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Le riporto di seguito un articolo di Ray Dalio (https://www.linkedin.com/pulse/paradigm-shifts-ray-dalio/) dove nella Parte 2 riporta la sua analisi su come cambierà il paradigma economico nei prossimi anni. In sintesi, salvo miei errori di interpretazione, l’analisi riporta una prospettiva in cui le banche centrali continueranno a dover stampare moneta per far fronte alle passività in scadenza in un contesto di maggiori tensioni sociali e tra paesi e dall’altro lato ad una situazione di reflazione in cui faranno bene le asset class come l’oro (come anche lei riportava nel suo outlook!). Lei cosa ne pensi dell’analisi?

Un’ulteriore domanda sul trend dei tassi d’interessi nel prossimo decennio: nel suo outlook a pag.38 l’analisi demografica sembrerebbe suggerire una ripartenza strutturali dei tassi d’interesse. Tuttavia faccio fatica a comprendere come si possa conciliare dall’altro lato con una produttività in costante calo e con delle prospettive di banche centrali che continueranno a dover “monetizzare” il debito. A suo avviso dove sta l’equilibrio? Leggi la risposta...
È possibile comprendere fino a che punto le Banche Centrali hanno gestito o stanno gestendo la situazione generata dai picchi di VIX/VSTOXX sui mercati che ha ben evidenziato nel rapporto giornaliero di ieri? Ci sono stati casi analoghi in passato in cui le BC hanno fatto sentire il loro peso per smorzare la volatilità e di conseguenza calmierare i mercati?

La correzione che si è generata sui mercati è in linea con il picco del VIX? Ho letto che valori analoghi di VIX sono stati seguiti da correzioni ben più profonde (vedi twin Towers, recessione del 2002), mi pare che solo nel 2008 il picco sia stato superiore seppur di poco.
Esiste una relazione tra andamento del VIX e le correzioni che seguono i picchi? È possibile avere un grafico che metta in evidenza valori analoghi di VIX del passato con l'andamento dei principali mercati azionari (almeno USA e Europa) nei 3/6 mesi successivi? Se ci sono stati nuovi minimi nei mesi successivi sono stati inferiori rispetto a quelli toccati con la prima esplosione di volatilità?

Ritiene che un calo della durata di 10 giorni sia un calo risolutivo? Visti i valori record di ipercomprato su diversi indici, pensa che gli eccessi maturati nel mese di gennaio siano stati smaltiti completamente?

Vorrei formulare ancora una domanda sul PT segnalato ieri sul NASDAQ in relazione ai possibili rialzi dei tassi con cui la FED sembrerebbe dover procedere nei prossimi mesi. Qual è secondo Lei il livello di tassi che può arrestare il rialzo del settoreche più di ogni altro è stato l'asse portante dell'uptrend che ci accompagna da diversi anni?

La ringrazio anticipatamente per tutte le informazioni che potrà darmi. Leggi la risposta...
Vorrei un suo commento sui diversi spunti al report allegato. Leggi la risposta...
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Approfitto della sua profondità di analisi per chiederle il suo sempre prezioso parere rispetto ad una simulazione di scenario, lasciando per ora a parte le probabilità con cui potrebbe verificarsi.
Oggi tanto si parla di Helicopter Money come ulteriore strumento di politica monetaria espansiva finalizzato a portare un aumento dei consumi e di conseguenza spinte inflattive.
Questo porterebbe al paese target (rimaniamo sul caso di scuola..) un aumento dei tassi di interesse ed un apprezzamento della valuta.
Ora la mia domanda: esiste evidenza di una diretta correlazione tra queste dinamiche ed un aumento dei prezzi delle materie prime alimentari o più in generale di asset reali?

