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Un'inflazione più alta produrrebbe maggiori rendimenti.
Il nuovo debito dovrebbe costare di più e quello esistente portare un beneficio reale.
Tra queste forze quale sarebbe dominante in italia? Leggi la risposta...
Oggi è uscito il dato dell’inflazione europea, e togliendo la componente energia siamo sui massimi degli ultimi 6 anni se non sbaglio.
Stavo vedendo i tassi a breve in europa e in effetti ho notato una cosa molto interessante, sul settimanale il tasso 2 anni tedesco sta flirtando con la media mobile semplice 200 periodi e in prossimità di quella esponenziale.
Anche se il discorso lo abbiamo già tirato fuori varie volte, io le chiedo, se l’inflazione davvero comincia a camminare e l’economia a marciare perché mai un target di 20% (come descritto nella mail di risposta di oggi) dovrebbe essere assurdo.
Oggi siamo in presenza di un mercato sui massimi con banche e energetici sui minimi, cosa direi molto strana, quante casistiche troviamo nella storia con questo comportamento?
Ieri è uscita una ricerca che ha avuto un’enorme risalto nel settore, ricerca che parlava della crisi delle banche e del fatto che dovrebbero tagliare i costi anche della carta igenica per il bagno, ma come lei ci insegna questa tipologia di articoli dovrebbero essere viste in ottica contrarian giusto?
Se effettivamente l’inflazione salisse seriamente è probabile che la BCE a sorpresa dovrà aumentare “almeno” i tassi di deposito, ma che reazione avrebbero le banche a questo shockante epilogo?
Come sempre la ringrazio e le rinnovo gli ormai usuali complimenti per il lavoro svolto. Leggi la risposta...
Le faccio una domanda su una questione a cui pensavo recentemente.
Vedendo il grafico del rapporto tra il debito usa e il Pil si nota che il punto minimo di questo rapporto si è avuto nel 1980 proprio in relazione al punto massimo dell’inflazione, ragionando in maniera molto semplicistica si potrebbe avvalorare la tesi che una crescente inflazione fa diminuire il debito e viceversa.
Con i tassi nulli e inflazione nulla/bassa che hanno contraddistinto quest ultimo decennio, il tasso di indebitamento generale mondiale è esploso, generando vari allarmi utilizzati dagli analisti che vedono la situazione in un’ottica ribassista.
Può essere plausibile la logica che questo sia realmente un bottom della fase deflattiva e che per ricominciare a pagare i debiti il mondo necessiti di una inflazione gradualmente più alta ,non dico 20%, ma tendenzialmente più alta?
Prendendo il RG di ieri le commodity stanno per rompere la trend degli ultimi 10 anni e sono impostati a un possibile rialzo, l’oro ha rotto una congestione ribassista che perdurava da 8 anni, gli indici europei stanno rompendo congestioni ventennali (es. Stoxx600), le Banche Centrali mondiali accumulano Oro come se domani si tornasse al medioevo, come ci dovremmo preparare se effettivamente cambi a livello mondiale questa tendenza dei tassi discendenti in voga da ormai 40 anni? Leggi la risposta...
Sarà la grande reflazione il motivo dominante del prossimo decennio?
Se si quali conseguenze?
Cosa inserire in portafoglio in modo strutturale?
Da allocatori e strategist? Leggi la risposta...
Rileggendo il report secondo semestre mi sono soffermato sull'articolo disinflazione. Mi puo' gentilmente ricordare perche' nel rapporto Unilever/Unicredit il primo rappresenta le pressioni deflazionistiche e il secondo inflazionistiche?
Inoltre, e' possibile fare alcune considerazioni/proiezioni sul mercati Nasdaq e FTSE100? Leggi la risposta...
Le rinnovo i complimenti sul servizio e la competenza, ripeto da consigliare.
Le faccio questa domanda, perché è un po’ che ci sto pensando e volevo sentire il suo parere.
Tutti parlano di inversione della curva in America e in effetti la preoccupazione c’è, guardando le curve dei rendimenti 2-10 in Europa siamo su livelli vicini allo zero anche in Germania e in Francia.
Storicamente (guardando un grafico a 30 o 40 anni) le inversioni delle curve che precedono una vera e propria recessione vengono quando i tassi a lungo vengono raggiunti dai tassi a breve e successivamente convergono verso il basso non quando i tassi a lungo vanno verso quelli a breve come sta succedendo. C’è se non sbaglio un precedente relativo al 98 che somiglia molto all’attuale situazione, ma che poi non è sfociato appunto in una recessione.
Altra cosa che è strana sono i livelli di inflazione che ci sono in Germania e Stati uniti, nelle altre occasioni in cui i tassi a lungo si sono schiacciati verso il basso era in presenza di livelli di inflazione in forte rallentamento diretti verso valori negativi, al momento tutti parlano di deflazione ma l’inflazione tedesca è sopra l’1% senza collassi particolari rendendo in questo modo i tassi reali fortemente negativi.
Che ne pensa di questa dinamica, è possibile che questa corsa sfrenata dei bond sia solo un clamoroso abbaglio del mercato ?
Ultima cosa sul settore bancario, nell’eventualità che la sua visione (da me condivisa) di un possibile ritorno dell’inflazione si realizzi, non pensa che il settore bancario italiano ed europeo, disintegrato negli ultimi 10 anni prima da una crisi devastante e poi da tassi di interesse sotto lo zero, possa essere un ottimo mercato su cui puntare magari accumulando sugli storni? Leggi la risposta...
Leggevo con interesse il suo commento di oggi ed il richiamo alle sue previsioni di metà anno. Lei fa riferimento alla possibilità di un ripresa delle economie a partire dall'autunno come effetto gli stimoli degli ultimi mesi, ed al conseguente rialzo dei tassi. Mi sono spesso domandato in questi ultimi tempi dove sarebbero finiti i tassi di interesse diciamo parametrici, come quelli Americani, nel medio termine. Vi è addirittura qualche analista che parla di deflazione da debiti strutturale. Ma se invece ci trovassimo, come diceva, nella possibilità di un rialzo dei tassi, naturalmente finiremmo per avere la fine del mercato obbligazionario positivo, almeno temporaneamente. Lei cosa ne pensa? E quando pensa che possano arrivare questi primi segnali in questo senso? Leggi la risposta...
Le riporto di seguito un articolo di Ray Dalio (https://www.linkedin.com/pulse/paradigm-shifts-ray-dalio/) dove nella Parte 2 riporta la sua analisi su come cambierà il paradigma economico nei prossimi anni. In sintesi, salvo miei errori di interpretazione, l’analisi riporta una prospettiva in cui le banche centrali continueranno a dover stampare moneta per far fronte alle passività in scadenza in un contesto di maggiori tensioni sociali e tra paesi e dall’altro lato ad una situazione di reflazione in cui faranno bene le asset class come l’oro (come anche lei riportava nel suo outlook!). Lei cosa ne pensi dell’analisi?

