Quindi, come scrive oggi, la zona euro dovrebbe far meglio di addirittura il 5% rispetto in Nikkei (che tra l'altro dovrebbe far bene anch'esso o comunque non fare male almeno nel breve). A questo punto dovremmo tradurre il tutto in un linguaggio operativo o di attesa se fosse il caso per identificare tempi, livelli e zone da prediligere, in considerazione del fatto che alcune zone euro non la convincono come ad esempio il mercato italiano.

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