Questa sezione contiene tutte le risposte alle domande pervenute quotidianamente in redazione da parte degli abbonati, su temi discussi nel Rapporto Giornaliero, o su temi che non trovano adeguata copertura nella reportistica.

Le risposte sono ampiamente dettagliate e documentate, e rappresentano un vitale completamento della copertura analitica attuata con il Rapporto Giornaliero. Attenzione: l'accesso alle risposte è riservato ai soli utenti abbonati al Rapporto Giornaliero.

Vorrei cortesemente avere un suo giudizio sulla situazione attuale del nostro mercato.
Possiamo già considerare conclusa la correzione e quindi iniziare ad accumulare long sull’indice, oppure ad un eventuale rimbalzo si dovrebbe ulteriormente correggere…?
Visti i precedenti della primavera e dell’estate mi verrebbe da pensare che si tratti di una pausa temporanea della correzione, la quale dovrebbe presto riprendere.
Quali possono essere eventuali obiettivi di questa discesa (sia nella migliore che nella peggiore delle ipotesi) è possibile rivedere i 19800…..?! Leggi la risposta...
Le chiedo informazioni su i mercati di Cina Italia e Germania, stavo guardando il rapporto tra Shanghai Composite e Ftsemib e sembra che il rapporto sia sulla base di una trend al rialzo di lungo periodo (chiaramente a favore dello Shanghai Composit), in considerazione di questo e della sua coerente visione di lungo termine sulla Cina sembra chiaro preferire quest’ultima all’ Italia, ma se i rapporti vengono fatti tra Ftsemib e Dax la situazione sembra opposta e quindi sembra preferibile investire in Italia invece che in Germania. Vedo il suo giustificato scetticismo sull’Italia e non potrebbe essere diversamente, ma non pensa che il nostro listino con un’attuale PE di 10 e un dividend yield del 4.20% possa essere almeno in questa fase di mercato (tassi a zero o negativi) una valida scelta in un’ottica di diversificazione nel ptf? Leggi la risposta...
Scrivo queste brevi note, in assoluta libertà di pensiero, ora che sei in vacanza e che quindi non c’è pericolo che diventino “terreno comune” agli altri abbonati tramite una tua risposta erga omnes.

Ti è oramai chiaro penso, dopo ripetute mail di “botta e risposta”, il mio sostanziale disaccordo con la tua visione di fondo sull’Italia di oggi.

Vorrei non essere frainteso perché anche io ho ben chiari gli elementi di strutturale debolezza - periodicamente evidenziati e sviscerati nell’Outlook - che hanno caratterizzato e via, via deteriorato per più di 4 lustri l’andamento macro economico Nostro Paese.

Solo che a forza di osservare il “deserto che c’è intorno a noi”, si rischia di non vedere i “molti germogli verdi” che stanno nascendo in altri parti del terreno e delle “piccole oasi” che fioriscono nel deserto stesso.

Fuor di metafora, ti sarai tu stesso penso reso conto, credo, che almeno negli ultimi 6-8 mesi ogni previsione macro che hai fatto sul Bel Paese è stata sempre smentita dai dati usciti poco dopo, rivelatosi clamorosamente superiori alle tue stime.
Ultimo, ma non meno importante, la stima preliminare del PIL del 2° trimestre, da te data per -0,43% annualizzata e, viceversa, risultata invariata.
Previsione che continui a reiterare, leggo infatti sul report odierno:
“Tantomeno ha senso parlare di imminente recessione (Negli USA), con un ISM Servizi fermamente superiore ai 50 punti. Non altrettanto potrebbe dirsi per l’Italia:
il rilascio dei primi dati mensili per luglio evidenzia una dinamica di crescita meno esaltante di quanto lasciato inizialmente presagire dai dati ad alta frequenza (spread di rendimento e CESI).
L’ITA-coin, calcolato dalla Banca d’Italia sulla base di una serie di parametri macro, continua a mantenersi alquanto depresso, suggerendo la possibilità di un aggiustamento anche scomposto nel trimestre in corso.
Combinando tutti i dati a disposizione, emerge la stima iniziale di un PIL nel Q3 nell’ordine del -0.4% annualizzato.”

Prima ancora di parlare del trimestre in corso non ancora giunto a metà del suo cammino, non pensi sia il caso di domandarsi, seriamente, come mai le previsioni così pessimistiche non si sono, fino ad ora, realizzate?
So che dai molto credito, in questo, all’indicatore messo a punto da B.I. ITA_Coin. I valori da questo espresso sono negativi i da gennaio, mentre i dati Istat usciti via via si rivelano superiori. Forse potrebbe essere il caso di ampliare il range dei dati, guardando con maggior attenzione a quelli ufficiali Istat?

