Buongiorno dottore, mi permetto una riflessione, su cui vorrei il Suo arguto parere.

La discesa delle scorse settimane è stata rapidissima e probabilmente eccessiva (per i fondamentali macro e gli EPS futuri). Forse il fair value dello S&P potrebbe essere 2.400-2.500 (posto che il fair value corretto lo prezza il mercato, non certo io!). Certamente i 2.174 punti che abbiamo visto erano già un crollo forse eccessivo. Tuttavia, come nella precedente discesa i livelli tecnici sono stati tutti sfondati senza fornire il minimo supporto (dalla fascia di medie mobili a 200 settimane, alla trend line ascendente a 2.530, ai minimi di dicembre 2018) e l'indice si è fermato nella terra di nessuno, a livello di analisi tecnica, a 2.174, allo stesso modo ora la salita è stata particolarmente esuberante e molto irrazionale. Ma non ritiene probabile che, con dati macro ed EPS che molto probabilmente saranno peggiori delle aspettative, per altro già riviste al ribasso, sia da considerare l'irrazionalità della salita, più che i livelli di ritracciamento, e pertanto, come i supporti non hanno retto nel panico di un mese fa, un riallineamento, magari con meno volatilità, del mercato a prezzi più ragionevoli sia molto probabile?

Giustamente Lei ha sempre paventato un rischio di un nuovo 2008 (con uno S&P a potenziali 1.500 punti, in caso di storno % uguale) fondando la Sua analisi sulla probabilità di una recessione simile. Molto probabilmente, per l'agire di banche centrali e alcuni governi, la recessione sarà meno forte. Tuttavia, a fronte di dati macro ed EPS, il mercato dovrà inevitabilmente riallinearsi. Non crede?

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