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Ho letto la sua email relativa all'offerta Poste/Tim ed avendo anche io le azioni Tim, devo dire che i conti che mi ero fatto non collimano.
Pertanto chiedo lumi.

l'offerta di Poste Italiane e' mista, carta vs carta + cash.
sono 0,0218 azioni Poste + 0,168 euro per ogni azione Tim.

Quando e' stata lanciata l'offerta, il titolo Poste era attorno ai 20 euro.
Quindi alla quotazione della chiusura precedente ante lancio offerta, il combinato cash/equity si aggirava attorno a 0,635 euro di offerta complessiva.
Dato che l'offerta cash era attorno al 25% del totale, in pratica una variazione del +/-10% di Poste comporta di conseguenza una variazione di +/-7,5% di Tim, proprio per la presenza di una componente carta contro carta attorno al 75% dell'offerta..

Oggi Poste quota circa 25,45 euro, va tolto il dividendo di 0,85 euro (pagamento il 22/6), quindi prendiamo come quotazione circa 24,6 euro.
24,6 per 0,0218 corrisponde a circa 0,536 euro di componente carta per ogni azioni TIM, cui aggiungere 0,168 euro (parte cash). Arriviamo quindi a circa 0,7 euro per azione di offerta, ai prezzi attuali di Poste.
Contro un 0,73 circa di quotazione di Tim di stamane.

Pertanto la quotazione attuale di TIm e' circa un 4/5% a premio rispetto all'offerta (0,7 circa vs 0,73 circa), ovvero gli istituzionali presenti in Tim si aspettano e/o premono per avere un rilancio ulteriore.

In ogni caso fino al termine dell'Opa il titolo Tim sara' comunque legato ai flussi di notizie relativi ai bilanci di Poste.
Quindi suppongo che l'analisi tecnica di Poste fara' da guida di riflesso per le quotazioni di Tim.
E mi sembra dai suoi dati/analisi che Poste sia ben impostata al rialzo, giusto? puo' farmi avere un aggiornamento?

Ricordo anche che l'operazione recente Mps su Mediobanca ha avuto un rilancio proprio durante il periodo di Offerta.

Per rimanere investiti in Poste in futuro (dopo aver aderito all'Opa), bisognera' essere confidenti su :
- crescita degli utili del nuovo conglomerato
- sinergie da fusione lato costi
- sinergie cross-selling commerciali Poste/Tim
- Tim ha circa 5Md di perdite pregresse, Poste potrebbe recuperarle in pochi anni visti gli utili che fa (l'utile lordo diventerebbe netto, quindi ci sarebbe una bella crescita degli utili).
In questo ultimo caso la situazione e' simile all'operazione MPS/MB.

Approfitto per salutarla e ringraziare lei e lo staff per il lavoro che fate e la passione che ci mettete. Leggi la risposta...
Leggendo il report di Alvin A. River su SmatrTrading “ Il Giappone siede su una bomba del debito?” , possono sorgere forti preoccupazioni sulla “sostenibilità” del debito pubblico dell’Italia.
Mi sembra che Alvin guardi al mercato con lo specchietto retrovisore.

Il costo degli interessi del debito dei Paesi dell’ euro area è in significativa evoluzione e le indicazioni più critiche non arrivano da l’Italia, ma dalla Francia.
Il tasso medio mensile del decennale francese, dopo una crescita progressiva che non ha paragoni negli ultimi anni, ad ottobre ha eguagliato quello dei BTP https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/teimf050/default/table?lang=en&category=shorties.teieuro_mf.teimf_mm

Forse è proprio nella divergenza fra gli andamenti del debito pubblico (ma anche privato) di Francia e Germania e della loro opposta Posizione Patrimoniale sull’Estero, che si stanno accumulando gli elementi che, se non ben gestiti dalla BCE, possono portare alla prossima crisi dell’Eurozona.

