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Giocando con i grafici ho tirato questa linea che mi sembra evidenziare un momento alquanto interessante. Chiudessimo sotto 52 il mese di gennaio sarebbe forse opportuno esser guardinghi sugli emerging e magari non dare così per scontato che il dollaro continui a indebolirsi? Leggi la risposta...
Nel suo RG di ieri afferma (sono d'accordo con lei) che con un dollaro debole bisogna puntare su commodity e paesi emergenti. Vorrei sovrappesare la mia esposizione equity sui paesi emergenti.
Mi può indicare a suo parere 4/5 paesi su cui puntare? Leggi la risposta...
In merito all'Eurostoxx50, possiamo considerare area 3700/3720 il tappo oltre il quale si libererebbe la strada per i 4.000/4.100 (dopo una fase laterale 4.450/4.700 in corso da marzo 2017)? Vedrebbe di buon occhio un aumento dell'esposizione sull'Europa? Leggi la risposta...
Mi perdoni, ma a me sembra di vedere un mercato azionario apatico (solo questione di festività?) che ha perso parecchia forza nelle ultime settimane.
L'America macina record (a piccoli passi) l'Europa di cui tutti sottolineano le crescite dei Pil ecc. che non si muove o addirittura torna indietro. Dell'Europa tutti gli analisti parlano bene ma mi sembra che sottoperformi gli Usa, né da altre parti vedo cose eclatanti (Giappone che si è fermato, Cina che dormicchia ecc. )
Abbiamo finito la benzina? Eppure a sentire le trasmissioni di finanza sembrerebbe esserci ancora molta liquidità presente sui mercati (in Italia circa 1300 miliardi sui conti).
In più si comincia a parlare di bolla obbligazionaria.
Siamo alla fine del bull market? Leggi la risposta...
Nel grafico del giorno del 20 novembre ci ha scritto che il rapporto tra EM/MSCI si era spinto decisamente oltre la coppia di mm che da anni ne conteneva i rimbalzi identificando questa tendenza come strutturale e definitiva. Ritiene che l'indicazione possa essere confermata? Se la risposta è affermativa, come mai nella AA di dicembre non ci sono più EM? Sarebbe possibile avere un grafico aggiornato? Leggi la risposta...
Una sua analisi sui titoli in oggetto, visto che un mio cliente detiene posizioni molto importanti sulle 3 banche. Come sono secondo Lei le prospettive a breve e medio termine? Leggi la risposta...
Caro dottore buongiorno. Mi scusi il titolo un po' sarcastico, ma quello che scrive oggi sul RG a proposito dell'Italia sa, effettivamente, della Sua capitolazione: dopo aver più volte chiamato la correzione significativa, se non inversione di tendenza, ora celebra il bull market italiano.
Seguendo la sua storica impostazione contrarian, mi domando se non dovrebbe essere questo il momento per chi, come me, ha sovrappesato l'Italia, di prendere beneficio.
Mi rispondo come Lei ha fatto oggi: finché il flusso di notizie macro economiche supera le attese, non merita disimpegnarsi.
C'è un altro elemento che, oltre al miglioramento del trend di crescita, mi fa essere ancora più positivo sull'All Share e che vorrei sottoporre di nuovo alla sua attenzione, dopo averlo fatto in tempi non sospetti (veda mia mail de 18/4): il flusso di denaro stabile originato dai PIR.
Dai dati Assogestioni la raccolta su questi strumenti sta superando le più rosee previsioni (5.331,5 milioni al 30/6). Questo flusso di denaro innesca il consueto circolo virtuoso di nuovi afflussi da gestori non PIR (questo è, ovviamente, un flusso non stabile).
Risultato: over performance assolute e relative.
La domanda è quindi la seguente: è ancora convinto che, rimanendo fortemente investiti, sia il caso di farlo con "meno Italia" e "più Europa" come va dicendo da inizio mese?
Grazie per la sua cortese risposta. Leggi la risposta...
1) nel RG di oggi ha espresso l'idea che il mercato italiano abbia dato tutto il possibile, ma alcuni giorni fa se l'idea era che passati i 22300 non c'era alcun ostacolo di rilievo sino ai 24000 e sarebbe stato opportuno coprirsi se short sul nostro listino, inoltre se non sbaglio era comunque bullish per l'ultimo quadrimestre o comunque da novembre in poi. Credo di essere un po' confuso, può chiarire quali siano le aspettative per i prossimi due mesi sul nostro listino.

2) rimango un po' perplesso leggendo il RG odierno dove afferma: In termini relativi restiamo del parere che la borsa italiana abbia dato tutto ciò che poteva conferire all'investitore. Anche chi nutre aspettative bullish sulle piazze europee, dovrebbe opportunamente considerare a questo punto uno spostamento di allocazione verso altri listini continentali.

Ma sino a pochi giorni fa mi sembrava ben diverso il suo pensiero, dove preannunciava un FTSEMIB superiore ai 24.000 punti e un listino europeo scintillante almeno sino ai primi mesi del 2018.
Sicuramente predilige la borsa americana, ma mi sembrava che anche quella europea e italiana in particolare potesse salire su nuovi massimi come indicato in precedenza.
Avevo capito male...?!
I 24.000 del nostro indice rimangono un sogno da accantonare mestamente...??!
Dovremmo galleggiare per mesi intorno a questi valori prima di sprofondare nuovamente magari a causa delle prossime elezioni...!? Leggi la risposta...
Posto che sul mercato Usa valga la pena restare pienamente investiti almeno fino a fine anno e pazienza se ad ottobre ci sarà un consolidamento, mi chiedevo se da qua al 31/12 abbia senso costruire una posizione in spread "long Dax, short Fib". Dal punto di vista puramente statistico quanto avrebbe pagato tale (doppia) posizione (entrando ad inizio ott ed uscendo a fine anno) negli ultimi 15-20 anni, assumendo per semplicità i 2 indici entrambi pari a 100? Leggi la risposta...
L'indice italiano ha iniziato a maggio a sovra-performare gli altri indici europei e sembra voler continuare (salvo sporadici giorni, perdiamo meno quando si scende e facciamo meglio quando si sale). Come lei stesso ha riconosciuto, smentendo anche parte delle sue stesse attese di un massimo per fine luglio e di un successivo ridimensionamento, i dati Macro sistematicamente migliori delle attese ci stanno sostenendo.
Ora il Cesi è sui massimi, le attese saranno riviste al rialzo con un prevedibile ripiegamento dell'indicatore ed i riflessi negativi che potrebbe avere sull'indice perché, come diceva stamattina nel RG: "..nella maggior parte dei casi - l'ultimo a novembre 2015 - un CESI surriscaldato anticipa le inversioni di tenenza del mercato.".
La mia domanda è se questa volta potrebbe andare differentemente perché sono intervenuti 2 "fatti nuovi" rispetto alle volte precedenti:
1 - Ripresa economica più sostanziosa e senza "i vizi di fondo" (C.A. positive, delta Spesa pubblica molto basso e delta investimenti produttivi più significativo).
2 - Raccolta dei PIR che prosegue = soldi che stanno stabilmente (pena la perdita della compliance PIR degli emittenti!) sugli indici italiani. Leggi la risposta...