Io una mia idea me la sono fatta ed ho cercato di spiegartela nelle varie mail e nel report che ti inviato qualche mese fa.
In estrema sintesi:
1 - La “distruzione creatrice” della doppia crisi 2008-2012 ha fatto il suo lavoro e quella parte di Impresa che è sopravvissuta è assolutamente competitiva su tutti i mercati (e non per i prezzi più bassi, ma per aver aumentato il livello di qualità dell’Output).
2 - Per la prima volta dopo molti anni la Domanda Interna non tracolla alle prime avvisaglie di rallentamento, anzi controbilancia l’appannamento dell’Export (ultima conferma a questa affermazione i dati Istat usciti il 2 agosto su Produzione Industriale e Commercio al Dettaglio).

Può darsi che da ora in poi tutto l’universo delle note in uscita si allineino alle tue previsioni e smentiscano così tutte le mie osservazioni (diamoci qui appuntamento al 31 agosto con la II° lettura del PIL).
Forse, però, fossi al tuo posto, una revisione sincera di “Come è Messa l’Italia” ed il più possibile basata sul tutto il range dei numeri uffuciali e scevra da qualunque sentimento politico, la farei.

Con immutata stima e considerazione. Leggi la risposta...
Vorrei un chiarimento se fosse possibile sul mercato azionario italiano, da una parte fa notare come il SELL OFF INDICATOR indichi un massimo rilevante e quindi una correzione imminente, dall'altra fa notare come le banche siano pronti a ripartire visto il CESI.
Ma se non erro il peso del settore finanziario è rilevante nel nostro indice, come concilia le due informazioni..?!
Inoltre nel RADIB afferma che il mercato potrebbe ancora salire sino a 21700/22100 ....almeno

Altra informazione che vorrei è capire se la Cina e soprattutto i Paesi Emergenti potrebbero o dovrebbero ripartire al rialzo visto il dollaro calare almeno contro euro a 1.139 Leggi la risposta...
Come ben sai dalle mail che periodicamente ti invio, condivido con sempre maggior distinguo la tua visione assolutamente critica e negativa circa lo stato dell’arte dell’economia italiana e, di conseguenza, anche dei conti pubblici.

Mi sembra che i dati che mese stanno uscendo iniziano a delineare e contorni di un Paese che non è così fragile come i Mercati, attraverso l’indicatore principe dello spread BTP/BUND, e le tue note periodiche (nonché gli outlook semestrali) lo valutano.
Alcuni dati di fatto di questo primo trimestre 2019:
La domanda estera netta ha tenuto, nonostante il forte rallentamento congiunturale del commercio mondiale;
La produzione industriale è in ripresa a ritmi almeno pari a quelli medi europei;
La posizione patrimoniale netta sull’estero è, di fatto, tornata in pareggio, grazie al persistente flusso di Partire Correnti molto positive.
I costi relativi della nostra produzione in costante miglioramento, grazie ai prezzi alla produzione ed al consumo che crescono, come avviene oramai dal 2014, a ritmi molto più bassi di quelli dei ns competitori Area Euro;
Rimane (o forse rimaneva) un unico vero unico grande Enigma sui nostri dati macro: la stagnazione, oramai più che ventennale, della Produttività del lavoro e dei Fattori produttivi, soprattutto se raffrontata a quella degli altri 3 Grandi Paesi Euro Area.

Un piccolo studio (premessa di un Paper che gli autori sembrano avere in lavorazione) del Centro Studi Confindustria squarcia il velo su questa materia, circa le incongruenze e le disomogeneità delle rilevazioni statistiche nazionali ed europee e, forse, getta una bella luce per risolvere il “Conundrum”.

