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Secondo un allarme lanciato qualche giorno fa dalla BRI-Banca dei Regolamenti Internazionali il grande crash finanziario si sta avvicinando. Cosa ne pensa? Leggi la risposta...
Un'amica/cliente mi ha inoltrato questo articolo che ha qualche mese, ma scuote un po' la nostra stabilità. Cosa ne pensa? Leggi la risposta...
Le chiedevo un aggiornamento sul cambio euro/yen. Nell outlook semestrale non esclude un obiettivo di 80 per il cambio in questione... nel breve, diciamo da qui a fine anno come vede tali movimento? Leggi la risposta...
Colgo l'occasione per farle una domanda... probabilmente anticipando l'enciclopedia che pubblicherà nel week end: ma se c'è rischio di credit crunch in Europa, se l'economia europea sarà nel suo insieme in recessione, se l'attività economica è in rallentamento, se la stagione degli utili in Usa dimostra un rallentamento nella dinamica degli stessi, escluso il fatto che tutti i se siano sbagliati, perchè i mercati dovrebbero andare bene? Leggi la risposta...
Le chiedo solo un suo parere sul settore bancario europeo. Osservandolo appare quasi in grado di voler forzare le prime resistenze sul massimo di dicembre per spingersi magari sino alla parete superiore del range degli ultimi mesi (e sarebbe comunque già un +10% da oggi). Che si stia preparando qualche sorpresa positiva da questo tanto bistrattato settore? Miglioramento in termini di forza relativa potrebbero spingere verso un minor sottopeso da parte dei gestori proprio in un momento in cui gli aumenti di capitale sembrano spaventare l'opinione pubblica?? Quale è la sua view sulle banche europee, saranno in grado di seguire il movimento piuttosto interessante mostrato dall'altra parte dell'oceano? Leggi la risposta...
Pensa che acquistare un BTP italiano, per esempio IT0004759673 abbia un rapporto rischio rendimento ragionevole. Il mio pensiero è che se l'Europa decidesse per una soluzione all'americana, sostanzialmente stampare moneta, il prezzo potrebbe arrivare a 100 in brevissimo tempo. Potrebbe commentare il momento di CPR e STS. Leggi la risposta...
La lettura del post in oggetto mi ha fornito qualche spunto di riflessione, che vorrei condividere con Lei per chiederle cortesemente un parere. Considero il caso estremo che nessuno si augura venga raggiunto.

Ipotesi:
1) L'Italia continua a finanziarsi sul mercato.
2) Modificano i trattati, e la BCE si trasforma in prestatore di ultima istanza. Da qui alla possibilità di stampare denaro.

Si creano dei conti correnti di servizio intestati alla BCE, la quale stampa e versa la liquidità per la quantità necessaria all'acquisto di titoli di Stato, asta per asta.
Alcune banche "di servizio", d'accordo con il governo, acquistano Titoli di Stato con tali fondi, ma rinunciano all'interesse che in tal caso rimane allo Stato contribuendo a non aumentare il deficit.
Questo perchè lo scopo in tal caso non sarebbe ottenere interesse, ma sostenere il deficit pubblico.

Considerazioni:
In tal caso le banche rendono un servizio allo Stato concedendogli denaro a costo zero, ma senza andare ad intaccare il bilancio.

Si creerebbe inflazione, ma in tal caso, per non pesare troppo su di essa, si potrebbe decidere di riservare una percentuale delle emissioni a questo compito, un compromesso per non far precipitare i conti e a non far aumentare troppo l'inflazione.

Una altro vantaggio che vedo in questo meccanismo potrebbe essere il fatto che per il 50% il debito rimarrebbe nazionale, limitando i contagi con l'estero. Il tutto in teoria...

Cosa ne pensa, mi può illustrare eventuali risvolti negativi a questa azione? Che effetto potrebbe avere una simile azione sulle curve dei rendimenti? Leggi la risposta...
A causa della deregulation, dalla fine degli anni '80 quindi si sono susseguite una serie di crisi finanziare, che stiamo sperimentando una peggiore dell'altra.
Inizialmente le banche prestavano denaro in modo molto rischioso, ma non trasferivano il rischio a valle e quindi gli effetti erano circoscritti, poi invece si sono fatte furbe facendo le cartolarizzazioni e l'effetto è stato devastante.

A riguardo della crisi del 2008, le banche hanno badato alla quantità piuttosto che alla qualità, andando a prestare denaro senza curarsi del fatto che i debitori potessero essere a rischio insolvenza o meno. In effetti, trasferendo il rischio, il problema non sarebbe più stato loro, e anzi, sulle eventuali case pignorate, nel frattempo aumentate di valore, potevano guadagnarci ancora. Quindi un INGORDIGIA senza precedenti.
Ma qualcosa è andato storto, la Fed ha alzato il costo del denaro, e i debitori si sono visti in poco tempo raddoppiare le rate e sono aumentate le insolvenze, con conseguenti svalutazioni per le banche.

Le chiedo, ma è possibile che Fed non ne sapesse nulla, essendo posseduta da banche?
Ma è stata solo colpa del rialzo dei tassi della Fed ad accendere la miccia che ha fatto scoppiare la precedente crisi? Leggi la risposta...
Facendole innanzitutto i complimenti per la qualità delle sue analisi, le vorrei chiedere un parere sul destino - dal punto di vista borsistico - delle banche italiane (in particolare Intesa e UniCredit), in una qualche prospettiva di default dell'Italia (anche parziale, es. 30 % o 50% del debito), e se andrà comunque in porto il piano di ricapitalizzazione delle banche. Leggi la risposta...
Rivoluzione in vista per il sistema finanziario, rivoluzione in vista per gli Stati. L'intesa raggiunta ieri dal Parlamento Ue, dalla Commissione e dal Consiglio europeo va in questa direzione. Dal luglio 2012, mese in cui l'iter necessario per far entrare in vigore la legge dovrebbe essere concluso, gli investitori non potranno più acquistare i famigerati Cds.

Non si tratta di un divieto assoluto ma di un vincolo regolamentare necessario: se un investitore non avrà nel suo portafoglio il sottostante, non potrà comprare in nessun modo il Cds ad esso legato.

Egregio Dottore, stamattina ho letto la notizia qui sopra riportata. Cosa ne pensa? Personalmente penso che calmerà molto le acque speculative. Leggi la risposta...