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Non riesco a capire l'ultima evoluzione del mercato.
Tutti erano concordi su un set up di fine mese inizio mese successivo che avrebbe individuato IL min invece come commentava lei stamane il mercato sembra aver beffato tutti e agito con qualche giorno di anticipo rispetto a quello "prescritto".
Osservo che alcuni titoli sono sopra i rispettivi SSG (ad eni) e altri ancora piuttosto lontani (inclusi l'indice).

Allora, stasera potrebbe essere una giornata cruciale? ovvero oggi individuare un max in attesa del minimo del 3 novembre.
Alcuni indici sembrano aver completato il ribasso (ad es, il dax come commentava lei stesso) altri forse no ( ad es. sp500 770/800 punti).
Molti dei titoli da lei commentati sull RG non hanno (forse) raggiunti i target finali ( ad es. fiat 4,40, unicredit 1,30, ecc). Leggi la risposta...
Sul primo dei temi in oggetto, erano focalizzati gli appunti di trading del RG dello scorso 5 agosto. La sostanza era che secondo il Lowry's Report non si è mai visto un minimo di mercato coincidente con un aumento della Buying Power e allo stesso tempo della Selling Pressure. Lei concludeva poi con la convinzione di veder calare la distribuzione in coincidenza con il minimo previsto per il 25 agosto. Volevo dunque chiederle se e quanto è importante monitorare questo dato insieme a tutti gli altri che Lei normalmente utilizza per delineare le prospettive del mercato.
Riguardo all'oro volevo invece chiederle quali sono i primi livelli di supporto importanti che potrebbero arginare il ribasso in corso e dare origine quantomeno ad un rimbalzo. Mi stavo in pratica chiedendo se le considerazioni e le aspettative da Lei fatte e messe in conto questa mattina per il petrolio, possono in qualche modo estendersi anche al prezioso metallo. Leggi la risposta...
Vorrei chiederle cortesemente un commento alla notizia che riporto di seguito, in merito ad uno studio pubblicato da non meglio precisati "analisti della city" che descrive l'attuale fase di mercato come "maturing bull". Le chiedo se quello che sta accadendo, secondo lei, individua tale fase di mercato e se sono in atto i comportamenti descritti in questo report. Leggi la risposta...
Stamani mattina, nel RG, ha scritto: "se dal punto di vista puramente formale il downtrend in atto è fuori discussione..., dal punto di vista degli indicatori di struttura si direbbe che il ribasso è comunque agli sgoccioli". In altre occasioni ha citato il fatto che molti indicatori hanno toccato eccessi da minimi primari e non da "massimi", in altre ancora ha fatto degli esempi simili sugli indici americani. Come spesso in passato ha detto, però, ciò che conta sono i prezzi effettivi e non i "prezzi" degli indicatori.
Ora, considerando che le cose stanno così, delle due l'una, come mi sembra ha detto anche lei: o il mondo è cambiato, e tutto ciò che "ha funzionato" negli ultimi 50 anni non funziona più, oppure "c'è ancora speranza". Lei, se non sbaglio, scrisse non molti giorni fa che potremmo essere di fronte ad una gigantesca trappola per orsi. E' sempre possibile che sia effettivamente così? E se "ci volessero" far chiudere il mese sotto i LSM per poi costringerci a vendere tutto e a prenderlo ancora una volta lì? Scusi il termine ma era per rendere l'idea! Leggi la risposta...
Le sottopongo un quesito:
mi sembra di capire, da alcune sue osservazioni, che le sessioni caratterizzate da forte pressione nelle vendite, quelle per capirci in cui i vari ratio da voi monitorati su ampiezza e volume registrano letture diciamo "estreme" appaiono per lo più collocabili come parte finale o terminale di un movimento al ribasso, piuttosto che come prime avvisaglie di inizio di lunghi processi correttivi.

Se non ho sbagliato a capire le chiedo quali sono, a suo avviso, le caratteristiche che ci possono permettere di individuare, diciamo con un certo anticipo, l'approssimarsi di fasi di tipo distributivo che precedono l'avvio di movimenti avversi di una certa durata. Forse il famoso decalogo del bull market, che ad oggi pare ancora sostanzialmente in buono stato con soli due campanelli rossi. Ma quali all'interno del decalogo rivestono maggiore proprietà di segnalare anticipare l'inversione?

Oppure se gli stessi indicatori che, visionati attraverso medie mobili o sommatorie create con basi di calcolo che utilizzano periodo limitatamente brevi (tipo 10 giorni di marcato) forniscono segnali di bottom di medio periodo, tarati invece attraverso medie più lunghe (ad esempio 50 e 100 gg) possono con la loro inclinazione offrire segnali di deterioramento qualitativo che preludono alle inversioni di una certa durata nei trend rialzisti che, come nel caso odierno, abbiano durata di qualche anno. Leggi la risposta...
Mi sovviene di chiederle se, alla luce di un probabile nuovo massimo (area 1600-1630) da parte dell'S&P500 e di un possibile effetto traino sugli indici europei a ridosso dei relativi massimi di periodo, magari per la fine dell'anno, si possa pensare che i mercati per fine anno / inizio 2008 abbiano ripristinato la tendenza positiva degli ultimi anni o, piuttosto, si siano già inseriti all'interno di un'ampia area di distribuzione che possa preludere ad un prossimo anno negativo per i listini in generale?