Per un portafoglio a forte componente obbligazionaria questo può rappresentare un ben dilemma in termini di mitigazione del rischio.
Se l’analisi che ho esposto è corretta, come è possibile proteggersi nei prossimi mesi? Leggi la risposta...
Approfitto di questi giorni di calma per tornare sull'argomento dei titoli di stato italiani.
Con il lievitare dei tassi di interesse i clienti sono sempre più aggressivi con gli acquisti di btp.
Resto scettico e mi scontro spesso con la loro sicumera mentre sbandierano tassi al 3/4 %.
La perplessità è la solita, l'enorme fardello del debito guidati da un governo in difficoltà in Europa per adesso leggera ma facilmente prevedibile in aumento nel suo proseguo.
Vogliono comprare Btp (da notare che non hanno subito il 2022 perché non li avevano!)In barba alla più elementare regola della diversificazione….tanto io vivo in Italia.
Lei aveva ventilato l'ipotesi in caso di forte difficoltà del nostro paese ad una ridenominazione del debito.
Sarebbe una ipotesi praticabile e che ripercussioni ci sarebbero nelle banche, assicurazioni aziende….e chi ne ha ne metta.
Faccio un afffare a non comprarli o a metterli nel portafoglio? Leggi la risposta...
Gentilissimo Dottore, sempre per comprendere un po' meglio le regole assai complesse di questo affascinante mondo, le sottopongo un mio ragionamento sui prezzi dei BTP di questo periodo.
La BCE ha fatto recentemente sapere che si aspetta con grande facilità di arrivare a quattro (o oltre) punti percentuali di Tasso di Rifinanziamento, come contrasto alla ancora consistente inflazione.
A leggere qualche dato sembrerebbe che il rendimento del Bund decennale sia (perlomeno in questo periodo) di circa 3 decimi di punto inferiore al suddetto Tasso.
Se così fosse, dato il nostro spread di circa 185 punti base, il BTP decennale dovrebbe oscillare intorno ai 5,5 punti percentuali di rendimento (con buona pace del nostro Debito Pubblico...). Nel momento in cui le scrivo tale rendimento oscilla intorno al 4,3 lordo. In tal caso sotto ci sarebbe un baratro.....
Che ne dice? è sbagliato quanto dico? Leggi la risposta...
Questa volta la disturbo, sperando sempre di fare cosa utile anche agli altri lettori, sul btp scadenza primo marzo 2036 con rendimento 1,45%.
Il cliente che me lo ha chiesto vorrebbe farne oggetto di acquisto rateale di qui all'estate, quando avrà la liquidità complessiva che avrebbe a ciò destinata, e vorrebbe portarlo alla scadenza.
Cosa pensa di questa ipotesi di investimento in termini tattici, e soprattutto, cosa pensa del fatto di concentrare una non indifferente quantità di denaro su un titolo come il btp che abbiamo imparato a temere in passato, in particolare nel 2011: ancora oggi alcuni gestori lo tengono alla larga dalle gestioni obbligazionarie e separate. Crede che l'Italia possa ancora trovarsi nelle condizioni di un rischio default? Leggi la risposta...
Sottoscriverebbe il Btp Italia in emissione la prossima settimana? Ovviamente non per farci trading.... Leggi la risposta...
Le scrivo in merito al movimento sui BTP a seguito della riunione BCE.
Dalla soglia da lei chirurgicamente individuata e che sembrava doversi sgretolare di lì a breve visto i ripetuti assalti siamo crollati addirittura sotto il 4%.
Invero il passo di aumento dei tassi non sembra cambiato ( e la performance del Nasdaq oggi è qui a ricordarcelo).
Cosa è cambiato se è cambiato qualcosa e soprattutto quando potremmo rivedere un rendimento con il 5% davanti da molti atteso per entrare compatibile con RAY a -5? Leggi la risposta...
Con il rialzo dei tassi chi ha debiti ( Italia per esempio ) ci guadagna ( per effetto della svalutazione ) ?
E poi....se io vendo 100 pezzi e il mio pil è 1.000, oggi con l'inflazione al 10% ( per semplificre ) se ne vendo 100 il mio pil sarà 1.100.
Bene e se ne vendo 98 invece il mio pil sarà 1.060. Ora se ho il costo del debito al 3% vuol dire che il mio monte debito calerà ( + 6% pil -3% costo del debito ) ?
Corretto ??
Oppure mi spieghi.... Leggi la risposta...
Le scrivo in quanto oggi ho visto un suo commento sul CAPE del FTSEMIB che ad oggi segna 19.

Da quanto ho capito si tratterebbe del prezzo diviso la media degli ultimi 10 anni degli eps, se questa formula (come l’ho intesa io) fosse vera mi piacerebbe fare qualche ragionamento insieme.

Analizzando gli eps del nostro indice negli ultimi 10 anni è come sparare sulla croce rossa, indice con peso prevalente di Banche e assicurazioni con gli ultimi 10 anni da dimenticare per tali settori.

Io ho provato ad analizzare il CAPE a 20 anni, in questo caso c’è una vistosa tendenza ascendente con un canale in cui tra l’altro saremmo in prossimità della base.

Se si applicasse tale concetto del CAPE a 10y al NASDAQ nel 2009 la valutazione sarebbe stata ancora particolarmente alta con un p/e decisamente poco allettante e magari ai tempi si sarebbe preferito un DAX con un cape sui minimi storici.

Oggettivamente siamo in presenza di un cambio storico della dinamica dei mercati, l’obbligazionario probabilmente non rivedrà per molto tempo i tassi a zero o negativi, e noi siamo pieni di banche che chiaramente beneficiano da tali discorsi, sinceramente credo , ma sicuramente mi sbaglio, che guardare la situazione attuale con gli specchietti retrovisori potrebbe non essere la logica più corretta.

Concludo dicendo che è solo uno scambio di opinioni, assolutamente non una critica ci mancherebbe, sa bene quanto stimo lei e il suo staff. Leggi la risposta...