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Potrebbe indicarmi se possibile il generale comportamento della borsa americana tutte le volte che c'è stato un rialzo del tasso di interesse? A breve e lungo termine se possibile. Leggi la risposta...
Data la situazione, le letture ecc. PROVO A METTERE NERO SU BIANCO I DUBBI CHE MI ATTANAGLIANO. È la prima volta nella storia post II guerra mondiale, mi sembra, che arriviamo a quello che può essere definito il punto massimo del ciclo economico di medio/lungo periodo (i classici 7 anni, momento nel quale il rapporto Prezzo/utili è allo zenit) con le seguenti, peculiari condizioni dei mercati finanziari:
1. Azionario USA vicino ai max storici.
2. Altri azionari paesi sviluppati (Europa, Japan) sui max storici (vedi DAA) o di periodo.
3. Azionario E.M. sui minimi dal 2009.
4. Commodities sui minimi dal 2009.
5. Tassi di interesse sui titoli Core sui minimi storici.
6. Inflazione ovunque in calo e comunque su % infime se non negative.

Trovo che in tutto questo ci sia un che di inquietante e mi sembra di capire che l'azionario regga questi livelli "massimi" (la correzione dell'S&P ad oggi è meno del 6% rispetto al max annuali/storici) solo grazie a due cose: la mancanza di alternative (cioè i tassi a zero sul free risk!) e la crescita del GDP che, seppure fiacca, continua ad esserci (e tiene in vita la crescita degli utili futuri).

È ragionevole pensare che, se dovessero venire meno queste condizioni la correzione sarebbe fortissima: l'accenno di storno che c'è stato in questo ultimo mese sarebbe appena un soffio di vento, rispetto alla tempesta che si scatenerebbe.

Seguendo la logica del ragionamento, occorre quindi domandarsi, al di là del cabotaggio giornaliero/settimanale, se le due condizioni di fondo sono ancora solide o se scricchiolano e, se così fosse, se il pericolo è passeggero o teso a durare e, magari, anche a peggiorare.

A - TASSI - È la FED che guida. Tutti, dal FMI alla Banca Mondiale, stanno premendo perché rimandi il primo aumento al 2016 (a gennaio si pensava che avrebbe iniziato ad alzare già a marzo!). Però la Jellen sa che ora ha le armi scariche: qualora ci fosse bisogno di sostegno al rallentamento economico non ha che il QE4. Quindi avrebbe bisogno di almeno un rialzo di 0,5-1% per "ricaricare la pistola". Che può succedere se il 16 prossimo la FED alza? E se non alza che segnale da ai mercati lato ciclo economico?

B - CRESCITA GDP - Il trend è in calo. Lo dicono i dati anticipatori, lo confermano i mercati delle commodities. Può diventare recessione? O, più correttamente, può far credere che si scivoli in recessione? Perché si arrivi in recessione velocemente occorrerebbe uno shock tipo Lehman. Però anche lo scivolamento creerebbe molta instabilità. Uno shock improvviso mi sembra ipotesi ancora remota (anche perché se dovesse avvenire sarebbe è improvviso e difficilmente prevedibile), ma che succederebbe se le previsioni nei prossimi 2/3 mesi si deteriorassero ulteriormente? E una nuova fibrillazione dei mercati può retroagire sul GDP causando quindi lo shock?

Questi sono un po' i ragionamenti di fondo sui quali mi sto interrogando. Gradirei tanto una sua opinione, non solo nel merito, ma anche sulla logica di fondo che potrebbe essere anche del tutto fuorviante.

