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Ho letto ( chissà se è corretto ) che Draghi avrebbe detto che dobbiamo convivere con livelli di debito pubblico più alto per comensare la perdite di reddito del settore privato e che il tutto dovrebbe essere accompagnato dalla cancellazione del debito privato.
Ipotesi in qualche modo percoribile secondo lei oppure è il classico caso della botte piena e la moglie ubriaca? Leggi la risposta...
Rispetto alla domanda sul bund le volevo far notare una cosa, lo stesso pattern di tutti i mercati, doppio massimo con minimo interno. Cosa che fa riflettere.
Le chiedo altre due domande alla luce di quello che sta succedendo.
Prospettava l’idea di comprare oro fisico, cosa che diventa sempre più difficile, nel caso un etf phisical gold je00b1vs3770 è una valida alternativa?
Con l’aumento dei debiti praticamente di tutti i paesi del mondo e la futura difficoltà dei governi ad aumentare i tassi anche nel caso si raggiungessero i target di inflazione previsti si possono ipotizzare tassi reali ancor più negativi di quelli attuali, Bond inflation linked come li vede?
Discorso Deflazione da debiti, con la chiara intenzione delle banche centrali di comprare tutto il debito per evitare fallimenti pensa che sia ancora un discorso percorribile o al contrario sia finita dopo 40 questa tendenza? In quel caso le banche possono essere finalmente un buon investimento?
Chiaramente parlo di discorsi di lungo termine per indirizzare l’asset dei ptf. Leggi la risposta...
Mi sembra evidente la sua preoccupazione, tra le tante, per la sostenibilità del debito pubblico italiano una volta passata la fase acuta dell'epidemia e il conseguente indebitamento necessario a tamponarne gli effetti sanitari prima ed economici poi. Quale pensa possa essere uno scenario credibile per i nostri titoli del debito pubblico? Default, ESM, ristrutturazione più o meno parziale? Quale destino per le gestioni separate assicurative e le compagnie stesse che detengono in tutta europa svariati miliardi di Btp?

Fallimenti a catena e perdite ingenti in conto capitale per tutti? Leggi la risposta...
Nel suo Outlook a pag 53 quando dice
«
Fa qualcosa? Dal 1950 ad oggi un rapporto fra debito federale e PIL superiore al 105%, è stato associato ad una crescita annualizzata nominale del PIL, pari al 4.0%; all'8.9%, in tutti i casi in cui il rapporto è risultato contenuto a meno del 75%. Le buste paga sono risultate superiori nel primo caso, gli investimenti maggiori, l'inflazione più contenuta. Aumentare il deficit e quindi il bilancio, non sembra la via migliore per conseguire la prosperità.
»
Intende dire che le buste paga e gli investimenti sono maggiori quando il rapporto debito / pil è inferiore al 75% ??
Grazie e buon lavoro, oltre ai complimenti per l'ottimo ed esaustivo outlook Leggi la risposta...
Tornando su discorsi fatti la scorsa volta, a oggi mi risultano rotte sia le trend relative a TLT/WTI che con il capitombolo dell’altro ieri anche Unilever/unicredit, vediamo che succederà.
Comunque le scrivo perché nel corso degli ultimi giorni o settimane, sono uscite dichiarazioni molto importanti di funzionari BCE e FED riguardo la possibilità di modificare i target d’inflazione.
Ipotizzando uno spostamento dell’asticella al 3%, possiamo ragionare sul fatto che fino a quel range le Banche centrali non aumenterebbero i tassi di interesse, ciò però potrebbe portare a inflazionare gli asset rischiosi come appunto il mercato azionario, quello del debito High Yield e quello delle materie prime, creando finalmente in quel caso si una bolla di valutazione. Bolla che secondo me servirà per lo più a creare cuscinetti di valutazione per quelle asset class (banche) che in caso di recessione oggi vedrebbero probabilmente finire la loro storia viste le valutazioni attuali, minimi di tutti i tempi.
So che sembra una spy story stile James Bond ma i ragionamenti mi portano a pensare così, che ne pensa?
Di seguito le porto anche due foto “rubate” dal web relativamente a discorsi che abbiamo fatto tempo fa su debito e tassi di interesse, le ho trovate molto interessanti guardandole con un arco temporale così lungo. Leggi la risposta...
Un'inflazione più alta produrrebbe maggiori rendimenti.
Il nuovo debito dovrebbe costare di più e quello esistente portare un beneficio reale.
Tra queste forze quale sarebbe dominante in italia? Leggi la risposta...
Le faccio una domanda su una questione a cui pensavo recentemente.
Vedendo il grafico del rapporto tra il debito usa e il Pil si nota che il punto minimo di questo rapporto si è avuto nel 1980 proprio in relazione al punto massimo dell’inflazione, ragionando in maniera molto semplicistica si potrebbe avvalorare la tesi che una crescente inflazione fa diminuire il debito e viceversa.
Con i tassi nulli e inflazione nulla/bassa che hanno contraddistinto quest ultimo decennio, il tasso di indebitamento generale mondiale è esploso, generando vari allarmi utilizzati dagli analisti che vedono la situazione in un’ottica ribassista.
Può essere plausibile la logica che questo sia realmente un bottom della fase deflattiva e che per ricominciare a pagare i debiti il mondo necessiti di una inflazione gradualmente più alta ,non dico 20%, ma tendenzialmente più alta?
Prendendo il RG di ieri le commodity stanno per rompere la trend degli ultimi 10 anni e sono impostati a un possibile rialzo, l’oro ha rotto una congestione ribassista che perdurava da 8 anni, gli indici europei stanno rompendo congestioni ventennali (es. Stoxx600), le Banche Centrali mondiali accumulano Oro come se domani si tornasse al medioevo, come ci dovremmo preparare se effettivamente cambi a livello mondiale questa tendenza dei tassi discendenti in voga da ormai 40 anni? Leggi la risposta...
Come ben sai dalle mail che periodicamente ti invio, condivido con sempre maggior distinguo la tua visione assolutamente critica e negativa circa lo stato dell’arte dell’economia italiana e, di conseguenza, anche dei conti pubblici.

