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Quello che tu affermi e cioè:
“Quando accettiamo che i tassi di interesse contano, torniamo in un mondo in cui si pone il solito secolare trade-off fra politica monetaria e politica fiscale. Non le si può avere entrambe accomodanti”
Mi sembra smentito dai fatti e con risultati assolutamente positvi dagli USA dove:
La politica monetaria è è tuttora assolutamente espansionistica - anche se in misura progtressivamente minore rispetto al culmine del QE e tassi a zero - perché comunque i tassi di interesse (fed Fund) sono inferiori al tasso di inflazione (vedi grafico sotto) ed al tasso di crescita nomilale del GDP;
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La politica fiscale, lo sappiamo bene, con Trump è tornata ad essere usata con forza in ottica ultra espansiva.

Quindi oltre oceano si stanno usando tutte le armi per sostenere il ciclo e, meraviglia delle meraviglie, l’inflazione non riparte, anzi, ci sono segni chiari di deflazione che stanno spingendo la FED a diventare di nuovo ultra accomodante.

Un altro chiaro esempio è il Giappone dove + Defict pubblico e + espansione monetaria convivono senza creare tensioni, tanto che lo Yen è considerata ancora safe even.

L’Europa avrebbe tutte le caratteristiche necessarie per potersi permettere una significativa manovra anticiclica usando entrambe le armi, ma non lo fa per delle regole assurde, lato poltica fiscale, che si è data fin dall’inizio, regole ancora di più rafforzate, in senso pro-ciclico, dopo la crisi greca.
Anche coloro - Germania, Olanda, Austria - che, rimanendo all’interno di queste regole, avrebbero molto spazio per fare politica fiscale espansiva, non lo fanno e continuano ad affidarsi all’Export!

Ma la cosa peggiore è che hanno imposto questa visione a tutto il resto dell’Euro Area, con il risultato che adesso un Intero Continente deve affidarsi alla crescita di Consumi ed Investimenti del Resto del Mondo per crescere un po’ tramite l’Export netto! Leggi la risposta...
Ho appena terminato di leggere il post sul blog dove trovi giusta la politica fiscale austera tedesca, dato il basso livello dei tassi imposto dalla BCE (relativamente al maggior livello di inflazione della Germania rispetto all’Euro Area).
Quindi la Germania deve continuare a fare Austerità che, secondo le teorie di Alesina & Co, si tradurrà in Espansione.
Vorrei che chiarissi meglio la tua visione al riguardo.
Io ti espongo i fatti:
l’Area Euro ha, nel suo complesso, tassi di crescita medi del GDP più che dimezzati rispetto agli USA, e la Germania negli ultimi trimestri fa ancora peggio;
Il surplus delle Partite Correnti è in essere da molti anni in Germania;
L’eccesso di risparmio tedesco non è più diretto verso gli altri paesi dell’Area Euro i quali, ad eccezione della Francia, hanno anche essi Current Account positive , ma verso il resto del mondo;
L’eccesso di Risparmio che questo comporta si traduce in minori consumi e/o minori investimenti e cioè minore crescita del GDP;
La politica monetaria ultra accomodante (che tenendo basso l’Euro nonostante il surplus delle Part. Corr.) ha certamente sostenuto la crescita tramite l’Export netto, ma non riesce a riportare l’inflazione core su livelli accettabili perché la domanda interna stagna e con essa stagnano i salari;
Se quello che ho scritto è vero (se non fosse cosi, dimmi dove sbaglio!), e ci sono tutti gli elementi che fanno temere che si stia entrando in una nuova fase significativamente deflazionistica (il tuo modello Unilever/Unicredit questo ci dice!), quali armi possono essere usate per sostenere il ciclo?
Ancora e sempre Austerità (che per chissà quale magia diverrà) Espansiva? Leggi la risposta...
L'OMT attivato lo scorso luglio (ed in realtà mai entrato tecnicamente in funzione perché nessun paese ne ha fatto finora richiesta) avrà ora dei problemi di applicabilità?
In altre parole, dato che è scontato che il prossimo governo non potrà mai dare assicurazioni sul proseguimento delle riforme volute dalla Bce, cosa succederà qualora l'Italia sia sottoposta ad un nuovo attacco speculativo? La BCE interverrà ugualmente acquistando i nostri BTP?
Nel contempo noto che in questo momento c'é un travaso evidente da Italia a Spagna, le differenti perf borsistiche (+0,10% l'Ibex e -1,50% il Fib nel momento in cui scrivo) sono alquanto significative. Leggi la risposta...
Le faccio questa domanda. Ora la problematica cha abbiamo oggi sui mercati ha come catalizzatore la fuoriuscita della Grecia e il conseguente rischio contagio. Il fatto di essere potenzialmente rialzisti sui mercati implica una soluzione positiva della questione e come soluzione positiva si può pensare al fiscal compact, che richiede comunque tempo e che potrebbe essere visto positivamente dai mercati ma che visto l'egoismo dei singoli stati mi sembra lontano (certo che se si prende una persona e la si mette con la testa in giù fuori dalla finestra al 30° piano, è possibile cambiare idea velocemente, cito scena di un film!!), oppure come alternativa la Germania accetta di essere più flessibile nelle sue "impartizioni di austerità", cosa mi pare del tutto improbabile e che d'altronde potrebbe non essere presa benissimo dai mercati, che lo potrebbe considerare un esempio possibile da seguire da parte di altri paesi. Ora, perché essere rialzisti sui mercati? Ovvero, c'è un altro evento catalizzatore che non considero (che ne so, BCE prestatore di ultima istanza o altro del genere) oppure i "mercati" vogliono questo scompiglio per comprare e comunque (sempre i "mercati") non vedono problemi di questo tipo?
Infine, dai suoi diversi strumenti di analisi tecnica, qualcuno oggi conferma l'ipotesi rialzista, non so l'ipervenduto (anche se sappiamo che se c'è ipervenduto una ragione ci sarà...) o altro ancora?
ed infine, appurato che un'inversione di tendenza mi pare che lei la considera sotto il 20% dai massimi, diciamo che l'eurostoxx ormai c'é, mentre dax e sp500 no, quando lei ritiene che il campanello suoni veramente l'allarme, per esempio tiene in considerazione l'andamento delle 20 principali borse del mondo, piuttosto che la correzione sull'msci? Leggi la risposta...