Per De Noronhaa la vera preoccupazione a breve sta nel settore bancario, tanto che sta shortando i titoli di cinque grandi istituti: Ubs, Barclays, Unione de banche, Bbva e - udite udite - Intesa Sanpaolo. Il perché è presto detto: I recenti stress tests mi hanno fatto sbellicare dal ridere. Sotto stress, infatti, i regolatori hanno messo soltanto ciò che le banche ci hanno detto, non ho visto nessuno testare qualcun'altro finché non si è arrivati al punto di non ritorno. Quando guardo alle ratio del Capital Tier 1, vedo cose poste a loro sostegno che non possono essere utilizzate nel corso di una crisi. Il vero Capital 1 ratio di alcune delle maggiori banche è soltanto l'1,7 per cento e per questo motivo sto shortando cinque grandi banche europee. Ho la certezza che la maggioranza degli istituti restino eccessivamente esposti alla leva.
P.S. Ieri le Borse hanno festeggiato con rialzi euforici l'inaspettato aumento dell'indice ISM dell'attività manifatturiera Usa, salito al 56,3 punti in agosto dopo il calo nel mese di luglio che aveva fatto parlare di crescita rallentata e rischio di "double-dip". Il livello che potrebbe far scattare i crolli borsistici è a 50 punti, livello che molti analisti e gestori di fondi vedono probabile per ottobre, massimo novembre. In compenso, mentre i trader brindavano, gli insiders - ovvero i grandi investitori - confermavano i timori per crollo a breve: è di oltre 100 milioni di dollari di controvalore, infatti, il numero di azioni vendute dai manager di grandi aziende di Wall Street, 64 dei quali solo dei tre dirigenti principali di Goldman Sachs. Investimenti personali, non per clienti: quelli possono anche andare a schiantarsi contro il muro dei mercati. Chi vede le cose dall'interno, vende e scappa.
Buongiorno, volevo chiederle se poteva commentare questo stralcio di articolo letto alcuni giorni fa.
Il dubbio che ho è che si stia un po' sottovalutando il ribasso che è alle porte, non come tempistiche (quelle che ci ha dato mi sembrano molto attendibili) ma come target di prezzo, ad aprile eravamo a 23500 e siamo scesi di 5500 punti, se manca un ultimo minimo importante perché è difficile che si scenda anche in questa occasione di 5500 pt.? (21500-5500=target 16000 pt circa), inoltre il saldo netto degli Hedge Funds non comincia a diventare significativo? Soprattutto se lunedì nel RG lo trovassimo ulteriormente aumentato...
Mi sembra che ci troviamo in una situazione simile a quella di aprile dove nessuno pensava a un calo del genere, anzi si ipotizzava un ultima gamba di rialzo per gli inizi di Maggio prima di una fisiologica correzione?... secondo me manca solo una notizia che accenda la miccia (tipo rischio default Ungheria) poi gli speculatori al ribasso e le agenzie di rating faranno il resto? con un ritorno della volatilità e giornate da -5% sul nostro indice ad arrivare a 16000 dai valori attuali non ci vuole molto?
Non che la possibilità che si arrivi a questo target per noi sia un problema..... anzi? Viste le indicazioni operative che ci sta fornendo...
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