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Come ben sai dalle mail che periodicamente ti invio, condivido con sempre maggior distinguo la tua visione assolutamente critica e negativa circa lo stato dell’arte dell’economia italiana e, di conseguenza, anche dei conti pubblici.

Mi sembra che i dati che mese stanno uscendo iniziano a delineare e contorni di un Paese che non è così fragile come i Mercati, attraverso l’indicatore principe dello spread BTP/BUND, e le tue note periodiche (nonché gli outlook semestrali) lo valutano.
Alcuni dati di fatto di questo primo trimestre 2019:
La domanda estera netta ha tenuto, nonostante il forte rallentamento congiunturale del commercio mondiale;
La produzione industriale è in ripresa a ritmi almeno pari a quelli medi europei;
La posizione patrimoniale netta sull’estero è, di fatto, tornata in pareggio, grazie al persistente flusso di Partire Correnti molto positive.
I costi relativi della nostra produzione in costante miglioramento, grazie ai prezzi alla produzione ed al consumo che crescono, come avviene oramai dal 2014, a ritmi molto più bassi di quelli dei ns competitori Area Euro;
Rimane (o forse rimaneva) un unico vero unico grande Enigma sui nostri dati macro: la stagnazione, oramai più che ventennale, della Produttività del lavoro e dei Fattori produttivi, soprattutto se raffrontata a quella degli altri 3 Grandi Paesi Euro Area.

Un piccolo studio (premessa di un Paper che gli autori sembrano avere in lavorazione) del Centro Studi Confindustria squarcia il velo su questa materia, circa le incongruenze e le disomogeneità delle rilevazioni statistiche nazionali ed europee e, forse, getta una bella luce per risolvere il “Conundrum”.

Ti lascio alla lettura del documento e leggerò con molta attenzione i tuoi eventuali commenti. Leggi la risposta...
In questi anni la politica monetaria della BCE, o meglio di Mario Draghi, ha determinato una sostanziale tranquillità sui titoli di stato dell'Europa periferica ed in particolare su quelli italiani. Inoltre l'aumento del Pil migliorerebbe il rapporto con il nostro debito pubblico.
Tuttavia in un ottica prevedibile di un aumento dei tassi, visto che i mercati finanziari tendono ad anticipare i movimenti, potrebbe impattare drammaticamente sulle finanze pubbliche visto che dal 2011 ad oggi non è stata assolutamente sfruttata la "morfina" della banca centrale e sfioriamo i 2300 miliardi di titoli di debito.

Un 1% dei tassi di interesse provocherebbe a regime un maggior esborso da parte dell'erario italiano di 20/25 miliardi di €, a prescindere dal precitato rapporto debito pubblico/Pil.

Questa situazione non certo auspicabile credo possa considerarsi verosimile. Quale sarebbe secondo lei l'impatto sul famoso spread con i titoli tedeschi? Quali ripercussioni potrebbero esserci sulle nostre banche che detengono una quota importante del nostro debito? Non vorrei che dopo i Npl non ci facessimo mancare nulla. Leggi la risposta...
È possibile avere alcune informazione relativo al debito italiano? Evoluzione degli ultimi 30 anni, costo medio di rifinanziamento del debito, quale dovrebbe essere il PIL medio del nostro paese affinchè lo stesso possa essere sostenibile? Leggi la risposta...
Con avvento delle politiche monetarie espansive delle banche centrali, mi sembra che andiamo incontro ad un grande indebitamento globale e le attività finanziarie salgono sempre. Chiedo: non sarà mica che ad un certo punto crolli tutto, secondo lei ci saranno le avvisaglie una dieci di canarino per le miniere che ci porti a salvare i portafogli esposti al rischio.
Per fare una similitudine nel Duemila che segnali c'erano di avvertimento!??? Leggi la risposta...
Come valuta il futuro dell'oro, degli auriferi e del mercato azionario in genere, alla luce della notizia che la Cina il 19 marzo ancorerebbe lo YUAN al prezzo dell'oro (fonte reuters)? Leggi la risposta...
Vorrei porle un quesito in merito ai programmi di buyback lanciati dalle società quotate USA. Da una personale analisi ho notato che Philip Morris, negli ultimi 7 anni ha operato un massiccio riacquisto di azioni proprie utilizzando capitale di debito senza rinunciare al pagamento di generosi dividendi agli azionisti. Facendo così, la multinazionale del tabacco ha aumentato considerevolmente la propria esposizione debitoria che attualmente rappresenta l'83,8% degli attivi (a fine 2006 era appena all'11%).
Quali sono i limiti quantitativi e temporali per i programmi di buyback in USA? Le sembra virtuoso il finanziamento a debito di un programma di buyback con il corrispondente pagamento dei dividendi? Leggi la risposta...
Come la vede l'idea che siamo entrati in una fase in cui il mondo non è più in crisi sistemica globale e le banche centrali mollano l'osso, nel senso che ci si può permettere di far fallire i "cattivi", un po' come succede nelle fasi iniziali dei cicli espansivi dell'economia dove tipicamente si registra un picco di default aziendali? Stiamo assistendo a una forte desincronizzazione del ciclo economico dove le nazioni forti prosperano sui consumi interni e le loro aziende comprano aziende in stati falliti per pochi spicci? Siamo insomma in una nuova fase della globalizzazione dove i pesci grossi fanno piazza pulita dei deboli senza troppi complimenti? Leggi la risposta...
Mi potrebbe spiegare gentilmente che tipo di conseguenze potrà avere la monetizzazione del debito di alcuni stati europei? Non è un'anomalia molto rischiosa? Leggi la risposta...
Volevo un chiarimento su alcune osservazioni del RG di ieri (o l'altro ieri) e di oggi. Per primo si affermava che siamo in una fase di accumulazione foriera di ulteriori allunghi fino ad un massimo di circa 21500 punti nel migliore dei casi (visione da lei confermata anche a seguito di una email inviatale).
Allo stesso tempo si prospettava però un possibile mini storno fino intorno ai 19800/20000 punti indice ftsemib per, diciamo così, ricaricare le pile e propedeutica a nuovi allunghi verso gli obbiettivi ipotizzati poc'anzi.
Infine oggi i dati del nuovo RG che presenta un greed index intorno ai 157 punti, un td sequential set up che prevede un ribasso ed un put / call ratio abbastanza elevato oltre ad altri indicatori di inversione.