Mi sembra che i dati che mese stanno uscendo iniziano a delineare e contorni di un Paese che non è così fragile come i Mercati, attraverso l’indicatore principe dello spread BTP/BUND, e le tue note periodiche (nonché gli outlook semestrali) lo valutano.
Alcuni dati di fatto di questo primo trimestre 2019:
La domanda estera netta ha tenuto, nonostante il forte rallentamento congiunturale del commercio mondiale;
La produzione industriale è in ripresa a ritmi almeno pari a quelli medi europei;
La posizione patrimoniale netta sull’estero è, di fatto, tornata in pareggio, grazie al persistente flusso di Partire Correnti molto positive.
I costi relativi della nostra produzione in costante miglioramento, grazie ai prezzi alla produzione ed al consumo che crescono, come avviene oramai dal 2014, a ritmi molto più bassi di quelli dei ns competitori Area Euro;
Rimane (o forse rimaneva) un unico vero unico grande Enigma sui nostri dati macro: la stagnazione, oramai più che ventennale, della Produttività del lavoro e dei Fattori produttivi, soprattutto se raffrontata a quella degli altri 3 Grandi Paesi Euro Area.

Un piccolo studio (premessa di un Paper che gli autori sembrano avere in lavorazione) del Centro Studi Confindustria squarcia il velo su questa materia, circa le incongruenze e le disomogeneità delle rilevazioni statistiche nazionali ed europee e, forse, getta una bella luce per risolvere il “Conundrum”.

Ti lascio alla lettura del documento e leggerò con molta attenzione i tuoi eventuali commenti. Leggi la risposta...
In questi anni la politica monetaria della BCE, o meglio di Mario Draghi, ha determinato una sostanziale tranquillità sui titoli di stato dell'Europa periferica ed in particolare su quelli italiani. Inoltre l'aumento del Pil migliorerebbe il rapporto con il nostro debito pubblico.
Tuttavia in un ottica prevedibile di un aumento dei tassi, visto che i mercati finanziari tendono ad anticipare i movimenti, potrebbe impattare drammaticamente sulle finanze pubbliche visto che dal 2011 ad oggi non è stata assolutamente sfruttata la "morfina" della banca centrale e sfioriamo i 2300 miliardi di titoli di debito.

Un 1% dei tassi di interesse provocherebbe a regime un maggior esborso da parte dell'erario italiano di 20/25 miliardi di €, a prescindere dal precitato rapporto debito pubblico/Pil.

Questa situazione non certo auspicabile credo possa considerarsi verosimile. Quale sarebbe secondo lei l'impatto sul famoso spread con i titoli tedeschi? Quali ripercussioni potrebbero esserci sulle nostre banche che detengono una quota importante del nostro debito? Non vorrei che dopo i Npl non ci facessimo mancare nulla. Leggi la risposta...
È possibile avere alcune informazione relativo al debito italiano? Evoluzione degli ultimi 30 anni, costo medio di rifinanziamento del debito, quale dovrebbe essere il PIL medio del nostro paese affinchè lo stesso possa essere sostenibile? Leggi la risposta...