Ti lascio alla lettura del documento e leggerò con molta attenzione i tuoi eventuali commenti. Leggi la risposta...
Spero che anche a te, da Italiano, non dispiaccia il dato appena uscito, anche se non rispecchia le tue previsioni.
Si direbbe che la Distruzione Creatrice, di shumpeteriana memoria, abbia fatto il suo "sporco lavoro" negli anni scorsi e ciò che è sopravvissuto dell’apparato produttivo italiano, abbia (finalmente) fondamenta solide e strutture robuste, ma flessibili, capaci di reggere (con molti meno problemi di prima) una flessione congiunturale e, soprattutto, agganciarsi immediatamente al cambiamento di vento congiunturale.
A tale proposito, anche l’Istat nel “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi” edizione 2019, uscita poche settimane fa, segnala diversi aspetti di questo “cambiamento di pelle”, con un focus sulle esportazioni.
La prima, timida, reazione dei mercati fa pensare che il dato fosse abbastanza “scontato”, nonostante le stime del consensus, e che molti acquirenti di Debito e Stocks italiani confidassero in questo miglioramento ciclico (buy the rumors, selle the news).
Cosa può succedere ora a BTP e FMIB? Un (salutare) leggero consolidamento (soprattutto degli indici azionari) e poi una ripartenza, o una vera inversione bearish (soprattutto sui BTP) come a più riprese fai intendere? Leggi la risposta...
In merito a quello che ha detto S&P (agenzia di rating) lei non cambia la sua previsione sul nostro indice mi sembra di capire; e' corretto? Leggi la risposta...
Considerando il trimestre appena passato e le relative perfomance, considerando quello che si prospetta nel secondo come continuazione dei rialzi, pensa quindi di essere in buona compagnia nel pronosticare un pil 2019 a -1%, perché in quel caso se il mercato x intero non scontasse questo declino cosa potrebbe succedere? Leggi la risposta...
A proposito del nostro indice di cui noi tutti siamo stupiti delle performance poiché non rispecchia i fondamentali dell' economia del nostro paese; faccio un semplice ragionamento:
Da inizio anno la borsa fa + 15% o anche di piu' forse e marzo non e' ancora terminato, questo significa un 5% al mese. Visto che la borsa prima o poi dovra' fare i conti con i fondamentali...Questo dottor gaetano e' un semplice ragionamento al di la' delle ragioni tecniche su cui noi ci basiamo tutti i giorni.
Ancora una volta torno a chiedere un suo parere nel frattempo saluto e ringrazio per il lavoro svolto quotidianamente. Leggi la risposta...
Ad oggi la borsa italiana ha fatto la stessa performance dell’intero anno 2017, siamo da inizio anno a circa + 14%, tenendo conto della formale recessione, rallentamento economico globale, ecc…
il CESI indica ancora dati in ripiegamento, ma l’indice non curante continua a salire.
La domanda che vorrei farle è la seguente, un CESI così basso mi fa pensare che probabilmente le aspettative siano altrettanto basse, ma se i dati futuri dovessero essere migliori delle aspettative (cosa che prima o poi
avverrà!!) cosa succede alla nostra borsa….!? (analogo discorso lo si può fare tranquillamente su tutte le borse!)
ormai sono 3 mesi che aspetto una correzione degna di nota per poter entrare (clienti compresi!) e devo ammettere che la frustrazione di questa risalita diventa sempre più profonda.
Alla fine del 2018 sembrava che il 2019 si aprisse sotto una recessione globale o quasi, che i mercati si sarebbero accartocciati (anche Lei prospettava dei minimi decisamente più profondi prima di una risalita di una certa consistenza!!), asset allocation prudentissima circa il 10% di azionario o giù di lì, non mi sembra che le notizie attuali rispetto a quelle del mese di dicembre giustifichino una euforia simile. Se in 3 mesi è salita del 14%, con pessime notizie ( le uniche positive sono il LTRO che partirà in Europa a settembre e l’attesa sino a fine anno prima di rialzare i tassi in America) in Italia abbiamo sempre il problema di incertezza politica e non solo…!! Dovrebbe chiudere l’anno con quasi il 60% di crescita, o ci aspettiamo un andamento laterale con piccolissime correzioni…!?
All’orizzonte è possibile aspettarsi una sana correzione che vada oltre i 3-4% ….??
Il greed index è vicino alla tripla cifra (superata comunque in settimana!!) non è indicatore di ipercomprato…!? Non dovrebbe “chiamare” una correzione di una certa importanza…!?
Tutto il Suo pessimismo di fine anno che ha indotto molti investitori ad abbandonare il mercato azionario per approdare a lidi più sicuri dove è finito…?
E’ bastato l’inizio anno a spazzarlo via…!?
Scusi lo sfogo ma l’aver perso il treno e soprattutto averlo fatto perdere ai clienti mi innervosisce non poco, forse è meglio essere cassettisti, su tutti i mercati, si tiene e come dimostra questo periodo, prima o poi si risale, altrimenti si corre il rischio (tramutatosi ora in certezza!) che per rientrare sul mercato si compra a prezzi più alti di quando si è usciti, aumentando così il mancato guadagno!!! Leggi la risposta...