Se potesse indicarmi anche qualche studio che metta in relazione l' andamento degli asset reali (in particolare materie prime alimentari) con le politiche monetarie le sarei particolarmente grato. Leggi la risposta...
Prendendo spunto da questo argomento, e vedendo la resilienza dell'oro, non Le pare che le quotazioni così sostenute indichino una grande sfiducia nelle banche centrali?
Ieri la PBOC è intervenuta a ridurre di altri 50 bps per i depositi bancari, e mi sarei aspettato un ritracciamento dell'oro, invece è salito. Apprezzerei un suo punto di vista. Leggi la risposta...
Posso comprendere solo sino ad un certo punto una discesa così violenta, a memoria forse solo nel 2008 con la crisi e il fallimento delle 2 società di mutui americane poi nazionalizzate e il fallimento di Lehman Brother, quindi motivi fondati.
Ma siamo scesi di circa 7000 punti di indice senza quasi nessuna sosta!
Mentre quando tutto teoricamente andava bene, non ho mai visto salite così forti al pari di questa discesa!
Intervengono sempre le resistenze a stoppate momentaneamente le salite, l'ipercomprato di breve, (qui nemmeno l'ombra di una interruzione per l'ipervenduto...), scostamento eccessivo di prezzi sui titoli magari dopo un solo +5% mentre ora quotidianamente si vedono i -10/-15% senza che banche centrali o chicchessia intervenga.
Se dovesse continuare così ci si trova con l'indice sotto la soglia del 2009 a 12500 punti in poche giornate di borsa.
Inizio a leggere siti e blog che danno come target finale 8000 punti e il fallimento di tutto il sistema finanziario. (Lei cosa ne pensa di questi target...?!)
Tutto questo non le sembra esagerato...?!
Secondo il metodo FED il mercato non era sopravalutato quando quotava 6-7000 punti più in alto. Se paragoniamo il rendimento medio delle cedole del nostro indice con i titoli di stato, il risultato pare ovvio!
Mi sembra che a questi livelli si possa pensare di aver scontato una recessione ed un collasso sistemico simile al 2008.
Quello che trovo inquietante è il silenzio assordante del mondo politico e delle banche centrali
Abbiamo raggiunto lo stesso livello di indice di quando il dollaro era intorno ad 1.40, il petrolio intorno a100$, non esisteva il QE Europeo, la crescita globale più bassa e l'Italia con il PIL negativo, e noi ancora in recessione. (Ora il petrolio, il dollaro e il QE dovrebbero aiutare la crescita)
Mi sembra tutto esagerato, a meno che fra qualche mese non esista più l'Euro e l'Europa unita.
Attendo da Lei dei lumi. Leggi la risposta...
Sto preparando il mio secondo lavoro per gli incontri con gruppi di clienti/potenziali clienti. I due punti dell'intervento sono: rischio/opportunità; investire in base al ciclo economico.
Avrei l'assoluto bisogno di 3 grafici per completare il mio lavoro:

- Indice COMIT dal 1/1/1997 al 31/12/2015 con Indice RAY sotto (come ci propone periodicamente)

- un grafico semplice sovrapponendo (non in base 100 alla partenza, asse ordinate senza valori, asse ascisse tempo) i seguenti indici: SP500; Eurostoxx600; un indice Equity Emerging; un indice Euro Bond (se possibile con colori diversi).
Periodo dal 1/1/2000 al 31/12/2007.

- un grafico con l'andamento del bilancio delle Banche Centrali più importanti: Fed, BCE, Cina, Inghilterra, BoJ.
Dal 1/1/2008 al 31/12/2015.
L'ho cercato sul blog e sul RG, ma non l'ho trovato.

