Questa sezione contiene tutte le risposte alle domande pervenute quotidianamente in redazione da parte degli abbonati, su temi discussi nel Rapporto Giornaliero, o su temi che non trovano adeguata copertura nella reportistica.

Le risposte sono ampiamente dettagliate e documentate, e rappresentano un vitale completamento della copertura analitica attuata con il Rapporto Giornaliero. Attenzione: l'accesso alle risposte è riservato ai soli utenti abbonati al Rapporto Giornaliero.

Mi riferisco al commento che ha fatto oggi sulle resoconto giornaliero circa i dubbi e le incongruenze che il mercato sta evidenziando (il comportamento dei piccoli investitori per esempio). Ma non potrebbe essere semplicemente che questa volta il problema sia così evidentemente gigante che anche coloro che tendono ad essere ogni volta dalla parte opposta rispetto a quello che sta per avvenire finiscano invece per allinearsi dalla parte del buon senso?
Inoltre, le risultano attività di buy-back da parte dell'aziende? Leggi la risposta...
Di solito prima di un calo, la liquidità presente, nella fase finale del rialzo fa salire anche le aziende "minori" e/o non profittevoli. Questa circostanza, ( vedi articolo allegato ), può essere un indicatore che pre annuncia l'attesa fase negativa? €/$: sopra 1,18 quale target probabile per l'€ ? Leggi la risposta...
A me sembra molto interessante e preoccupante questo articolo. Cosa ne pensa? Leggi la risposta...
Ho letto che la performance dell'indice USA è legato in parte anche alla convenienza delle aziende al riacquisto di azioni proprie; in questo modo la quotazione dell'indice resterebbe a livelli elevati. Le chiedo se è possibile avere una tabella o un grafico con un commento che presenti questo legame qualora ci sia. Leggi la risposta...
Vorrei porle un quesito in merito ai programmi di buyback lanciati dalle società quotate USA. Da una personale analisi ho notato che Philip Morris, negli ultimi 7 anni ha operato un massiccio riacquisto di azioni proprie utilizzando capitale di debito senza rinunciare al pagamento di generosi dividendi agli azionisti. Facendo così, la multinazionale del tabacco ha aumentato considerevolmente la propria esposizione debitoria che attualmente rappresenta l'83,8% degli attivi (a fine 2006 era appena all'11%).
Quali sono i limiti quantitativi e temporali per i programmi di buyback in USA? Le sembra virtuoso il finanziamento a debito di un programma di buyback con il corrispondente pagamento dei dividendi? Leggi la risposta...