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Buongiorno Dottore, dopo quasi 10 anni che la seguo ho imparato ad apprezzare la sua schiettezza e le chiare indicazioni che ci ha sempre fornito, non ultima quella del "fuori tutti" improvviso che ci ha destato dal torpore di mercati in costante ascesa fino a fine febbraio, per cui le rinnovo i miei sentiti complimenti.

Quello che non riesco ad interpretare ultimamente è il suo tono in alcuni commenti, non ultimo quello sulla produzione di autoveicoli in Italia, in cui si percepisce che qualcosa non le quadra.

Questo continui riferimenti al 1929 e all'idea che la drammatica situazione che stiamo vivendo possa ricreare un ambiente finanziario simile mi rende un po' inquieta, per cui le chiedo gentilmente di indicarmi, con la schiettezza che caratterizza le sue indicazioni, se ritiene fondata la possibilità che ci si ritrovi tutti a "parlare di niente".

In questo caso come ci si dovrebbe comportare nella gestione di strumenti finanziari, generalmente parlando ?

Dobbiamo dire ai nostri clienti di stare protetti fino a quando questa eventualità non sia definitivamente scongiurata perché attualmente esiste questa possibilità?

Perché a parte il "sentiero" più probabile dei mercati di qui a breve che lei ci ha spiegato chiaramente, e partendo dal presupposto totalmente condivisibile che si preferisce cominciare a comprare "quando il minimo è stato fatto ed è alle nostre spalle", sinceramente non percepisco un tono costruttivo alzando un po' lo sguardo oltre l'orizzonte temporale del qui e ora.

Dove sbaglio ?

La sua prudenza è dettata dal fatto che trova ancora troppa compiacenza nel mood di mercato ?