So che sta lavorando all'Outlook 2016, dal quale sono in trepida attesa di qualche spiraglio di luce, ma spero riesca a trovare pochi minuti per i miei grafici. Leggi la risposta...
Buongiorno dott. Evangelista, so che sto proponendo un argomento (e una domanda) certamente non facile però, nei limiti del possibile, vorrei farmi un'idea, magari anche solo approssimativa, della portata e delle reali implicazioni delle manovre di espansione monetaria messe in campo dalle principali banche centrali mondiali, a cui si è ora aggiunta la BCE. Ritengo utile cercare di fare chiarezza perché se da un lato è un dato di fatto che i vari QE sono diventati i protagonisti assoluti, e direi anche i veri driver, dei mercati finanziari, con grande eco sulle pagine dei media, dall'altro, come Lei avrà senz'altro notato ben prima di me, non mancano le voci, anche autorevoli, che criticano aspramente queste politiche monetarie, definendole non solo inutili ma addirittura dannose nel lungo termine. Tanto per fare un esempio banale, chi mette in dubbio la bontà del QE, sostiene che cercare di risolvere un problema di debito facendo ancora più debito, è come curare l'ubriaco con dosi sempre più massicce di superalcolici. Viene poi posto l'accento sul fatto che il tipo di cura non viene mai messo in discussione. Se questa non funziona vuol dire semplicemente che bisogna soltanto aumentare il dosaggio. La questione quindi si riduce solo a questo aspetto.

In effetti Draghi ha fatto ben intendere che se gli obiettivi non saranno raggiunti il QE potrà proseguire oltre la data prefissata. Immediata, come era ovvio, la replica: se Stati Uniti e Giappone non stanno ottenendo i risultati sperati (dai rispettivi QE), come può mai pensare di riuscirci la BCE, che tra l'altro deve anche fronteggiare le profonde divisioni politiche e sociali presenti tra i vari stati dell'unione europea e in seno ai medesimi. Basti pensare, solo per fare qualche esempio, alla spinosa questione greca o alla costante crescita dei movimenti no-euro.

Un'altra tesi che ricordo è quella di chi accusa le banche centrali di creare con le loro politiche, la più classica delle trappole di liquidità da cui potremo uscire soltanto attraverso una devastante guerra. Una prospettiva davvero tranquillizzante.....

Tralascio poi l'estenuante discussione su chi siano gli effettivi beneficiati dal fiume di liquidità che esce dalle stamperie delle banche centrali. Non sono ovviamente in grado di dare un giudizio però, personalmente, ho qualche difficoltà ad accettare l'idea che stampare denaro sia la soluzione giusta per affrontare tutte quelle problematiche che sono riassunte comunemente dalla parola crisi. Direi che, istintivamente, ciò che non mi convince sono le evidenti distorsioni che le banche centrali stanno creando sui mercati finanziari. Mi domando cioè quanto costerebbe veramente il debito italiano (ma anche quello spagnolo, portoghese etc.) se non ci fosse la "garanzia" di Draghi. È a dir poco paradossale che un Paese come l'Italia che pur presentando parametri quali debito pubblico, disoccupazione, pressione fiscale etc., tutti ai massimi storici, riesce a piazzare titoli di stato con i rendimenti più bassi da quando esiste la Repubblica. Secondo me anche il sentiment degli investitori finisce per essere distorto. Venerdì scorso ero nella filiale della banca dove sono cliente e l'addetto ai titoli mi diceva che, con rendimenti a questi livelli, non esistono alternative all'investimento azionario e ogni correzione, anche modesta è sempre un'occasione per comprare. Aggiungeva poi che con l'intervento delle banche centrali, che si fanno carico di ogni eventuale ostacolo, i mercati possono solo salire e i manuali di analisi tecnica sono ormai carta... straccia (lui ha usato un altro termine...), può capire quant'è irritante quest'ultima cosa, per me che la seguo da tanti anni. Insomma l'intervento delle banche centrali puzza tanto di imbroglio e l'esperienza suggerisce che quando al tavolo da gioco si siede il baro, spesso e volentieri la serata finisce in rissa. A quanto sopra elencato devo infine aggiungere una frase che ho trovato in rete, e qui vengo al punto di domanda scusandomi se mi sono dilungato oltre il consentito. La frase attribuita a Von Mises è la seguente: "Non c'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell'abbandono volontario di un'ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto". Ciò che le chiedo in definitiva è se questa affermazione di Von Mises rispecchia in qualche modo quanto sta avvenendo nel panorama economico e finanziario con l'attuazione dei vari QE, e soprattutto se la medesima può essere considerata attuale e non priva di fondamento, la qual cosa avvalorerebbe i tanti dubbi e le tesi di chi spara a zero sul QE. Leggi la risposta...