Ho seguito con attenzione ed estremo interesse il tuo bell’intervento su Le Fonti TV.

I grafici che esponi sono assolutamente esemplificativi del declino della nostra economia.
Le cause di questo declino sono, se ho ben capito, da te individuate nella incapacità del nostro Paese e della sua classe dirigente di fare una incisiva politica dal lato dell’offerta che consentisse la crescita della produttività.
Viceversa, secondo la tua interpretazione, abbiamo dilapidato opportunità con spesa pubblica corrente “improduttiva”.
In parte condivido alcuni punti di questa visione, in particolare il drastico tagli agli investimenti pubblici che ha sicuramente contribuito a rendere più basso il già compromesso livello di produttività.

Però proprio il grafico a barre dell’andamento della variazione della produttività (quello che vede il picco nel 1988 a te ben evidenziato) apre la strada ad una diversa interpretazione della “storia” economica degli ultimi 30 anni del nostro Paese.
Dopo il picco di quasi il 3% 1998 si vede infatti che la crescita della produttività cala fino al 1992 a valori sotti l’1% per poi riprendere fino ad un nuovo picco a fine 1996 di poco inferiore al precedente del ’88. Dal 1997 la traiettoria è discendente fino a sprofondare sotto lo 0 nel 2002.
Tu affermi che non c’entra niente l’Euro: i dati portati ci dicono tutto il contrario. Ifatti:
del 1998 al 2002, con i cambi fissi dello SME c’è il declino;
dal 2002 a fine 2006, uscita dallo SME con conseguente riallineamento del cambio ai fear value espressi dalla nostra economia, la produttività riprende fino a tornare su valori decenti;
nel 1997 rientriamo nei cambi fissi, anzi, aboliamo il cambio entrando nell’Euro e lo facciamo rivalutando in pochi mesi di quali il 20% rispetto al Marco. Da li parte il declino definitivo.

Questo dicono i numeri. Potrà essere anche una coincidenza, ma questo racconta la storia del Cambio della Lira Vs Marco, visto in parallelo a quello della produttività. Potrebbe quindi essere utile indagare anche questo aspetto come una delle possibili cause o con-cause del nostro declino.

L’altra possibile causa, oltre a questa ed a quelle che tu individui, potrebbe essere individuata dal lato della domanda aggregata.
Lo ha fatto con dovizia di dati, analisi e comparazioni, l’economista Servaas Storm in un bel paper uscito lo scorso aprile e che ti allego.
La tesi di Storm è riassunta nel titolo: “Persa nella deflazione”. Secondo l’economista olandese, che come leggerai nel paper effettua una approfondita analisi comparata di Italia e gli altri 4 più grandi paesi Euro Area, il problema nasce dalla auto-imposta austerità, con conseguente stagnazione della domanda interna, messa in atto dal 1996-97 per rientrare nei parametri di Maastrict.

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