Torno sul CESI Italia perché (come tu stesso ci hai fatto comprendere in questi anni), rappresenta una bella bussola per l’asset allocation di medio periodo.
Nella tua risposta al mio precedente quesito ci dici: “Sono ragionevolmente sicuro che il minimo congiunturale in Italia sarà raggiunto ad agosto; non prima”
Il Cesi, nel frattempo, è risalito da quasi -100 di inizi gennaio a circa -20 della scorsa settimana e mi aspetto che nel prossimo report settimanale del 15/4 l’inclinazione settimanale sarà verso l’alto.
Cosa ha fatto risalire questo indicatore? I dati soft “anticipatori” come PMI e Sentiment, o i dati hard cioè Consumi e Produzione industriale?
Non sarebbe, credo, la prima volta che il pessimismo degli intervistati (alimentato anche dal battage fortemente negativo di quasi tutti i Media sull’operato della maggioranza e del governo) viene smentito dai dati reali.
E’ quindi possibile avere una suddivisione dell’indice Cesi Italia fra dati soft e dati hard?
Relativamente a questi ultimi, infatti, l’Istat riporta dati superiori al consensus con Commercio al dettaglio +0,9% su febbraio 2018 (attese per +0,1%) e Produzione Industriale: +0,9% su febbraio 2018 (attese per -0,9%).
Sembrerebbe quindi che la realtà sia molto meno fosca delle attese (che sono sempre più influenzate dalla situazione politica via via che la campagna elettorale per le Europee si fa più serrata).
Se così fosse, e sottolineo il SE, non sarebbe possibile che il PIL del I° trimestre (di cui avremo la prima stima il 30 aprile) sorprenda al rialzo?
Cosa potrebbe succedere ad azioni ed obbligazioni italiane se si realizzasse questa “assolutamente inaspettata” sorpresa macro?

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