 Euro e un deposito (o altri tipi di risparmio denominati in Euro) della stessa somma, sempre in Euro dovrei uscirne indenne o no?
La logica vorrebbe di sì, però leggendo la sua spiegazione mi viene qualche dubbio.
Nel caso in cui i 50.000 Eur di debito dovessero determinare un controvalore in "lire nuove" superiore rispetto a quello che otterremmo in cambio di un deposito dalla stessa cifra mi sembrerebbe veramente un sopruso.
Non vedo quale potrebbe essere la logica e la giustificazione.
Mi sembrerebbe normale che, se per noi l'Euro dovesse diventare una "valuta estera", tutte le poste a credito e a debito che ciascuno di noi ha nei confronti di quella valuta dovessero essere controvalorizzate nella nuova valuta ad assoluta parità di cambio. Leggi la risposta...
Vedo che l'argomento trova sempre nuovi spunti di riflessione... Io vorrei tornare un attimo sul mondo stipendi e relazione coi mutui: è vero, ho contratto un mutuo in euro e le rate successive al ritorno alla lira sarebbero inflazionate dalla svalutazione conseguente.. Mettiamo 500 euro di rata che diventino 1500000 lire anziché un milione. Però ho un contratto nazionale (sono bancario) che per tre anni perlomeno sancisce che il mio stipendio è di 2000 euro; ogni mese devo ricevere quei 2000 euro, così come devo pagare le rate di mutuo. Quindi dovrei ricevere 5 milioni di lire, non 4. Perché dovrei accettare che i miei debiti mantengano il nominale e le mie entrate (che tra l'altro vengono dallo stesso soggetto creditore) vengano trasformate nominalmente in lire al cambio del giorno di uscita dall'euro? Credo che non verrebbe mai permesso... Leggi la risposta...
Per il discorso mutui mi sembra che il ragionamento non torni. Se ho un mutuo in Euro, non è in divisa estera, è un mutuo che io ho contratto nella divisa correntemente adottata da questo paese nel momento in cui è il contratto è stato stipulato.
Nello stesso momento posso avere, magari presso la stessa banca, effettuato un deposito di pari importo, sempre in Euro.
Non vedo sinceramente perché mi dovrei trovare l'importo del mutuo tradotto nella nuova valuta (Lire o quello che sarà) e l'importo del deposito ridotto in conseguenza di quanto varrà meno la nuova valuta.
In questo caso la banca che ha un credito nei miei confronti di, ipotizziamo, 100.000 Euro mi chiederà di restituirle 250.000.000 di Lire.
Per il mio deposito di 100.000 Euro quanto mi dovrebbe riconoscere nella nuova valuta? A mio avviso sempre 250.000.000 di Lire e non meno perché altrimenti realizzerebbe un guadagno del tutto improprio.
Tutto questo, comunque, nella speranza che ciò non accada.
Anzi se le sue sensazioni sono che ci si stia concretamente avviando su quella strada ce lo faccia sapere. Leggi la risposta...
Relativamente alle considerazioni sui mutui contratti in euro, non crede che la conseguente rivalutazione dovrà esserci anche sugli stipendi sottoposti a contrattazione nazionale? Nel mio caso, è vero che il mutuo di 100000 euro equivarrà a un debito di 250000000 di lire supponiamo, anziché 193000000, ma il mio contratto nazionale che prevede 2000 euro di stipendio non verrà trasformato anch'esso in uno stipendio di supponiamo 5000000 di lire anziché 4000000? Leggi la risposta...
A causa della deregulation, dalla fine degli anni '80 quindi si sono susseguite una serie di crisi finanziare, che stiamo sperimentando una peggiore dell'altra.
Inizialmente le banche prestavano denaro in modo molto rischioso, ma non trasferivano il rischio a valle e quindi gli effetti erano circoscritti, poi invece si sono fatte furbe facendo le cartolarizzazioni e l'effetto è stato devastante.

A riguardo della crisi del 2008, le banche hanno badato alla quantità piuttosto che alla qualità, andando a prestare denaro senza curarsi del fatto che i debitori potessero essere a rischio insolvenza o meno. In effetti, trasferendo il rischio, il problema non sarebbe più stato loro, e anzi, sulle eventuali case pignorate, nel frattempo aumentate di valore, potevano guadagnarci ancora. Quindi un INGORDIGIA senza precedenti.
Ma qualcosa è andato storto, la Fed ha alzato il costo del denaro, e i debitori si sono visti in poco tempo raddoppiare le rate e sono aumentate le insolvenze, con conseguenti svalutazioni per le banche.

Le chiedo, ma è possibile che Fed non ne sapesse nulla, essendo posseduta da banche?
Ma è stata solo colpa del rialzo dei tassi della Fed ad accendere la miccia che ha fatto scoppiare la precedente crisi? Leggi la risposta...
Cosa ne pensa della questione in oggetto? Leggi la risposta...
La Sua risposta alla mia precedente domanda in tema di rendimenti, pur rimandando alla prossima uscita dell'Outlook semestrale, per affrontare la materia in maniera adeguata, delinea già un primo quadro di massima e soprattutto fornisce una valida indicazione sul piano pratico che, se ho capito bene, è quella di tenersi al momento lontani dai titoli di Stato a lunga scadenza nonostante i prezzi appaiono ora più allettanti.
Con la domanda di oggi volevo cercare di capire se gli attuali livelli di rendimento possano avere ripercussioni su economia e mercati. Il dubbio nasce dalle recenti dichiarazioni di Bernanke e da un articolo di Morya Longo apparso sul Sole24ore di sabato scorso. In parole povere il presidente della Fed ha detto che il prezzo del salvataggio dell'economia non può essere "il dissesto finanziario". Ha chiesto quindi alla Casa Bianca di impegnarsi da subito a ridurre un deficit lanciato ormai verso i 2000 miliardi di dollari. In pratica senza la via del rigore gli Stati Uniti metteranno a rischio il sistema finanziario, la crescita economica e la propria credibilità. Aggiunge quindi che gli scossoni sul mercato obbligazionario sembrano rispecchiare una crescente preoccupazione per il deficit.
Preoccupazione questa ribadita anche da Morya Longo la quale, nel suo articolo, aggiunge che con gli attuali livelli di rendimento il mercato dà per scontata la fine della crisi, il risveglio dell'inflazione e un prossimo rialzo della Fed. Avverte però che tutto questo può diventare un boomerang dato che stanno salendo sia i tassi sui mutui, sia il pericolo di insolvenze sulla montagna di debiti delle famiglie americane. Debiti che a fine 2008 ammontavano a 13800 miliardi di dollari. Infine va considerato anche l'aggravio sui conti pubblici dovuto ai maggiori interessi da pagare sui T-Bond.
Personalmente non sono in grado di dare un giudizio. Mi sembrano comunque dichiarazioni e considerazioni di un certo peso, per cui tenendo conto dell'indicazione emersa dal quadro tecnico, che sposta le probabilità a favore di un ulteriore incremento nei rendimenti dei titoli governativi, volevo chiederle dott. Evangelista (e so che è una domanda difficile) se è possibile valutare "l'adeguatezza", per così dire, dei rendimenti sulla parte lunga della curva a quelle che sono le condizioni generali dell'economia. Valutare in pratica, il rischio boomerang di cui parla Morya Longo. Leggi la risposta...