Domanda
Le scrivo per sottoporle un altro tema che mi piacerebbe approfondire con lei.
Ho notato il forte ottimismo espresso nei confronti del mercato azionario statunitense e, in particolare, l’indicazione di un’esposizione consigliata arrivata fino all’80%, peraltro con un tempismo che si è rivelato efficace.
Mi interesserebbe capire quali segnali i suoi modelli abbiano colto in anticipo: si tratta prevalentemente di segnali di trend, di liquidità, di momentum (forza del movimento), di breadth (ampiezza del mercato) o di altri indicatori che le hanno suggerito una lettura così costruttiva?
Al tempo stesso, vorrei chiederle come interpreta l’attuale configurazione del mercato USA, dove una parte rilevante della forza sembra provenire da un numero piuttosto ristretto di titoli, quasi tutti legati al tech (tecnologia), con una concentrazione sempre più marcata sugli stessi nomi.
A questo si aggiunge, a mio avviso, un elemento ulteriore: la crescente pressione competitiva della tecnologia cinese, che in alcuni ambiti sembra riuscire a ottenere prestazioni molto vicine a quelle dei leader statunitensi, ma con investimenti e costi per l’utente sensibilmente inferiori.
In questo contesto, non teme che la forza del mercato americano sia in parte sostenuta da fattori “anabolizzanti” liquidità, concentrazione, aspettative molto elevate sull’AI (intelligenza artificiale) e valutazioni particolarmente generose che potrebbero poi produrre effetti controproducenti nei mesi a venire?
Mi farebbe piacere conoscere il suo punto di vista, soprattutto per comprendere quali elementi la portano a mantenere una lettura così positiva nonostante questi possibili fattori di fragilità.