Entrando nel merito condivido in tutto la sua analisi, soprattutto quando mette in guardia da cosa sarebbe successo nel 2008/2009 se, anziché intervenire con l'uso massiccio della leva monetaria e (inizialmente) del deficit spending, si fossero pedissequamente seguite le indicazioni di Von Mises ed i suoi seguaci.
Allo stato attuale il vero problema, come ben sottolineato, è far tornare a crescere il PIL potenziale.
Ecco, su questo aspetto, aggiungerei a quanto da lei detto e le chiederei un parere in proposito, che la persistenza di bassi livelli di domanda aggregata, soprattutto lato consumi, riducono il potenziale di crescita perché non incentivano gli investimenti. Forse, su questo aspetto, l'evoluzione della distribuzione del reddito che si è registrata negli ultimi 30 anni, con una progressiva polarizzazione fra redditi bassi e alti (ben sintetizzata nel GINI index), può spiegare molto di quanto è accaduto.
Eppure, mi sembra, su questo aspetto, cioè sul riequlibrio della distribizione a favore delle classi medie, ben poco si sta facendo. Allora non è forse qui, cioè sul continuare a non voler affrontare il problema di una più equa distribuzione dei redditi, e non con il QE, che si stanno preparando le basi per la prossima crisi?

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