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Come da sua indicazione nel report giornaliero odierno, i tassi nei prossimi mesi dovrebbero tendenzialmente salire.
Le considerazioni da lei esposte le condivido pienamente ma come indicato nello screenshot allegato il mercato REPO, nel quale opero quotidianamente, non sembra essere d'accordo con la ns. ipotersi...
Secondo lei a cosa è dovuta questa discrasia? Leggi la risposta...
In merito all'oggetto, quando riesce, può darmi maggiori ragguagli sulla sua costruzione? Leggi la risposta...
2) nel RG del 1 agosto evidenzia un interessante analisi sulla politica monetaria dei G3 calcolata come Media delle variazioni a 5 anni dei singoli tassi nazionali
Se ben comprendo una volta ottenute le serie storiche dei tassi Fed Bce e Boe lei propone un ROC a 60 mesi per ciascuno e poi la media della loro somma?
Per media intende diviso 3 o una moving average?
Posso chiederle il suo prezioso nonche riservato contributo per dipanare la matassa? Leggi la risposta...
Le scrivo per chiederle un parere sull’andamento dell’S&P500 in previsione del meeting FED. Sembra che il mercato non ritracci e stia salendo nei giorni pre-meeting.

E’ lecito aspettarsi una reazione negativa post meeting che conduca a quella correzione prevista per l’estate dai suoi modelli per poi ripartire nel 4Q? Oppure la posizione degli investitori è ancora scettica ed è quindi più probabile un ulteriore allungo a seguito della decisione sui tassi? Leggi la risposta...
Quello che tu affermi e cioè:
“Quando accettiamo che i tassi di interesse contano, torniamo in un mondo in cui si pone il solito secolare trade-off fra politica monetaria e politica fiscale. Non le si può avere entrambe accomodanti”
Mi sembra smentito dai fatti e con risultati assolutamente positvi dagli USA dove:
La politica monetaria è è tuttora assolutamente espansionistica - anche se in misura progtressivamente minore rispetto al culmine del QE e tassi a zero - perché comunque i tassi di interesse (fed Fund) sono inferiori al tasso di inflazione (vedi grafico sotto) ed al tasso di crescita nomilale del GDP;
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La politica fiscale, lo sappiamo bene, con Trump è tornata ad essere usata con forza in ottica ultra espansiva.

Quindi oltre oceano si stanno usando tutte le armi per sostenere il ciclo e, meraviglia delle meraviglie, l’inflazione non riparte, anzi, ci sono segni chiari di deflazione che stanno spingendo la FED a diventare di nuovo ultra accomodante.

Un altro chiaro esempio è il Giappone dove + Defict pubblico e + espansione monetaria convivono senza creare tensioni, tanto che lo Yen è considerata ancora safe even.

L’Europa avrebbe tutte le caratteristiche necessarie per potersi permettere una significativa manovra anticiclica usando entrambe le armi, ma non lo fa per delle regole assurde, lato poltica fiscale, che si è data fin dall’inizio, regole ancora di più rafforzate, in senso pro-ciclico, dopo la crisi greca.
Anche coloro - Germania, Olanda, Austria - che, rimanendo all’interno di queste regole, avrebbero molto spazio per fare politica fiscale espansiva, non lo fanno e continuano ad affidarsi all’Export!

Ma la cosa peggiore è che hanno imposto questa visione a tutto il resto dell’Euro Area, con il risultato che adesso un Intero Continente deve affidarsi alla crescita di Consumi ed Investimenti del Resto del Mondo per crescere un po’ tramite l’Export netto! Leggi la risposta...
Gentilissimo Dottore, leggendola in questi giorni, mi sto cominciando a domandare se Lei si sia fatto un'idea della possibilità reale di un rilancio economico, che da un lato allontani la fine dell'attuale ciclo e dall'altro proietti i mercati azionari verso "nuovi orizzonti".
Ma è realmente possibile un'ipotesi di questo genere? Quanto ancora si può immaginare di drogare di liquidità questo malato? E che cosa succederebbe ai tassi di interesse? Leggi la risposta...
Ieri abbiamo sentito che la FED ha deciso di non alzare i tassi per tutto il 2019.

Questa è la notizia che tutti aspettavano e che ha dato carburante agli indici dei mercati in salita per circa 3 mesi . Nell’ambito delle azioni un’azione spesso sale sulle indiscrezioni positive che ci si aspetta, ma all’uscita della notizia non succede nulla perchè i prezzi scontano già la notizia o addirittura c’è un ripiegamento.

