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Le faccio una domanda su una questione a cui pensavo recentemente.
Vedendo il grafico del rapporto tra il debito usa e il Pil si nota che il punto minimo di questo rapporto si è avuto nel 1980 proprio in relazione al punto massimo dell’inflazione, ragionando in maniera molto semplicistica si potrebbe avvalorare la tesi che una crescente inflazione fa diminuire il debito e viceversa.
Con i tassi nulli e inflazione nulla/bassa che hanno contraddistinto quest ultimo decennio, il tasso di indebitamento generale mondiale è esploso, generando vari allarmi utilizzati dagli analisti che vedono la situazione in un’ottica ribassista.
Può essere plausibile la logica che questo sia realmente un bottom della fase deflattiva e che per ricominciare a pagare i debiti il mondo necessiti di una inflazione gradualmente più alta ,non dico 20%, ma tendenzialmente più alta?
Prendendo il RG di ieri le commodity stanno per rompere la trend degli ultimi 10 anni e sono impostati a un possibile rialzo, l’oro ha rotto una congestione ribassista che perdurava da 8 anni, gli indici europei stanno rompendo congestioni ventennali (es. Stoxx600), le Banche Centrali mondiali accumulano Oro come se domani si tornasse al medioevo, come ci dovremmo preparare se effettivamente cambi a livello mondiale questa tendenza dei tassi discendenti in voga da ormai 40 anni? Leggi la risposta...
In questi anni la politica monetaria della BCE, o meglio di Mario Draghi, ha determinato una sostanziale tranquillità sui titoli di stato dell'Europa periferica ed in particolare su quelli italiani. Inoltre l'aumento del Pil migliorerebbe il rapporto con il nostro debito pubblico.
Tuttavia in un ottica prevedibile di un aumento dei tassi, visto che i mercati finanziari tendono ad anticipare i movimenti, potrebbe impattare drammaticamente sulle finanze pubbliche visto che dal 2011 ad oggi non è stata assolutamente sfruttata la "morfina" della banca centrale e sfioriamo i 2300 miliardi di titoli di debito.

Un 1% dei tassi di interesse provocherebbe a regime un maggior esborso da parte dell'erario italiano di 20/25 miliardi di €, a prescindere dal precitato rapporto debito pubblico/Pil.

Questa situazione non certo auspicabile credo possa considerarsi verosimile. Quale sarebbe secondo lei l'impatto sul famoso spread con i titoli tedeschi? Quali ripercussioni potrebbero esserci sulle nostre banche che detengono una quota importante del nostro debito? Non vorrei che dopo i Npl non ci facessimo mancare nulla. Leggi la risposta...
È possibile avere alcune informazione relativo al debito italiano? Evoluzione degli ultimi 30 anni, costo medio di rifinanziamento del debito, quale dovrebbe essere il PIL medio del nostro paese affinchè lo stesso possa essere sostenibile? Leggi la risposta...
Fra vari QE, espansione dei bilanci delle banche centrali (chi più chi meno), rapporti debito/pil in crescita lei non trova che questa crescita del debito in generale sia poco sana e alla lunga ci sia un conto da pagare? Leggi la risposta...
Mi permetto chiedere una Sua ulteriore valutazione sull'argomento sollevato in questa mail dall'utente e che, proprio negli ultimi giorni, sta catalizzando l'attenzione via via crescente di economisti e giornalisti.
A me appare chiaro che non è una questione di poco conto.
Anzi. È certamente la madre di tutte le questioni. Non so quanto abbia senso continuare a monitorare l'andamento del nostro mercato azionario se tutti abbiamo contezza che l'Italia è un paese tecnicamente fallito ma mantenuto in vita artificialmente (almeno per ora)...
Anche la Sua analisi, dott. Evangelista, è spietata ma realistica. Impossibilità di invertire la rotta dell'economia nel lungo periodo; necessità di ristrutturare una parte del nostro debito pubblico con conseguenti insostenibili perdite in conto capitale per risparmiatori e banche (già così mi sembrano tutte molto fragili).
Sic stantibus una rottura dell'euro non appare nemmeno il peggio che possa capitare (mi preoccupa di più la tenuta dell'ordine pubblico).
Tuttavia, dopo aver tratteggiato questo scenario prossimo futuro, Lei riprende a snocciolare quotidianamente dati e consigli (peraltro sempre precisi) sull'approccio ai mercati borsistici.
È come se stessimo ballando allegramente a bordo del Titanic prima dell'impatto con l'iceberg...
In verità mi sarei atteso da Lei consigli e dosi per la fuga graduale sia dagli investimenti che dall'Italia... Perché si ha voglia a dire che l'America è in ripresa, che la Germania è la locomotiva dell'Europa, che l'Australia, il Canada e la Corea del Sud giocano forse una partita diversa; il buco nero che causerebbe l'insolvenza del Paese Italia attrarrebbe a sè tutte le economie conosciute...
Mi dica per favore che mi sbaglio e che esiste una lettura alternativa di questi fatti. Leggi la risposta...
Sarebbe possibile avere un grafico o dei dati su chi in questo momento è possessore di titoli di stato italiani? Quanto del debito pubblico italiano è in mano ai risparmiatori e quanto in mano alle banche? Leggi la risposta...
In questi giorni ho letto che il debito pubblico italiano più di tanto non dovrebbe preoccupare perché è pari a 1900 miliardi di euro a cui aggiungere il debito privato pari a 840 miliardi di euro, ma può contare su attivi per oltre 8.000 miliardi di euro composti per circa il 50% da asset immobiliari e oltre 3.700 miliardi di asset finanziari.
La domanda è: ma questi calcoli sulla Grecia sono mai stati fatti, presi in considerazione? Se sono stati fatti quanto grosse sono le differenze con l'Italia? E poi, se facciamo i calcoli in questa maniera penso che un po' tutti i paesi scoppiano di salute, vero? Leggi la risposta...
Un po' per celia e un po' per allentare questo clima di oppressione che grava su tutti, vorrei porle una domanda, forse banale, ma io continuo a pormela. Questo mostro che mangia i suoi figli - dico il famigerato debito pubblico - non lo si potrebbe distruggere una volta per tutte? Non so, abbiamo la Banca d'Italia carica di lingotti, abbiamo le Ferrovie dello Stato, le Poste, l'Eni eccetera tutte da privatizzare...

Io sono figlio del dopo guerra, ma so per certo che in quel tempo i miei genitori vendettero l'oro di famiglia ed anche parte dei mobili di casa.

Sembrò loro la fine del mondo! Il tempo per diede loro ragione. Azzerati i debiti contratti, riprese le iniziative, mandati i figli a scuola, si riuscì a ricomprare l'oro venduto, mobili migliori ed anche una nuova casa. Sono fuori strada? Leggi la risposta...
Questo signore ci prende spesso. Potrei cortesemente avere una sua opinione nel merito. La ringrazio come sempre per la sua pazienza e disponibilità. Leggi la risposta...
Le faccio una domanda che esula forse un po' dal suo campo, ma credo che interessi molti amici/soci del sito.
I tre fornitori di "credit rating" su citati, si guardano bene da dare un rating a USA e Canada. In particolare gli USA tra il debito loro e quello della California, Dio ce ne scampi. Mi pare un "due pesi e due misure", quindi poco seri.
Cosa ne pensa? Leggi la risposta...