All'interno della fase di crescita attuale, da lei commentata come più selettiva in quanto relativa ad una tendenza "matura" il cambio di settori può preludere alla fase finale del trend degli ultimi anni?
Ovvero aumentare prossimamente il peso sul listino è da considera questa volta in ottica più "aggressiva - trading " che di allocazione di lungo ?? Leggi la risposta...
Siccome siamo tutti in vacanza, chi più chi meno, ogni tanto mi metto a fare dei pensieri e vorrei parlarne con lei. Io penso di essere l'ultimo di quelli arrivati che si sono messi a investire i soldi in borsa, quindi il meno esperto, quindi avere una persona come lei come "Fratello" e' importante anche per capire cosa fare, del resto lei e' il Suo lavoro, ma non riesco a capire, a distanza di tre anni, tutto questo mondo di, scusi la parola "pazzi" mi spiego, ogni anno si sa che le borse fanno picchi alti e bassi, ed ogni anno TUTTI sui picchi non osano dire di vendere esempio, io mi diverto a sentire molte campane, a 33.700 non vendere l'indice italiano a 32.400 si molla un po' e a 31.700 quasi tutto, al contrario se l'indice andasse a 30.800 circa NESSUNO dice di comprare poi quando si supera i 31700 o 32.000 si ricompra e quasi sempre a prezzi più alti di quelli venduti in precedenza, poi quello che non capisco quando tutti i tecnici dicono, ancora oggi su giornali e tv che l'indice italiano a fine anno dovrebbe chiudere a 45.000 punti, di SP Mib in questo caso capisco che tutto e' collegato a studi tecnici ma, forse sara' il caldo, ma queste cose mi fanno ridere e piangere conclusione io avrei una ricetta ma non e' meglio vendere l'indice, per esempio a maggio giugno di quest'anno ai massimi e aspettare due tre quattro mesi che i prezzi si sgonfiano e comprare anche adesso ,oggi, a prezzi nettamente più bassi ? Il massimo lei mi chiedera' come si fa a saperlo: semplice lei ogni anno mette i grafici di Bradley e se in quei punti si e' ai massimi il gioco e' fatto e poi sui minimi, più o meno, si ricompra ma intanto si a in tasca già un guadagno interessante. Non so se sono stato capito ma io vedo che da tre anni se si vendeva sui massimi e si comprava sui minimi, sempre più o meno i guadagni erano molto molto buoni,io intendo indici non titoli. Capisco che lei non puo' fare questo ma potrebbe essere più deciso e nelle Sue rubriche mettere anche un comparto con questo sistema, si intende ipotetico. Se vuole si faccia una risata ma io ho visto che da tre anni tutto e' girato su date ben precise e periodi ben precisi, che GRAZIE A LEI io ho potuto valutare. Ultima cosa ho letto che lei si aspetta una violenta ultima gamba di rialzo che trascinerà le borse ai massimi annuali ,vede che ci siamo, ma poi dice che certi settori potrebbero essere già in bear market, quindi lei si aspetta un rialzo trainato solo da certi settori?: Scusi se mi sono divulgato ma parlare fa solo del bene. Leggi la risposta...
Ultimamente si sono registrate delle sessioni, a livello generale, di chiara pressione nelle vendite con quello che solitamente chiamate 90% Down Volume Day. Posso capire che solitamente (statisticamente) una pressione eccessiva da un lato del mercato possa condurre a movimenti opposti (rimbalzo) per un effetto che immagino sia prevalentemente di ricopertura. Quello che invece mi sovviene da pensare e se sia possibile che il manifestarsi di simili sessioni possa o meno essere parte di un processo di distribuzione che negli ultimi due mesi ha in qualche modo già iniziato a caratterizzare alcuni listini (vedi Italia) e in misura meno evidente anche altri.
Se guardiamo non a singole sessioni ma a indicatori basati su dati mediati direi almeno a 10 giorni lavorativi, non è che la pendenza di sommatorie di down volume stiano prendendo visibilmente la strada del rialzo, evidenziando come anzidetto un processo di tipo distributivo che non per questo impedirà al mercato di riprendere la via del rialzo magari da metà agosto ma che lo possa in qualche modo rendere più vulnerabile in un contesto di medio periodo.
Siamo a 4 anni di crescita decisamente sostenuta. Vedere deteriorarsi le curve di ampiezza e upvolume in maniera vistosa se calcolate come sommatoria o media almeno a 10 sessioni non potrebbe in qualche modo anticipare un processo correttivo che dai grafici nemmeno traspare??
Ieri i nuovi minimi su NY hanno registrato una lettura che credo non si vedeva da anni... non sono tutti segnali da considerare in ottica di medio termine??
Ed infine (e mi scuso per la domanda così lunga) come interpretare una apparente distribuzione sui listini con lettore del COT commercial ai massimi storici di posizioni long? Leggi la risposta...