In questi anni la politica monetaria della BCE, o meglio di Mario Draghi, ha determinato una sostanziale tranquillità sui titoli di stato dell'Europa periferica ed in particolare su quelli italiani. Inoltre l'aumento del Pil migliorerebbe il rapporto con il nostro debito pubblico.
Tuttavia in un ottica prevedibile di un aumento dei tassi, visto che i mercati finanziari tendono ad anticipare i movimenti, potrebbe impattare drammaticamente sulle finanze pubbliche visto che dal 2011 ad oggi non è stata assolutamente sfruttata la "morfina" della banca centrale e sfioriamo i 2300 miliardi di titoli di debito.

Un 1% dei tassi di interesse provocherebbe a regime un maggior esborso da parte dell'erario italiano di 20/25 miliardi di €, a prescindere dal precitato rapporto debito pubblico/Pil.

Questa situazione non certo auspicabile credo possa considerarsi verosimile. Quale sarebbe secondo lei l'impatto sul famoso spread con i titoli tedeschi? Quali ripercussioni potrebbero esserci sulle nostre banche che detengono una quota importante del nostro debito? Non vorrei che dopo i Npl non ci facessimo mancare nulla.

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