Un’ulteriore domanda sul trend dei tassi d’interessi nel prossimo decennio: nel suo outlook a pag.38 l’analisi demografica sembrerebbe suggerire una ripartenza strutturali dei tassi d’interesse. Tuttavia faccio fatica a comprendere come si possa conciliare dall’altro lato con una produttività in costante calo e con delle prospettive di banche centrali che continueranno a dover “monetizzare” il debito. A suo avviso dove sta l’equilibrio? Leggi la risposta...
Leggo da l'Esperto Risponde del 30/5/19 "In secondo luogo, il rendimento dei TIPS, dopo una prolungata incertezza attorno alla linea mediana del canalone degli ultimi sei anni, accenna un ripristino del declino, che nel caso condurrebbe verso la parete inferiore. Ricordo di aver mostrato questo grafico quando eravamo ancora nei dintorni dell'1.00%."

e segue il grafico TIP $ (cm) Yield .

Detto grafico come si ottiene? Da cosa deriva? Non avendo un fornitore come posso ricavarlo?

Inoltre dato che la mia banca non mi fa accedere a Ishares barclays Treas Inflation etf, esiste un etf simile sulla borsa italiana? Leggi la risposta...
Vorrei ritornare sulla segnalazione di acquisto dei treasury americani indicizzati al costo della vita.
La domanda verte sulla possibilita' che il declino dei rendimenti a cui abbiamo assistito possa dirsi esaurito, o se ci sono ulteriori margini verso il basso. Leggi la risposta...