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Il "buon" Bernie ci delizia sempre (ultimamente) con articoli particolarmente "fiduciosi" (al contrario dei commenti della maggior parte dei gestori, si veda anche l'articolo sui mercati pubblicato oggi sul Sole24Ore, i quali sono se non scettici comunque cauti, forse perché come dice lei hanno da giustificare l'inopinato alleggerimento dall'azionario che li vedrebbe non troppo a loro agio, nel caso il mercato continuasse a salire, per cui stanno "gufando" non poco, ma questo è un altro discorso). Stavolta però assimila il presente anno borsistico ANCHE con il 1998…

Ora, è vero che gli altri anni sono numericamente maggiori, ma come dice sempre lei, aldilà di un grafico, occorre anche inserirlo nel contesto in cui si è sviluppato.
Ecco, a questo proposito, il 1998 da un punto di vista di sentiment, di flussi, macroeconomico, ecc. ecc., è paragonabile al 2019? Insomma, c'é, sulla base di tutte queste cose, aldilà di una somiglianza grafica, la porobabilità (e se sì quanta…)) che si verifichi un nuovo 1998?
Grazie e complimenti veramente. Leggi la risposta...
A me sembra che a livello azionario questo 2019 assomigli molto a quanto accaduto alla fine dello scorso secolo. Nel 1998 sembrava che il mercato fosse pronto ad intraprendere un bear market devastante ma poi l’anno dopo ruppe clamorosamente i max. Pertanto non mi meraviglierebbe se quest anno gli Usa andassero clamorosamente a ritoccare il max storico, anche di molto. Penso che la discesa possa avvenire non prima di un forte impulso speculativo finale, tipo una crescita a doppia cifra in poche settimane. Dopotutto, a parte il caso di 10 anni fa (a mio avviso un'evidente eccezione alla regola), è abbastanza usuale fare un max storico negli anni che finiscono in “9” oppure con lo “0”. E’ azzardata tale ipotesi ? Quali somiglianze e differenze possiamo rilevare rispetto a 20 anni fa a livello macroeconomico ? Leggi la risposta...
1) Pur sapendo che, in questi giorni, le "non decisioni politiche" fanno da padrone sui mercati e quindi è difficile prevedere i movimenti sul brevissimo, vorrei avere se possibile un aggiornamento sulle possibili proiezioni future dei due indici da qui all'inizio 2012.

2) Non so se gli altri utenti (un po' più svegli di me) abbiano smantellato tutto a fine ottobre e memori di altre sue previsioni (sempre alla ricerca dell' "ultimo giro di valzer" in casi anche come questi, di "rally bear market") se ne siano andati in tempo... io come al solito sono rimasto "a vedere le carte". Per es. non si sa più nulla del confronto con l'autunno del '98... con l'ottobre-novembre del 2008... col paragone con gli USA 1907 e giù di lì. La paura è che nuovamente si tocchino "minimi e nuovi minimi" (anche nei mesi a venire) con buona pace per lei e dei suoi "rally di Natale" o consimili... Leggi la risposta...
1) Ho capito che lei si attende una fase rialzista in questi due mesi che arrivano e con un obiettivo di punti tra (omissis). Tuttavia con il parallelo con l'anno 1998 non esclude qualcosa di pi importante. Ora se l'indice dovesse arrivare a 1.300-1.340 punti sarebbe ancora il caso di parlare di bear market o il raggiungimento di questi target ne indicherebbe una sua "prematura scomparsa"??

2) Mi è capitato tra le mani il RG del 4 agosto dove mostra (in ultima pagina) la casistica della rottura della media mobile a 200 sedute sullo S&P.
Su 13 casi prospettati in uno solo (8% probabilità) a distanza di 4 mesi la situazione non è migliorata: ossia la ben nota vicenda seguita a Lehman Brothers.
Il quesito è questo: a questo punto del rimbalzo (in base alla sua analisi tecnica) possiamo scongiurare uno scenario simile... Anche all'epoca il mercato rimbalzò ad ottobre per qualche settimana... poi a novembre iniziò la discesa tragica! Leggi la risposta...
Mi rifaccio ad una sua risposta di venerdì scorso che riporto: Per complicare un attimo le cose - senno' diventa troppo facile... - volevo cogliere l'occasione per proporre un suggestivo parallelo storico. Ci serviamo molto di questi paragoni. Ce n'è uno che sta prendendo corpo, e che in teoria farebbe propendere addirittura per oggi come minimo del
mercato (spero di non irritare nessuno)...