Grazie per la risposta che potrà darmi. Leggi la risposta...
Nella risposta che ha dato la scorsa settimana ad un lettore, paventa il fatto che se l'euro si rivaluterà nei confronti del dollaro e proverà a tornare verso 1,20 ca., per la correlazione inversa (rispetto al passato) che si è sperimentato negli ultimi tempi, i mercati azionari soffriranno.
Nel RG odierno paventa il fatto che, qualora la signora Yellen dovesse alzare i tassi a settembre, probabilmente i mercati la prenderebbero male e quindi, questo catalizzatore potrebbe essere molto negativo per l'azionario.
Se due più due fa quattro, un eventuale rialzo del costo del denaro negli Stati Uniti, dovrebbe portare ad un indebolimento del dollaro vs euro e quindi ad un calo dell'azionario...
Non le pare un po' strano, considerando la che la Bce (almeno a parole) ha paventato l'allungamento e forse l'allargamento del QE in essere, che l'euro si rivaluti vs dollaro, nell'immediato, nonostante tutto?
Oppure pensa che la relazione tra mercati azionari e rapporto euro/dollaro possa di nuovo "invertirsi" (dollaro su, mercati giù) com'era fino a qualche tempo fa?
Oppure bisogna pensare che qualunque sia la decisione che la Sig.ra Yellen prenderà, i mercati sono inevitabilmente destinati a scendere? Leggi la risposta...
Ho appena letto il suo articolo su SmartTrading, relativo alla volatilità a 10 giorni "troppo bassa" rispetto a quella a 100 giorni, segnale che il mercato americano potrebbe essere vicino ad un top da cui potrebbe partire una correzione nelle prossime settimane/mesi.
Ora, cercando di mettere molto sinteticamente insieme i pezzi del puzzle: l'America, che dovrebbe essere il mercato migliore nelle prossime settimane/mesi, potrebbe essere vicino ad una correzione; l'Italia, che lo segue a ruota nell'ambito delle preferenze relative, nelle prossime settimane dovrebbe scendere, assecondando il set up dell'ITForum; le borse europee, che vengono dopo le due precedenti, sono alle prese con una rocciosa resistenza che, qualora superata, potrebbe "garantire" altri 200 punti di salita (figuriamoci, se dovesse succedere, gli Usa e l'Italia quanto dovrebbero salire per fare una performance relativa migliore?!).
Da tutto ciò mi pare dunque di capire che per le prossime settimane, credo non ci siano dubbi, si possa prospettare, se va bene, ma bene bene, un periodo di congestione, ma forse, più probabilmente, un periodo di vera e propria correzione dei mercati in generale (con perdite maggiori sull'Europa, credo). Dopo, non so se si può azzardare qualche data nel mese di ottobre, potrebbe partire una nuova gamba di rialzo che, forse, potrebbe portare anche in Europa al superamento della famosa quota 1.200 e quindi a nuovi massimi più importanti per i mercati più forti, verso la fine del 2015/inizio 2016.
Nel frattempo si potrebbe pensare ad un ritorno dei tassi dei paesi più forti (Germania e USA: a proposito di questo mercato, a che livello di "tossicità" sono arrivati i tassi del trentennale? Mi pare che oltre certi livelli in passato si sia sempre assistito ad un periodo non propriamente positivo per i mercati azionari) verso i minimi storici? Se sì, potrebbe essere sensato accumulare qualcosa sull'obbligazionario, senza "rifugiarsi" esclusivamente sul mercato monetario? Leggi la risposta...
Buongiorno Dott. Evangelista. Desidero avere un suo commento su quanto è apparso ieri: (AGI) - Roma, 23 apr. "La normalizzazione della politica monetaria degli Stati Uniti potrebbe implicare delle serie prove per quelle economie emergenti che hanno ricevuto ingenti afflussi di capitali negli ultimi anni", ha spiegato lunedì William C. Dudley presidente della Federal Reserve di New York. Aggiungendo: "Noi della Federal Reserve ponderiamo seriamente le potenziali implicazioni internazionali delle nostre politiche... dal momento che gli effetti esterni delle politiche della Federal Reserve possono reagire sull'economia americana e i suoi mercati finanziari. E in parte un simile agire riflette anche un senso di responsabilità