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La domanda è ormai sempre la stessa ossia posta una parte in equity e una parte in commodities oltre alla parte cash , la parte obbligazionaria è quella oggi più discussa visto il drawdown.
Pur nella sensibile ovvietà del fatto che i bond mercati emergenti possano risentire di un innalzamento dei tassi dovuto all'inflazione, peraltro già scontato nei corsi e della crisi russa che ha portato gli stessi ha una discesa forte in febbraio , soprattutto in local currency , questo sconto ancora valido degli emerging bond , nonostante i bond occidentali siano in caduta libera, può essere un'occasione di acquisto per riposizionare bene il portafoglio obbligazionario come peraltro già segnalato in Outlook 2022, e fosse così sarebbe bene comunque considerare una posizione in valuta locale, vista la non escludible debolezza del dollaro negli anni a venire? Leggi la risposta...
Ho appena visto una cosa che penso possa interessarle.
Se lei analizza il credito concesso su variazione annuale, e sovrappone l’indice così com’è senza fare la variazione ad un anno, esce esattamente lo stesso grafico.
Fa ancora più impresso quello che potrebbe succedere nel futuro. Leggi la risposta...
Condivido una considerazione. Se considessimo l'espansione del credito come collegata alla reazione "Keynesiana" alla recessione, ovvero il governo si starebbe occupando di evitare il crollo del livello di domanda, la possibile interpretazione del fenomeno sarebbe che in una recessione "comune" la reazione è di solito tardiva. Questa volta la reazione è stata immediata, addirittura anticipatrice.
Che questo possa implicare una previsione per il futuro positiva o negativa... chissà Leggi la risposta...
Lei oggi parlava della disponibilità delle banche americane a concedere prestiti alle aziende E invece, in risposta a un lettore, come immaginavo anch'io, dice che lo stato americano provvede direttamente a foraggiare le imprese.
La domanda e dunque questa: negli Stati Uniti quanti prestiti vengono ancora erogati direttamente dalle banche rispetto alla normalità? Leggi la risposta...
Buongiorno, leggo quanto scrive Novelli…la pelle mi si incomincia ad accaponare! Mi sembra una chiamata a ritirarsi. Dove sbaglia e dove ha ragione? Leggi la risposta...
Il nostro indice continua a salire contro le previsioni che da fine luglio lo vedevano iniziare a scendere. Questo può comportare un cambio di scenario di lungo sul nostro indice? Quale livello dobbiamo prendere come stop loss per la strategia di lungo periodo?
Possiamo ancora considerare valido il conteggio delle onde di Elliott proposto?
Potrebbe per cortesia postare il grafico con il dato del credito di settembre.

Relativamente all'Oro avendo rotto il SSM possiamo considerarlo già impostato positivamente per il lungo periodo o finito il periodo di settembre/ottobre potrebbe ritornare indietro considerando le aspettative positive sullo S&P500 e la correlazione negativa che ha con lo stesso?

Se non ricordo male alcuni giorni fa ha parlato del DAX in maniera molto negativa di lungo periodo (divergenza di momentum/prezzi) crede che nel recupero autunnale/invernale possa andare a fare dei massimi nuovi o quello visto alcuni mesi fa è da considerarsi definitivo per questo ciclo rialzista di lungo?

Non mi ricordo quale degli indici europei abbia rotto al rialzo una trend di lungo intersecante i vecchi massimi storici (Eurostoxx50 o 600?). Lo ha menzionato in alcune analisi nei mesi e settimane scorse.
Mi potrebbe ricordare a quale indice si riferisce e quale livello non deve essere superato per negare la rottura rialzista?

Per riassumere se ho capito bene Lei è rialzista sullo S&P500, sui vari indici europei lo è in eguale misura e si attende nuovi massimi anche per loro (come il consensus dei gestori delle varie case di investimento che ho iniziato a sentire in questi giorni hanno detto) o no?

Le chiedo cortesemente una analisi con target per i titoli ENI, INTESA e LEONARDO.

In ultimo pensa che il titolo BREMBO potrebbe essere un titolo per puntare ancora al rialzo o meglio A2A? Leggi la risposta...
Come dice nel RG odierno il set up rialzista non ha funzionato, anzi si sta ricalcando una delle eccezioni negative, quella del 2011. Come noto Il III° trimestre 2011 inaugurò la crisi di calo del nostro PIL, che si sarebbe prolungata per 9 trimestri. Il nostro indice nel frattempo, a fine luglio 2012, precipitò al minimo storico. L'intervento della BCE da quella data, con il bazooka (mai usato) dell'OMT prima e, del QE (questo si ben dispiegato!) dopo, ha permesso la ripresa del FMIB, il calo dei tassi ed ha sicuramente contribuito all'uscita dalla recessione che, è bene ricordarlo, è avvenuta solo ad inizio 2014. Se sovrapponessimo, normalizzandoli, l'andamento del nostro PIL con quello del nostro indice coglieremmo la rispondenza, con l'indice che anticipa il PIL nella ripresa. Da inizio 2016 il FMIB cala mentre il PIL, dopo la flessione a zero dell II° trimestre, continua a migliorare. Quindi, se la storia ci insegna qualche cosa, e il nostro indice dovesse seguire il percorso del 2011, come da lei ricordato, cosa sta anticipando il mercato azionario? Una nuova caduta in recessione, magari a seguito della crisi delle banche? Un rischio politico di rottura dell'Area Euro? Altro? Leggi la risposta...
Una sua valutazione sulla situazione e sulla prospettiva dei Paesi emergenti (azionario e bond), su High Yield Usa ed Europeo e sull'oro. Leggi la risposta...
Si fa sempre un gran parlare di inflazione che non c'è e che sembra che tutti vogliano ad ogni costo. È sicuramente ipotizzabile che, data la natura ciclica del mondo e dei mercati, prima o poi torneremo ad averne in quantità pure eccessive.
Ci sono degli indicatori economici o di altra natura che possono aiutare ad anticiparla in modo da non farsi trovare impreparati? Leggi la risposta...
In una nota Richard Woolnough, Fund manager di M&G Optimal Income Fund, spiega alcune recenti scelte di gestione.

«Mentre i timori di recessione e deflazione continuano a guidare il sentiment del mercato obbligazionario dell'eurozona, Richard Woolnough ritiene che i mercati abbiano già prezzato un quadro macroeconomico della regione eccessivamente negativo. Di conseguenza, per la prima volta, il fondo ha una duration negativa sulla componente obbligazionaria denominata in euro. Il Gestore ritiene che gli investitori siano troppo preoccupati per la deflazione, data l'introduzione costante di stimolo monetario da parte della Banca centrale europea. In particolare, fattori come costi di finanziamento significativamente più bassi ed i primi segni di calo della disoccupazione dovrebbero gradualmente portare ad un più ampio miglioramento economico».

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