Il grafico propone un suggestivo confronto fra l'andamento degli ultimi due mesi, e l'andamento di settembre-ottobre (omissis). Ecco, non dico che sono uguali, ma insomma ci sono delle attinenze. Se così fosse, dovremmo scendere ancora soltanto oggi (forando il minimo di agosto), prima di ripartire. Come facciamo a capire se questo modello dovesse prevalere? beh, anzitutto da come si svilupperà questo eventuale test del minimo di agosto a 1101.5 punti. E poi soprattutto dalla reazione successiva: venendo da un minimo così importante, uno strappo violento come quello che nel (omissis) si nota dopo una manciata di sedute dal minimo rappresenta la conferma del definitivo mutamento climatico.

Basandoci su questa sua analisi e alla luce del superamento del SSG, possiamo ritenere finito il calo iniziato a maggio? E se così non fosse, quale sarebbe il livello da superare (Mib40, Dax, S&P500) per comprare in vista del rimbalzo? Leggi la risposta...
Beh, diciamo che aveva ragione lei e che avevo ragione io... I mercati da ieri hanno iniziato a scendere "a rotta di collo" e la riunione Fed è stata un vero e proprio fiasco (alla faccia del non evento, cosa scontavano se lo S&P500 ha perso, nel momento in cui le scrivo? 75 punti abbondanti?). Vista la "velocità", il punto di atterraggio di 1070 per il 29/9 (?) pensa che possa bastare? E gli altri indici dove possono arrivare...? Leggi la risposta...
Certo indovinare i mercati non è impresa umana, a quanto sembra. Ma il dubbio che mi assale (leggendo i vari blog, tutti che dicono, adesso rimbalzo, poi nuovo minimo) che forse questo nuovo minimo non ci sarà. Ho ben presente le sue argomentazioni, esposte anche sul RG di stamane; il grafico del nostro indice ad agosto, che sembra replicare quello dell'ottobre 2008 (foriero di nuovi ribassi). Lei che risponde nel pomeriggio dicendo che al massimo lo S&P potrebbe arrivare a (omissis). Ebbene, mi chiedo e se la FED dovesse approvare un QE3 (l'Europa qualche altra misura tampone) a prescindere dal tenore di fondo (che ormai è negativo nel medio-lungo termine) non è che il mercato possa beffarci e risalire pian-piano fino a fine anno? Leggi la risposta...
Sul noto settimanale nel quale scrive c'era un'intervista a Joe Ross (day trader), lui è convinto che siamo in fase distributiva. Orso in arrivo. Alcuni amici mi fanno notare similitudini con l'anno 2000. Il Vix graficamente mi sembra che stia per esplodere al rialzo. Orso? non credo se non sbaglio ha detto che l'a/d e d/a le ricordano una situazione simile al fine 2002 e 97 98. Per cui graficamente aveva evidenziato cosa accadde in seguito. La similitudine con l'anno 2000. Beh a quel periodo i p/e erano molto + alti e i rendimenti dei titoli di stato + elevati (se non erro).inoltre c'é un doppio minimo.(nel 2007) lei che pensa? Leggi la risposta...
Mi perdoni, non ho ben compreso il senso finale della sua risposta. Potrebbe chiarire meglio? Leggi la risposta...
Le sottopongo un quesito:
mi sembra di capire, da alcune sue osservazioni, che le sessioni caratterizzate da forte pressione nelle vendite, quelle per capirci in cui i vari ratio da voi monitorati su ampiezza e volume registrano letture diciamo "estreme" appaiono per lo più collocabili come parte finale o terminale di un movimento al ribasso, piuttosto che come prime avvisaglie di inizio di lunghi processi correttivi.

Se non ho sbagliato a capire le chiedo quali sono, a suo avviso, le caratteristiche che ci possono permettere di individuare, diciamo con un certo anticipo, l'approssimarsi di fasi di tipo distributivo che precedono l'avvio di movimenti avversi di una certa durata. Forse il famoso decalogo del bull market, che ad oggi pare ancora sostanzialmente in buono stato con soli due campanelli rossi. Ma quali all'interno del decalogo rivestono maggiore proprietà di segnalare anticipare l'inversione?

Oppure se gli stessi indicatori che, visionati attraverso medie mobili o sommatorie create con basi di calcolo che utilizzano periodo limitatamente brevi (tipo 10 giorni di marcato) forniscono segnali di bottom di medio periodo, tarati invece attraverso medie più lunghe (ad esempio 50 e 100 gg) possono con la loro inclinazione offrire segnali di deterioramento qualitativo che preludono alle inversioni di una certa durata nei trend rialzisti che, come nel caso odierno, abbiano durata di qualche anno. Leggi la risposta...