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Sulla base del tuo cortese invito ad esprimere pubblicamente le difficoltà che un consulente deve affrontare con la clientela, in questo momento davvero poco propensa (per via dei motivi che ben sappiamo) ad avere un atteggiamento risk-on, ti invio alcune mie considerazioni.

Personalmente tendo a superare l'avversione al rischio azionario dei clienti con i comportamenti seguenti:
Allungando l'orizzonte temporale di investimento, in modo che diventi più rilevante la differenza storica di performance tra le diverse asset class (chiaramente a vantaggio delle azioni)
Mantenendo il peso dell'azionario diretto entro numeri tutto sommato contenuti, al fine di non ingenerare ansie eccessive nei momenti (inevitabili, prima o poi) di turbolenza dei mercati. Questo mi consente di non "uscire" mai dalle azioni, mantenendo posizioni strutturalmente stabili
Utilizzando flessibili/bilanciati con un buon peso medio (20/30%), in modo da alzare il peso delle azioni avendo però un minore impatto "psicologico" sui clienti
Preparando in anticipo la clientela alle necessarie rotazioni settoriali, utili per gestire i diversi momenti di mercato (growth/value)
Usando in parte investimenti graduali (PAC), che "spalmano" l'esposizione azionaria su orizzonti temporali medio/lunghi, ammortizzandone la volatilità
Detto ciò, che praticamente è una forma di "scoperta dell'acqua calda" applicata alla consulenza finanziaria, mi sento in dovere di ringraziarti per il tuo prezioso contributo di strategist.

Devo infatti dire che, nel corso dei mesi scorsi, ho spesso utilizzato alcuni tuoi grafici per mostrare ai clienti (ad alcuni, almeno) come i mercati fossero in pieno trend rialzista, senza che ci fossero particolari rischi di bolle vicine all'esplosione.

Se posso permettermi un suggerimento, credo sarebbe molto utile per noi banker che tu presentassi periodicamente (una volta alla settimana oppure al mese) ed in modo istituzionale un quadro tecnico composito dei principali indicatori di sopravvalutazione dei mercati, come quelli che ci hai insegnato a tenere in considerazione (Levkovich Index ex Panic-Euphoria model; Overheating Indicator; etc). Leggi la risposta...
Mah che dire....si invitano i clienti a ragionare sul medio lungo periodo per quanto riguarda le operazioni azionarie ricordando loro che i migliori risultati in portafoglio sono stati dati dagli investimenti azionari. A questo proposito se ci sono perplessità li ricordo che io non sono un oracolo ma che se ci fossimo fatti spaventare tutte le volte dai ribassi e dai rialzi avremmo vissuto l'ottovolante poco recuperabile del berar market obbligazionario 2022.

Poi ci sono clienti che storicamente non investono in azionario se non bricioline...

Sull'obbligazionario la narrativa che io ho portato ai clienti è sempre stata legata alla prudenza e come tale oltre a monetari e a duration brevi non mi sono mai spinto e oggi mi trovo bene così riuscendo ad evidenziare l'adeguatezza delle scelte effettuate.

Cina ci sono rimasto dentro......sabbie mobili faticose ma le cifre non superavano il 5% del portafoglio nel peggiore dei casi....che oggi sono diventate il 2,5% del portafoglio....se fa male disinvestire aspettiamo tanto non sarà questo 2,5% a determinare la performance finale dell'investimento. Leggi la risposta...
Buongiorno Dottore, non sarà invece che lei se l'é presa tanto coi consulenti finanziari che dicevano di mantenere e con la finanza comportamentale e invece hanno avuto ragione loro? Secondo le sue indicazioni avremmo dovuto avere già da qualche settimana il 6% di azioni perdendo così la gran parte di questo rialzo furioso quanto veloce. Proprio come dicevano 'loro': l'importanza di restare sempre investiti per non perdere i giorni con i rialzi maggiori.
E' vero, e gliene do' atto, che lei aveva suggerito con molta forza di uscire subito dopo i primi crolli, quindi, potendolo fare con lo stesso tempismo, si sarebbe preso molto meno della seconda parte del ribasso. Ma poi si sarebbe stati completamente fuori.
Mi scusi la franchezza ma uscire quando lo ha detto lei, vista la velocità del ribasso, era praticamente impossibile su portafogli tradizionali, magari gestiti. Quindi dopo il primo -20 -25 andare ad azzerare forse non aveva più senso ed aveva ragione chi diceva di non vendere. Come la mettiamo? E soprattutto ora si resta fuori in attesa di un ribasso?
Un'ultima considerazione: probabilmente tutti gli schemi di analisi sono saltati per la eccezionale mobilitazione di Banche Centrali e Governi che stanno facendo pensare al 'dopo' anziché alla situazione in corso. Quindi anche il P/E sarà anche alto e diventerà altissimo con le revisioni sugli utili, ma stiamo parlando di utili del 2020 che non si possono proiettare negli anni successivi con un normale ragionamento che seguirebbe una normale recessione. Questa ha impatti fortissimi nel breve, ma grazie alla potenza di fuoco messa in campo, avrà un recupero altrettanto breve al termine dei lockdown, diciamo quando ci sarà una cura o un vaccino. Non è una recessione nata da squilibri che necessitano di molto tempo per essere riassorbiti come in tutti i casi precedenti.
Sempre che i lockdown non durino molti mesi e il vaccino o la cura non arrivino entro il 2020 e allora i danni e gli squilibri potrebbero diventare più seri e richiedere più tempo per essere riassorbiti.
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