nel tuo RG odierno affronti, con dovizia di analisi, il risultato dell’export italiano. Mi ha colpito la tua interpretazione:
“Ci si chiede i motivi di questa performance: merito delle imprese italiane, finalmente in grado di competere ad armi pari con le società straniere? Ne dubitiamo, vista la dinamica disastrosa di costo del lavoro, produttività e competitività complessiva. Molto probabilmente, tutto dipende dal tasso di cambio: reale effettivo”

Quindi per te tutto è merito della svalutazione dell’Euro vs USd ed altre valute: nessun merito del nostro sistema industriale, che, dal tuo commento, è considerato ancora profondamente non competitivo.
Come si spiega allora il surplus di bilancia commerciale vs i paesi dell’Area Euro? L’ultimo report dell’Eurostat settembre 2019, che allego, parla chiaro:
dei 29,7 bil. di surplus netto, ben 11,8 (cioè il 40%) arrivano dall’Intra EU;
la crescita del surplus Intra Eu (primi 7 mesi 2019 vs stessi mesi 2018) è stata del 35%, rispetto ad una crescita dell’11% verso gli extra Eu.
Mi sembra che, ancora una volta, emerga un tuo profondo preconcetto sulla capacità del Nostro Paese di far bene rispetto ai Concorrenti: se le cose vanno male è colpa nostra, se vanno bene è grazie ad altri fattori (il cambio, in questo caso), o al demerito altrui.

Circa la stagnazione della competitività del ns sistema industriale, ti allego un bel paper realizzato da due ottimi ricercatori del Centro Studi Confindustria, che prova a dare una risposta all’enigma della “Tenuta, se non Crescita” del ns sistema industriale (testimoniata dall’aumento dell’export intra EU) a fronte di una produttività che sembra, dai dati Istat, non crescere mai.

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