Ha scritto oggi, in risposta ad un lettore, che se il consolidamento si concretizzerà con un rafforzamento del dollaro (quindi implicitamente ritiene che "il massimo" sul dollaro sia stato raggiunto?) a soffrirne saranno più i mercati emergenti che non quelli sviluppati; quindi ritiene che, al contrario di quello che pensava il 19 aprile ("Allo stato attuale, penso che sarà opportuno ridurre l'esposizione al mercato ai primi di giugno, in vista di un consolidamento che dovrebbe svilupparsi nel corso dell'estate… Questa raccomandazione non vale direi per i mercati emergenti, i quali si stanno difendendo mi pare abbastanza bene. Fermo restando - beninteso – che non ho cambiato idea circa la preferenza accordata all'Asia rispetto al LatAm…".) non sarebbe una cattiva idea alleggerire anche questi ultimi. Resterebbe però sui mercati Asiatici… Ora, dal momento che i LSM di India e Cina (principali mercati asiatici) sono seriamente a rischio, cosa intende sul fatto che le prossime settimane saranno decisive…? Ritiene che comunque, anche se martedi si chiuderà sotto i suddetti LSM, dopo aver chiuso ED ESSERE RIMASTI sotto i LSS, si debbano mantenere lo stesso le posizioni? E se sì, fino a quando? Del resto proprio oggi è uscito un report di Carmignac in cui lo stesso afferma di avere rafforzato la propria posizione in Cina, a fronte di quotazioni in calo.
Sia ben chiaro che la mia non vuole essere assolutamente una critica a quanto da lei affermato ne in questi giorni né in passato, ma solo un ulteriore occasione di chiarimento a beneficio di tutti i suoi lettori.
Grazie come sempre per la sua attenzione e professionalità.

P.S.
A proposito, cosa diceva il rapporto di BCA research sulla Cina di cui parlava nella sua risposta del 12 maggio?

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