Stamane il listino dopo un primo storno di circa l'1% ha recuperato le perdite azzerandole anche se ovviamente la giornata non è finita ...

Alcuni (molti) operatori pensano invece, che ogni storno con il QE e la BCE alle spalle, ogni piccola diminuzione dei prezzi per il listino nel suo complesso ghiotta occasione d'acquisto (danno molto per scontato, tra le righe, che col QE non vedremo più per un po' di tempo i prezzi degli ultimi storni importanti, è d'accordo?).

Cosa ne pensa pertanto nel complessivo degli sviluppi delle prossime settimane e se comunque è dell'idea che magari non oggi, ma da lunedì si potrebbe incominciare a scendere un po' anche per le preoccupazioni su Grecia.

Inoltre divagando ma stando sempre sul fattore economico / politico Greco che potrebbe condizionare i listini, cosa ne pensa di quanto sotto descritto? Che idea si è fatto?

Non pensa che dopo aver speso molte parole nel senso del "basta sacrifici", Tsipras sia così propenso ad accettare supinamente come dicono molti analisti, magari pur con qualche concessione dell'Europa, i voleri della Troika rendendo vane le speranze che molti Greci e sicuramente molti Europei hanno? ...mentre forse questa veramente l'occasione per convincere che la situazione lavorativa ed economica (anche in Italia, come in molti altri paesi europei ) non è/sarà sostenibile ancora a lungo senza epocali cambiamenti (esempio condivisione totale o quasi del rischio default/debito)?

Senza voler entrare in nessuna polemica politica che non mi appartiene, ma basandoci sui fatti da semplice osservatore, il nostro buon Renzi mi pare che sia un gran affabulatore, ma più di molto non fa a parte qualche decreto d'urgenza sulle banche popolari, piuttosto che il job act (pensi che agli imprenditori non basta nemmeno ...ieri a me hanno proposto di aprire partita iva perché il nuovo contratto a tempo indeterminato non sembrerebbe ancora abbastanza appetibile, io lavoro come freelance in qualità site /project manager per lavori di impiantistica in Italia ed all'estero! Questo la dice lunga su quanto stiamo parlando di aria fritta ....o si crea veramente il lavoro o si parla di dettagli ...non saranno certo le poche migliaia di posti che, forse, il job act potrà creare, (ne dubito!), che ci porteranno fuori dalle secche ...)
Qui ci vorrebbe una terapia d'urto ... insomma o paghiamo il debito o non lo paghiamo da qui non si scappa ..... forse l'unica soluzione è pagare una parte del debito (ovviamente non tutto) diciamo per tornare sotto al 100% e pagarlo a seconda delle possibilità economiche di ognuno di noi.
Gli interessi sul debito ci stanno strangolando (80/85 miliardi di euro all'anno che non riusciremo MAI a pagare), non è tanto il debito stesso (pur importante come mole) .
Ovviamente dovremmo subito dopo abbattere gli sprechi, la corruzione ed il malaffare che in Italia è di eccezionale "profilo" e si potrebbero così liberare risorse per diminuire considerevolmente le tasse sul lavoro ed investire in infrastrutture ed efficienza ...innescando un circolo virtuoso.
Insomma morire così di stillicidio giornaliero mi sembra una grande stupidità o affrontiamo di petto la situazione o moriamo lentamente questo è matematico.
Se non fosse per il risparmio accumulato dai nostri nonni /genitori saremmo già come la Grecia da mo'....
D'altronde se la ricchezza degli Italiani è circa 8500 miliardi di euro e abbiamo un debito di 2100 ....evidentemente abbiamo trasferito tutto sulla ricchezza privata dimenticandoci del debito che è di tutti noi in misura percentuale ai nostri beni ! Dobbiamo rientrare della parte di evaso del passato una volta per tutte ...direi non ci sono altre soluzioni ...altrimenti mi conceda la battuta, ci dovremmo accontentare, per chi è capace ed efficace, di qualche soldino guadagnato in borsa!!! Speriamo almeno quelli per il momento vista la qualità della nostra classe dirigente! Leggi la risposta...
Volevo questa volta un Suo parere sul debito pubblico Usa c'è un modo di misurare questo per vedere a che punto sta? Ho avuto modo di incontrare un gruppo di americani in gita qui sul lago e mi hanno detto che in Usa tutto questo boom di borsa non è capito perché non si vede per niente in giro per le città e poi mi dicono che se noi abbiamo 2200 miliardi di euro di debito pubblico loro ne hanno 40.000 e continua ad aumentare, spero di essere stato chiaro. Vorrei un Suo parere su questo argomento. Leggi la risposta...