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Paventa una inversione di tendenza sul dollaro anche se difficilmente argomentabile ma non potrebbe essere il pesante output gap che flagella l'Europa a determinarlo? C'è chi parla di un output gap dell'8% allora le azioni intraprese dalla BCE sarebbero quasi acqua fresca o sbaglio? Leggi la risposta...
Pur restando numerosi i fattori negativi che gravano sui mercati e che sono alla base dei suoi ripetuti (e direi doverosi) inviti alla cautela, nel RG di lunedì Lei evidenzia alcuni aspetti che, nel breve termine, aprono uno spiraglio per il nostro indice Mib. Tra questi, impressiona la precisione con cui il boom di scambi sugli ETF bearish individua i minimi per piazza affari. Volevo chiederle se anche in passato, cioè in casi precedenti a quelli mostrati, questo indicatore è stato altrettanto infallibile.

In tema poi di appuntamenti in grado di muovere i mercati volevo chiederle come vede il prossimo meeting della Bce. Normalmente, come dice Lei, a Draghi "basta la parola", e se alle parole dovessero seguire i fatti, che ricadute potremmo avere sui mercati e sui cambi? Già ieri l'euro ha chiuso sotto quella soglia che dovrebbe portare ad un ulteriore indebolimento e il Dax sembra aver apprezzato questa prospettiva visto che è balzato nuovamente oltre quella resistenza sui 10800 evidenziata in una sua recente analisi. In definitiva, pur mettendo in conto l'eventuale e clamoroso errore della Yellen, decisa ad alzare i tassi nella prossima riunione della Fed, potremmo avere mercati europei in salita in questo finale d'anno se Draghi non deluderà?

Ultima richiesta: come si sta comportando il Delta? Leggi la risposta...
Ricapitolando un po' la situazione: Draghi con le sole parole ha detto che potrebbe allungare il QE. Come conseguenza Bund su, Europa su, dollaro giù. A distanza di 10 giorni azionario europa sempre lì, il bund è sotto la quotazione per Draghi, solo l'euro si sta "cappottando".
Non è che i mercati incomincino a credere che Draghi non farà nulla, se la Yellen alzerà? Leggi la risposta...
Sembra che la borsa tedesca sia quella che ha tratto maggior beneficio dalle intenzioni di Draghi rese note giovedì scorso. Tra l'altro proprio giovedì nel RG Lei individuava nella media mobile a 200 giorni un ostacolo difficile da superare per il Dax. Volevo dunque chiederle se il balzo delle ultime due sedute è tale da far ritenere archiviata, almeno nel breve, la correzione iniziata ad agosto e a ritenere non azzardata l'apertura oggi di una posizione long, magari con stop loss la media mobile medesima.
Volevo poi chiederle un aggiornamento su caffè e natural gas, quest' ultimo, se non ricordo male, dovrebbe avere una stagionalità positiva da inizio settembre che al momento è totalmente disattesa. Che ne pensa? Leggi la risposta...
Potrei avere un commento tecnico e personale relativamente a questo articolo pubblicato su WSI? Leggi la risposta...
Mi potrebbe spiegare gentilmente che tipo di conseguenze potrà avere la monetizzazione del debito di alcuni stati europei? Non è un'anomalia molto rischiosa? Leggi la risposta...
Draghi ha detto di essere pronto a muoversi già a dicembre. Non le sembra che una simile notizia possa far salire i mercati, in quanto meccanismo anticipatore come Lei ci dice spesso?
Oppure hanno già scontato tutto dai recenti minimi ....dopotutto l'indice è sempre li (al momento in cui scrivo). Le chiedo questo anche in virtù del rapporto tra ECB balance/Eustoxx50.

Aggiungo, se mi permette, che forse Bund e Btp sono le uniche scommesse che possiamo azzardare e quindi comprare sulle debolezze. Non scenderanno mai più di tanto se le prospettive di continuare il QE oltre settembre 2016 saranno confermate, come sembra. Leggi la risposta...
Premetto che non ho avuto modo di leggere tutto il nuovo Outlook, e quindi spero di non essere inopportuno nella domanda. Mi chiedevo se il QE di Draghi potesse fallire e quindi non riuscisse a far risalire l'inflazione (come peraltro sta avvenendo), oltre a non far salire le borse. Insomma ci siamo abituati a pensare: QE, quindi borse su.
Infine alcune settimane fa Lei proponeva una inversione di forza relativa tra il Dax ed il nostro indice, a favore del Dax. Credo sia cambiato qualcosa. Come vede questo rapporto? Leggi la risposta...
In merito al grafico pubblicato nel RG di ieri, OK che dopo un mese si e sempre saliti in tutti i casi, ma dopo 2,5 mesi? Si potrebbe creare un modello previsionale o i casi sono troppo esigui?