La ringrazio se riuscirà a chiarirmi un po' le idee sul suo pensiero. Leggi la risposta...
Io penso senza dubbio che questo momento possa essere paragonato al 2008 oppure al 1929.
Partendo da questo presupposto, le chiedo gentilmente se potesse chiarirmi a che punto siamo . Faccio anche una riflessione . Nel 2008 Wall Street perse più del 50% da massimo e minimo e ci mise solo 6 mesi (fino a fine febbraio 2009) .Il nostrano ci mise 9 mesi circa (inizio prima) e perse il 60/70%. Non ho informazioni del 29 , in questo caso però mi sembra che ci siano state 3 fasi . Un ribasso iniziale di circa 2/3 mesi del 45% , una correzione di 6 mesi che recupera circa il 50% ( di quei 45 %) ed una definita capitolazione di un ulteriore 70/80% nei 2 anni successivi. Dal 1929 al 1932 la produzione industriale diminuì del 45% . Nel 1933 ricomincio a risalire e così via e così le borse. Mi corregga se sbaglio , ma secondo questa esperienza c'é da augurarsi che la discesa continui fino ad agosto perché se il 50% meno venisse raggiunto ad aprile o maggio per poi ripartire , allora lo schema sarebbe più simile al 29 . Che ne pensa ? Leggi la risposta...
In questi giorni non posso non essere condizionata dai suoi toni e dal suo pessimismo sul merk che paiono davvero quasi estremi. Poiché non conosco il merk del 29, e ( si invece quello del 2008) e riecheggia come lugubre presagio di sventura come un punto di nn ritorno, come il game over di tutto, come la fine dei merk finanziari ( uso termini utilizzati dai suoi clienti), vorrei spiegasse alcune frasi che in questi gg ha scritto: - essere in presenza di un altro '29 comporterebbe x tutti (gli operatori finanziari immagino) dover cambiare lavoro....xche'? - e in caso di altro' 29 i listini verrebbero chiusi a tempo indeterminato. Xche '? e ciò cosa implica xchi fosse ancora dentro? Che le posizioni vengono congelate o chiuse in automatico e perdono i loro soldi? ....Vorrei cioé conoscere tecnicamente le conseguenze di un 29 bis. Infine, in un RG di giorni fa ormai, sostiene anche un concetto fondamentale che continua a rieccheggiarmi e cioé che anche questa volta (come sui max) , ad un certo punto, probabilmente nel momento più buio, quando saremmo tutti convinti di essere finiti e nn penseremo minimamente di comprare immobilizzati dalla cecità del terrore, ecco, in quel momento saremo nuovamente dalla parte sbagliata del merk , mentre le mani forti avranno terminato di accumulare e faranno ripartire i listini. Vorrei sapere dott. Evangelista, ha messo in conto, o ritiene possibile meglio probabile, secondo un atteggiamento lucido, razionale e di distacco emotivo di esserci in quel momento x trovare la motivazione ad acquistare, O no? A me pare che lo escluda. Questo lo chiedo xche Il problema Dell investitore è (o dovrebbe essere) il rischio, non la volatilità... quest ultima resta (dovrebbe restare) una grande opportunità, per investire a prezzi bassi, a volte bassissimi, a volte irripetibili x decenni, dato che come abbiamo detto qualcuno avrà nel frattempo fatto ripartire "il motore", e come sempre... Ecco xche le chiedo il polso della situazione di un '29 bis...x capire se il paradigma sopra non possa essere applicato con un' 29 bis. Voglio capire cosa mi potrebbe sfuggire e cosa DEVO sapere a livello tecnico e di rischio, prima di decidere di comprare quella che in altre condizioni è un opportunità se il mio portafoglio mi consente anche di non cogliere un minimo definitivo subito. Spero abbia compreso i termini della mia richiesta, anche se difficile da esplicare forse... Grazie anche x lo sforzo di rispondere a tutti, sempre. Buona vita
P.S. Mi scuso, ho dimenticato (a scanso di equivoci) di specificare che non sono ottimista ora sul merk, e non la ero neanche prima a 25500(ero venduta a 33640! ) e di recente anzi, le ho già manifestato la convinzione tecnica, di rivedere nn solo i 12000 lato basso del canale ma probabilmente anche di sfondarlo al ribasso , proprio come avvenuto prima, ma verso l alto. Eccesso poi riassorbito come sappiamo e che potrebbe poi altrettanto essere riassorbito in caso di eccesso al ribasso.. . Ed essere una nuova meravigliosa opportunità. A meno che il mondo finisca, possiamo pensare ad un listino vicino a zero? Non è domanda retorica. Ecco xche nella mail precedente le chiedo ciò che le chiedo tecnicamente...se possibile pensare di esserci anche in uno scenario lugubre come un 29 bis. 1000-grazie mille e scusi la precisazione ma mi pareva doverosa. Leggi la risposta...
Le premetto che a naso (come a lei leggo), ciò che vedo non lo ritengo affatto incoraggiante,...1929, 2008.....
Due considerazioni:
1) non le pare che la differenza di tecnologia negli strumenti e negli automatismi di compravendita renda molto arduo un confronto con questi due episodi del passato (e soprattutto col primo),?
2) Ciò che fortemente aumentò l'effetto della crisi del 1929 fu la quasi chiusura del credito alle aziende. Oggi parrebbe succedere l'opposto. Leggi la risposta...
Vedendo il grafico dei crash del mercato Usa a pag 2 dell'RG di oggi mi può confermare che la linea blu è il 1929 e la linea verde il 1987 ??
Mi potrebbe cortesemente dire del 2008 quale è la data di partenza? Leggi la risposta...
Lei sa che in termini di Analisi Tecnica sono alle prime armi, quindi sul tema mi astengo assolutamente da qualsiasi considerazione. Ad un livello più generale invece le vorrei sottoporre una mia impressione.
Tutto quello che è avvenuto negli ultimi anni ha avuto caratteristiche di originalità se non addirittura di eccezionalità: l'enorme domanda di quasi tutto, conseguente alla politiche e QE, ha cambiato molte delle nostre "abitudini" finanziarie.
Uno dei casi più emblematici di questo periodo è stato il livello di volatilità dell'anno 2017 (recentemente abbiamo capito come è andata realmente la questione....).

Ora io mi e le domando: ma non sarà che anche in queste ultime e nelle prossime manifestazioni di incertezza dei mercati, e naturalmente nelle fasi di mercato orso che attraverseremo, tutto sarà caratterizzato da fenomeni di iper reattività e di iper dinamismo? Come se tutto fosse mosso da una virtuale "leva"? E che, per conseguenza, da un lato il confronto con andamenti storici passati, e dall'altro le risposte dei grafici rispetto a loro stessi (tipo medie mobili etc.), vadano letti ed interpretati in maniera differente?
Perdoni la mia domanda "eretica", ma ciò che vedo in molti casi mi sembra ingiustificabilmente estremo. Leggi la risposta...
La scorsa settimana le avevo scritto che mi ero alleggerito quasi totalmente in attesa del setup di febbraio: ho avuto ragione, in quanto già nel 2016/2017, sempre a febbraio ed entro il 10, c'è stato un minimo. Ero preparato e quindi sono rientrato sui mercati forti emergenti, America, Giappone e anche Italia; comunque, ancora una volta, il mercato si muove su un setup importante e non casuale, quindi nessuna sorpresa. Come ho sempre commentato questi mercati si muovono con una linea ben precisa, ma vedo che non sono mai seguito, adesso vedremo per i prossimi setup.

