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Ieri Lei ha pubblicato un grafico per evidenziare lo sforzo poderoso messo in atto dalla FED.
La Fed sta acquistando ogni sorta di titoli dai TIPS, MBS, fino agli H.Y. e addiruttura Junk bond.
Volevo chiedere se può spiegare il processo di acquisto. Una volta acquistati questi titoli che fine fanno, la Fed per quanto tempo li può detenere? Leggi la risposta...
Volevo chiederle se esiste una statistica sull'andamento del moltiplicatore monetario in Italia (o anche in Europa/Usa). Leggi la risposta...
Un aspetto eclatante di questo bull market è l'elevata dose di scetticismo che lo circonda. La liquidità sui conti correnti degli investitori è copiosa ma non sarebbe il caso di leggere questo dato sulla base della scarsa inflazione e degli scarsi rendimenti obbligazionari (e se per questo anche azionari in prospettiva)? Riuscirebbe a "normalizzare" il dato per capire quanto scetticismo c'è in effetti rispetto al toro e quanto invece c'è indifferenza perché tanto l'inflazione non morde? Leggi la risposta...
Potrebbe commentare la riforma in oggetto? In particolare ho letto che sta avendo effetti sul libor e quindi mi domando se stia influenzando (falsandolo?) il TED spread che è un indicatore di tensione sui mercati. Leggi la risposta...
Diversi articoli sul Sole 24 ore e stampa di settore, parlano con maggiore frequenza del rischio liquidità su diversi Asset. Ma con tutta la liquidità messa sui mercati in questi ultimi 6 anni, perché si parla di questo rischio? (in ogni periodo, il prezzo di un Asset è l'espressione della forza tra acquirenti e venditori e l'assenza di uno degli attori determina la forte direzionalità del mercato in un senso o nell'altro). Leggi la risposta...
Purtroppo tecnicamente i mercati azionati non godono di una salute eccellente, anzi. Se non ricordo male vivemmo una situazione analoga nel 1998, quando a seguito della crisi delle tigri asiatiche e successivamente del fallimento della Russia, la FED decise di mantenere invariati i tassi di interesse. Nei mesi successivi, riscontrando invece una economia americana più sana di quanto ci si potesse aspettare a seguito dei due eventi precedentemente menzionati, la FED ritoccò al rialzo i tassi di interesse. Da li poi partì il mercato azionario che si arrestò con lo scoppio della bolla internet/tecnologica.

A suo avviso potrebbe accadere qualcosa di simile? Ovviamente senza ambire a quel rialzo, però ad una ripresa positiva del mercato azionario?
Lei intravvede motivi seri di rallentamento economico? Mi sembra che i dati che stanno uscendo delineino una situazione positiva e anzi contraria rispetto a ciò che vedono i mercati finanziari. Leggi la risposta...
È vero l'inflazione è sotto controllo (fin troppo) ma l'economia tira, resiliente a tutto ciò che accade, perché allora non alzare un po' il tasso e mettersi a minor distanza da quella che è la media storica. un po' come Mitridate alzare i tassi a poco a poco potrebbe rallentare il ciclo restrittivo futuro senza uccidere l'economia, e poi c'è sempre la possibilità di tornare indietro, magari quando il Pil non tira più poi tanto. All'origine di alcuni grandi sboom non c'è forse anche un eccesso di assunzione di rischio da eccesso di liquidità a buon mercato? Che la Yellen non voglia segnare una svolta nelle mosse della BANCA CENTRALE favorendo stabilità a lungo termine a spese di volatilità di breve-medio periodo? Si teme la sindrome giapponese ma se venisse meno la sopravvalutazione dello yuan non potrebbe essere peggio che avere un po' di rivalutazione del dollaro? E un aumento del potere d'acquisto degli americani non potrebbe compensare le perdite date dalla rivalutazione?
Potrebbe essere questo uno scenario contemplabile secondo lei? Leggi la risposta...
In merito al grafico pubblicato nel RG di ieri, OK che dopo un mese si e sempre saliti in tutti i casi, ma dopo 2,5 mesi? Si potrebbe creare un modello previsionale o i casi sono troppo esigui?

In merito invece al tema dei tassi di interesse a zero le chiedo: sarebbe possibile che a rotazione le banche centrali USA EUROPA e GIAPPONE facciano dei QE in alternanza (con le rispettive valute che si svaluterebbero/rivaluterebbero ciclicamente una con l'altra) e tengano i tassi a ZERO e comprino tutti i loro DEBITI pubblici immettendo continuamente liquidità nel sistema finche l'inflazione non aumenta? E se l'inflazione non aumentasse per decenni a causa di una stagnazione dei consumi (e quindi produttiva) di queste aree geografiche dovuta alla disoccupazione interna che non può essere riassorbita a causa di efficienze produttive e delocalizzazioni, potremmo avere un ciclo rialzista dei mercati di pari durata semplicemente generato dalla liquidità immessa nel sistema e dal fatto che sarebbe l'unico investimento remunerativo? O sono solo fantasie? Leggi la risposta...
Ho appena ascoltato l'intervista su Vloganza e ci sono un paio di punti da chiarire. Se non ho capito male il paradosso, lei dice che l'aumento della massa monetaria porterà a un peggioramento dell'indice Eurostoxx50 e considerata la posta in gioco (60 mld al mese) chissà dove finiremo; addirittura prevede un aumento delle borse europee fino a marzo (prima dell'inizio del QE) e poi di adottare una maggiore cautela, quanto meno nel verificare l'attendibilità o meno di questo paradosso.

Subito dopo, nell'intervista, parla dell'impatto positivo del rapporto eur/usd sulle borse, asserendo che sulle borse europee questo rapporto positivo si manifesta dopo 9 mesi e quindi a partire più o meno dal dicembre appena passato. Questo nel confronto delle borse europee con quella americana, ipotesi già verificata credo nelle prime settimane dell'anno.

Dopodiché conclude dicendo che le sorprese positive verranno dalla parte orientale, anziché occidentale dell'atlantico.

Mi scusi se il riassunto non è molto chiaro, ma mi sembra che operativamente si dovrebbe, in teoria, privilegiare il mercato europeo anziché americano e contemporaneamente uscire dal mercato europeo da marzo in poi a causa del QE.

Sempre in teoria questo si porta dietro che il mercato americano, dovendo far peggio dell'europeo, sarebbe da evitare accuratamente e al limite da shortare? Leggi la risposta...
Lei in questo caso lo dà per scontato il QE in Europa? E nel caso lo fosse pensa che comunque sarà accompagnato da un perdita dei listini europei?
Ha sempre sostenuto di una correlazione inversa tra QE e listino azionario ossia un aumento di offerta di moneta in Europa di solito accompagna una discesa dei listini.
Sempre dello stesso parere? Leggi la risposta...