Mi chiedo se adesso c’è ancora carburante per far salire gli indici dato che l’unico evento positivo che potremmo trovare in futuro sulla strada potrebbe essere l’accordo sui dazi tra Usa e Cina e di notizie positive non ne vedo altre perché i dati economici in USA continueranno ad essere deludenti ancora per tutto l’anno suppongo….

Inoltre sta per terminare un ciclo mensile che è il terzo del ciclo trimestrale e solitamente la chiusura di un ciclo trimestrale non si liquida con qualche giorno di negatività come abbiamo visto questa settimana, ma di solito si vedono prese di profitto consistenti che durano da una a due settimane.

Mi sembrerebbe incredibile vedere i mercati che corrono ai massimi dello scorso anno e anche oltre senza nemmeno uno storno degno di nota dopo una corsa continua di 3 mesi con tutte le economie mondiali che mostrano il fiatone…..

Ieri ho anche notato che sulle dichiarazioni della FED l’indice bancario negli Usa è sceso parecchio perché senza aumento dei tassi le banche guadagneranno meno e oggi 21/3 anche quello bancario Italiano è quello che sta perdendo maggiormente rispetto gli altri. Esiste un qualche tipo di correlazione fra questi due indici ?

Cosa ne pensa riguardo queste varie considerazioni ? Leggi la risposta...
Gentilissimo dottore , mi perdoni prima di tutto se le scrivo spesso, ma come potrà immaginare molti sono gli interrogativi che che mi vengono alla mente. Riascoltavo qualche minuto fa la sua intervista alle Fonti tv, nella quale Lei esprimeva preoccupazioni circa il possibile rallentamento economico degli Stati Uniti ed al tempo stesso faceva considerazione sul nuovo QE cinese eventualmente in accoppiamento ad una Fed accomodante.
Quello che comincio a far fatica a comprendere è il perché di questa tranquilla euforia dei mercati finanziari azionari quando in realtà dovremmo giungere ad un periodo di forte correzione data da una tendenziale recessione economica in molti paesi del mondo, forse anche negli Stati Uniti?

Esiste a questo punto la possibilità che non si passi per niente per questa condizione di ritracciamento dei mercati e che si innesti direttamente una nuova fase toro su un rilancio economico internazionale (più o meno drogato al pari di quello degli anni precedenti da un enorme quantità di liquidità messa in circolazione). E che succederebbe ai tassi di interesse ed al mercato obbligazionario? Si ricomincerebbe con il rialzo?

In tutto questo non ci vedrei nulla di sano né di vero. Leggi la risposta...
Secondo lei il debito USA, citato nell’intervento di oggi di Powell, per diminuire o per lo meno per non continuare a crescere abbisogna di un dollaro forte o debole ?
Perché nel caso ci volesse un dollaro forte , Powell allora potrebbe aumentare i tassi quest’anno, minimo una volta, dato che ha detto che ci sono segnali discordanti sui dati economici, ma che l’economia USA è forte….
Cosa ne pensa ? Non mi sembra ancora così scontato che non ci saranno aumenti dei tassi, dopo l’intervento di Powell di oggi al senato… Leggi la risposta...
Gentilissimo Dottore , mi spiace disturbarla ancora ma sto cercando di capire cosa iniziare a fare in termini operativi. Da ciò che scrive oggi sul suo rendiconto giornaliero e anche da ciò che ha risposto ieri alla email circa il possibile sforamento della media mobile a 200 giorni da parte dello Standard & Poor's 500, mi sembra abbastanza chiaro che Lei viva questa condizione di rialzo borsistico in maniera poco convinta. Del resto, anche il modello di Asset Allocation confermerebbe tale titubanza.
A questo punto gli interrogativi che mi pongo sono due: ma se anche questo indugio borsistico fosse rotto, con la situazione economica che caratterizza questo momento, ragionevolmente, a quale tipo di rialzo potremmo assistere? Mi sembrerebbe veramente strano poter immaginare un rialzo azionario che vada avanti per tutto l'anno con grossi risultati numerici. Lei del resto ha sempre visto in questo un movimento tattico...
Al tempo stesso mi pare evidente che la FED non dovrebbe più rialzare i tassi e la situazione complessiva del mondo almeno ad oggi, sembra andare verso un rallentamento più o meno consistente.
Allora, visto che il lavoro di consulente dovrebbe privilegiare le onde lunghe dei mercati, lasciando ai gestori le "pizzicate" brevi, in tale situazione non sarebbe più semplice cominciare intanto a confezionare un portafoglio fatto di obbligazionario di buona qualità, magari gestito da affidabili gestori attivi? Magari con un po' di oro lungo e di dollaro short fino a nuovo ordine? Leggi la risposta...