Purtroppo tutto procede così velocemente che ogni risposta, a distanza di qualche giorno, sembra ormai datata. D'altra parte abbiamo il privilegio (o forse la sventura) di vivere eventi che sicuramente faranno storia, e un prezzo, qualunque esso sia, lo dovremo pur pagare.Torno quindi a disturbarla sugli stessi argomenti a cui Lei risponde ormai quasi giornalmente. Dunque riguardo ai rendimenti negli Usa, che hanno bruciato i precedenti target con una velocità impressionante, volevo chiederle se è realistico stimare ulteriori obiettivi al ribasso. Se ritiene cioè che in un contesto deflazionistico come quello attuale e in una situazione in cui gli investitori cercano il ritorno DEL capitale, non il ritorno SUL capitale (come Lei ha detto qualche giorno fa), possa perdurare nel tempo la sottoscrizione di titoli di Stato che rendono zero, se sono a breve termine, e il 2,5% se si tratta di un trentennale. Volevo poi capire se quando, a fronte del forte e contemporaneo rialzo di S&P 500 e T-Note, Lei dice che "uno dei due mercati ha mentito", deve essere inteso come un consiglio a stare lontano dai titoli di Stato.
Riguardo alla Sua analisi sul dollaro di ieri volevo chiederle se per "reazione immediata" si deve intendere un ritorno sopra il fascio di medie mobili indicate sul grafico oppure, più semplicemente, la riconquista in tempi brevi di un certo livello.

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