In merito alla questione spinosa della Cina le vorrei fare qualche domanda per meglio interpretare in futuro il suo lavoro.
Le riporto un estratto di pag. 172 dell'Outlook del 2020 in cui si parla della metodologia predittiva del CAPE per individuare i mercati più promettenti a lungo termine (non prima dei 7 anni, meglio se 10)
«Sotto questa prospettiva, in effetti le piazze non USA manifestano i ritorni prospettici sulla carta migliori. BCA Research compie un ulteriore passo in avanti, combinando in un solo indicatore i parametri comunemente impiegati per la valutazione fondamentale: Price/Earnings (trailing e forward), dividend yield, price/Book Value, e così via. Ne consegue un quadro che dissuaderebbe ulteriormente dal puntare sulla borsa americana nel decennio appena iniziato, preferendole i listini emergenti e del Vecchio Continente. In particolare l'attenzione si sofferma "in ordine di ritorno decennale medio composto annuo decrescente" su Russia (12.8%), Messico (10.1%), Giappone (8.9%), Cina (8.0%), Svezia (7.0%), Corea del sud (7.0%), Spagna (6.4%) e Canada (5.7%). L'Italia, anche a causa della vistosa impennata del 2019, vede deteriorarsi sensibilmente le prospettive di rivalutazione attese per i prossimi dieci anni: contenute a non più del 2% annuo.
E poi quello di pag. 141 dell'Outlook 2021
«L'approccio che in questa sede prescriviamo da alcuni anni, ed è per questo che rinnoviamo un appuntamento ormai consueto. Sulla base della media di tutti i parametri fondamentali più comuni, confidando nella elevata capacità della medesima di presagire il ritorno medio annualizzato conseguibile nei prossimi due lustri; la nostra scelta poggerebbe su Giappone, Regno Unito e Svezia, fra le economie più avanzate, e Messico, Russia e Cina fra le borse emergenti. Gli Stati Uniti appaiono destinati a ritorni pressoché nulli da qui al 2030, una volta scomputata l'inflazione. L'Italia vanta fondamentali in grado di produrre un ritorno positivo, superiore al corrente rendimento dei titoli di Stato, sebbene non esaltante».
Ora, un eventuale investitore che avesse fatto partire un investimento sulla piazza Cinese nel 2020 o ancor più malauguratamente nel 2021, seguendo questi criteri (cioé con ottica 2030 – 2031), come si dovrebbe comportare? Perché per come interpreto io questa è un'occasione di incremento di una piazza che oggi, seguendo la logica di costruzione di questa metodologia, dovrebbe essere ancora più a sconto.
Prendo un fondo a caso giusto per far capire.
Dove sbaglio? Non ha più senso considerare questo mercato perché nei primi 2-3 anni è andato in direzione opposta rispetto alle attese?
Grazie come sempre per la sua precisione e cordialità.
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