Domanda
Sono tanti i pensieri che mi sovvengono (anche confusi) che spero di sintetizzarli in un discorso lineare. Credo che la "vexata quaestio" sia ormai questa: sta per iniziare (o è già iniziato a giugno) un bear market secolare del mercato obbligazionario (che non mi sembra sia stato segnalato da lei in modo opportuno - a suo tempo - pur leggendola fra le pieghe) all'interno del quale, però, per i prossimi due-tre anni, assisteremo anche all'ultima zampata del bear market secolare azionario.
Per anni i due settori sono cresciuti assieme - primeggiando ora l'uno, ora l'altro - chiedendoci quale dei due mentisse. Adesso le cose ci risultano più chiare (almeno in teoria): dovrebbe (secondo i suoi calcoli) partire fra qualche anno il bull market dell'equity (diciamo dal 2016 in avanti) per sostituire quello trentennale dei bond ormai giunto al capolinea!
Detto così sembra tutto semplice. L'ideale allora sarebbe già ora uscire dall'obbligazionario, trasformandolo in cash; fare la stessa cosa per l'equity, a fine 2013, e restare in attesa di quel che accadrà fra qualche anno (2014-2016) e al momento opportuno risalire sul trenino con il 100% di equity.
Ma recentemente lei sembra distorcere questo scenario e avvalorare sempre più l'ipotesi che "si doveva" (col senno di poi) e "si dovrebbe" (nel prossimo futuro) investire solo in azioni. Io non credo che le cose stiano proprio così: credo appunto che la cosa più saggia sia uscire dai mercati (entrambe i mercati) perché il futuro rialzo dei tassi (la terza bolla, come la chiama Tremonti, dopo quella dei Mutui 2007-2008 e dello Spread 2010-11) finirà per trascinare rovinosamente anche l'equity. Del resto fondi azionari ed obbligazionari salgono e scendono assieme (ogni giorno) costantemente ormai da anni.
Che ne pensa di questa prospettiva?