In merito invece al tema dei tassi di interesse a zero le chiedo: sarebbe possibile che a rotazione le banche centrali USA EUROPA e GIAPPONE facciano dei QE in alternanza (con le rispettive valute che si svaluterebbero/rivaluterebbero ciclicamente una con l'altra) e tengano i tassi a ZERO e comprino tutti i loro DEBITI pubblici immettendo continuamente liquidità nel sistema finche l'inflazione non aumenta? E se l'inflazione non aumentasse per decenni a causa di una stagnazione dei consumi (e quindi produttiva) di queste aree geografiche dovuta alla disoccupazione interna che non può essere riassorbita a causa di efficienze produttive e delocalizzazioni, potremmo avere un ciclo rialzista dei mercati di pari durata semplicemente generato dalla liquidità immessa nel sistema e dal fatto che sarebbe l'unico investimento remunerativo? O sono solo fantasie? Leggi la risposta...
Buongiorno dott. Evangelista, so che sto proponendo un argomento (e una domanda) certamente non facile però, nei limiti del possibile, vorrei farmi un'idea, magari anche solo approssimativa, della portata e delle reali implicazioni delle manovre di espansione monetaria messe in campo dalle principali banche centrali mondiali, a cui si è ora aggiunta la BCE. Ritengo utile cercare di fare chiarezza perché se da un lato è un dato di fatto che i vari QE sono diventati i protagonisti assoluti, e direi anche i veri driver, dei mercati finanziari, con grande eco sulle pagine dei media, dall'altro, come Lei avrà senz'altro notato ben prima di me, non mancano le voci, anche autorevoli, che criticano aspramente queste politiche monetarie, definendole non solo inutili ma addirittura dannose nel lungo termine. Tanto per fare un esempio banale, chi mette in dubbio la bontà del QE, sostiene che cercare di risolvere un problema di debito facendo ancora più debito, è come curare l'ubriaco con dosi sempre più massicce di superalcolici. Viene poi posto l'accento sul fatto che il tipo di cura non viene mai messo in discussione. Se questa non funziona vuol dire semplicemente che bisogna soltanto aumentare il dosaggio. La questione quindi si riduce solo a questo aspetto.

In effetti Draghi ha fatto ben intendere che se gli obiettivi non saranno raggiunti il QE potrà proseguire oltre la data prefissata. Immediata, come era ovvio, la replica: se Stati Uniti e Giappone non stanno ottenendo i risultati sperati (dai rispettivi QE), come può mai pensare di riuscirci la BCE, che tra l'altro deve anche fronteggiare le profonde divisioni politiche e sociali presenti tra i vari stati dell'unione europea e in seno ai medesimi. Basti pensare, solo per fare qualche esempio, alla spinosa questione greca o alla costante crescita dei movimenti no-euro.

Un'altra tesi che ricordo è quella di chi accusa le banche centrali di creare con le loro politiche, la più classica delle trappole di liquidità da cui potremo uscire soltanto attraverso una devastante guerra. Una prospettiva davvero tranquillizzante.....

Tralascio poi l'estenuante discussione su chi siano gli effettivi beneficiati dal fiume di liquidità che esce dalle stamperie delle banche centrali. Non sono ovviamente in grado di dare un giudizio però, personalmente, ho qualche difficoltà ad accettare l'idea che stampare denaro sia la soluzione giusta per affrontare tutte quelle problematiche che sono riassunte comunemente dalla parola crisi. Direi che, istintivamente, ciò che non mi convince sono le evidenti distorsioni che le banche centrali stanno creando sui mercati finanziari. Mi domando cioè quanto costerebbe veramente il debito italiano (ma anche quello spagnolo, portoghese etc.) se non ci fosse la "garanzia" di Draghi. È a dir poco paradossale che un Paese come l'Italia che pur presentando parametri quali debito pubblico, disoccupazione, pressione fiscale etc., tutti ai massimi storici, riesce a piazzare titoli di stato con i rendimenti più bassi da quando esiste la Repubblica. Secondo me anche il sentiment degli investitori finisce per essere distorto. Venerdì scorso ero nella filiale della banca dove sono cliente e l'addetto ai titoli mi diceva che, con rendimenti a questi livelli, non esistono alternative all'investimento azionario e ogni correzione, anche modesta è sempre un'occasione per comprare. Aggiungeva poi che con l'intervento delle banche centrali, che si fanno carico di ogni eventuale ostacolo, i mercati possono solo salire e i manuali di analisi tecnica sono ormai carta... straccia (lui ha usato un altro termine...), può capire quant'è irritante quest'ultima cosa, per me che la seguo da tanti anni. Insomma l'intervento delle banche centrali puzza tanto di imbroglio e l'esperienza suggerisce che quando al tavolo da gioco si siede il baro, spesso e volentieri la serata finisce in rissa. A quanto sopra elencato devo infine aggiungere una frase che ho trovato in rete, e qui vengo al punto di domanda scusandomi se mi sono dilungato oltre il consentito. La frase attribuita a Von Mises è la seguente: "Non c'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell'abbandono volontario di un'ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto". Ciò che le chiedo in definitiva è se questa affermazione di Von Mises rispecchia in qualche modo quanto sta avvenendo nel panorama economico e finanziario con l'attuazione dei vari QE, e soprattutto se la medesima può essere considerata attuale e non priva di fondamento, la qual cosa avvalorerebbe i tanti dubbi e le tesi di chi spara a zero sul QE. Leggi la risposta...