speciale che abbiamo dato al ruolo del dollaro come valuta di riserva internazionale". Va notato come queste frasi siano arrivate dopo che Jose Vinals, responsabile del FMI per quanto concerne i mercati dei capitali, aveva ammonito la settimana scorsa sui rischi esteri delle ricadute della politica monetaria degli Stati Uniti. E tuttavia il discorso di Dudley non asseconda quanti prevedono qualche ritardo nel rialzo dei tassi. Egli ha aggiunto, infatti, che le varie pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti sono state falsate dal calo dei prezzi del petrolio, e dichiarato di attendersi che l'inflazione inizierà a consolidarsi entro fine d'anno. Un rialzo dell'inflazione per esempio al due per cento, implicherà inevitabile il rialzo dell'intera struttura dei tassi d'interesse, che avrà i suoi effetti appunto proprio sui prestiti sottoscritti in dollari fuori degli Stati Uniti. Essi sono cresciuti da 2 a 9 trilioni di dollari negli ultimi quindici anni, circa metà dei quali concentrati nei paesi emergenti: con 660 miliardi di dollari in Russia, 350 miliardi in Brasile di dollari e 1.100 miliardi di dollari alle imprese cinesi. Cifre che spiegano l'ultimo report del FMI che appunto ammoniva che l'economia internazionale doveva prepararsi al doppio trauma indotto dal rincaro del dollaro e dall'aumento dei tassi. Tuttavia negli Stati Uniti l'eccesso di scorte del mercato immobiliare pare adesso riassorbito e Dudley prevede inoltre che entro la fine d'anno la disoccupazione subirà ulteriori riduzioni, mentre il numero di ore lavorate è già in brusco aumento. E non v'è da dubitare che le decisioni della Federal Reserve, malgrado le varie cautele e l'attenzione all'economia internazionale, obbediscano soprattutto agli equilibri interni e buon lavoro. Leggi la risposta...
Sono curioso di sapere come mai si ha quasi l'assoluta certezza di un rialzo dei tassi americani entro settembre. L'apprezzamento del dollaro non sortisce lo stesso effetto di un aumento dei tassi...?! Leggi la risposta...
Leggo stamattina sul RG che ormai sembra abbastanza "certo" che la prossima scadenza intercetterà un massimo, per poi quindi scendere fino alla successiva data del (omissis), che dovrebbe quindi individuare un minimo dal quale, se ho ben capito, dovrebbe svilupparsi un bear market rally che dovrebbe ritracciare parte del ribasso ormai in atto.
Ora, dal momento che sembra abbastanza chiaro come, negli ultimi tempi, le dichiarazioni dei politici, soprattutto quelli più "importanti", siano diventati dei market movers e che i margini per sorprese negative sembrano ormai scarsi (anche se su questo Murphy, che non è né un noto analista né un politico, avrebbe da ridire?), lei come inquadra la riunione della Fed del 20/21 settembre? Dovrebbe essere "sicuramente" un fiasco in quanto il mercato, secondo le scadenze cicliche, dovrebbe iniziare a scendere prima per poi continuare a scendere ancora per un'altra settimana abbondante? Quindi si prevede: niente Qe3 né niente che vi si possa avvicinare? Leggi la risposta...
Le vorrei chiedere un approfondimento sulla correlazione esistente tra lo SPX ed i FOMC ANNOUNCEMENT DATES. La prossima data è fissata per il 3 Novembre: è possibile aspettarci un'inversione del trend rialzista? Leggi la risposta...
Volevo aggiungere qualcos'altro a proposito del comportamento del mercato in occasione della seduta del FOMC.
Se ci soffermiamo su tutte le (14) riunioni da dicembre 2008... Leggi la risposta...
Col RG di stamattina abbiamo invertito decisamente visione sul mercato e sono stati proposti diversi acquisti long, accantonando sembra del tutto la possibilità di un ribasso importante. Come possiamo comportarci con le posizioni short aperte sugli indici? vale la pena uscire in perdita e aspettare l'occasione per l'entrata long, o ci sono margini visto l'ipercomprato presente e i setup successivi per uscire con le ossa meno rotte?
Inoltre, la seduta del FOMC odierna quali indicazioni ulteriori può dare sull'andamento di questi giorni? Leggi la risposta...