Comunque volevo chiederle: il crash sembra quello del 1987, è possibile fare un paragone grafico con quel periodo, sarebbe interessante. Leggi la risposta...
Ho seguito con interesse il suo intervento su Le Fonti Tv. Le allego uno screenshot del chart da lei pubblicato in trasmissione. L'istogramma di sua elaborazione segnala con dei picchi apprezzabili i crash dell'87 e del 2000.
Ma resta piatto durante la crisi dei mutui subprime, comunque una delle più drammatiche della storia dei mercati.
Come va interpretata questa assenza di segnale?
Lo chiedo, tra l'altro, perché il ciclo decennale degli anni che finiscono col 7, raramente negli ultimi 100 anni ha mancato un appuntamento (top tra agosto e settembre e bottom fine ottobre-inizio novembre).
Il suo istogramma (insieme ad una serie di considerazioni che ci sottopone quotidianamente sul mercato Usa) autorizzerebbe invece a rilassarsi e a Tradare long. Leggi la risposta...
Nel RG di questa mattina ha fatto riferimento allo "scollamento" tra andamento dello S&P500 e lo spread sui Corporate Bond ad alto rendimento americani.
Mi è tornato quindi alla mente l'articolo pubblicato il 16 giugno 2014 su SmartTrading a cura del bravo Alvin A. River "Cerchi di individuare il Top? Da' un'occhiata al 1987".
C'è un qualche collegamento tra le due analisi?
Senza che ci si possa aspettare un 1987, pensa comunque che sia probabile, da qui a settembre, un'opportunità di ingresso a prezzi migliori (vista anche la stagionalità del secondo semestre del secondo anno del ciclo elettorale? Leggi la risposta...
Le premetto che prima di scriverLe (e anche durante!) questa mail ho preso alcune precauzioni! Le allego una serie di RG che Lei, sicuramente avrà molto ben presente: i seguenti li ha in archivio ed è inutile andare oltre.
Si riferiscono ad un periodo ben preciso e, nel leggerli fanno riflettere, anche perché riportano dei setup abbastanza simili, alcuni, a quelli odierni, mi pare.
Eravamo alla fine del mese di ottobre/inizio novembre 2007...
Il mercato Usa aveva segnato un massimo ASSOLUTO il 9 ottobre a 1565,15 (chiusura), aveva consolidato sino al 19 (chiusura 1500,63) ed era ripartito per riavvicinare il massimo il 31 (scadenza ciclica 27/30; chiusura a 1549,38).
Tutto lasciava presagire un'ULTIMA gamba di rialzo, ma poi andò come andò e la sorpresa e lo sconcerto, anche Suo, traspaiono chiaramente dai RG allegati.
Oggi ci troviamo con un indice che ha toccato i massimi ASSOLUTI il 18 settembre a 1725,52 (chiusura), che ha consolidato fino a 1655,45 (chiusura 8 ottobre (!)) e che adesso è ripartito e si sta riavvicinando ai massimi assoluti. Abbiamo una scadenza "mitica" tra il 25/28, essendo in un ciclo negativo magari anche 29, che dovrebbe intercettare un minimo, confidando in un'inversione (minimo-minimo).
La mia domanda è questa: e se invece la scadenza intercettasse un massimo?
Dovremmo dedurne che "c'è qualcosa che non va", per usare le Sue parole di 6 anni fa, oppure potremmo confidare in una posticipazione dell'"auspicabile correzione" nel mese di novembre, oppure a quel punto, i tempi sarebbero troppo stretti?
Mi scusi se faccio la parte dell'avvocato del diavolo ma evidentemente è soltanto per stimolare alcune riflessioni che, speriamo, siano solo accademiche... Leggi la risposta...