Osserviamo oramai una sotto-performance del mercato europeo nei confronti di quello oltre oceano davvero "estrema" e toccata raramente negli ultimi anni. IL primo trimestre ha chiuso con un mercato americano leggermente positivo verso uno europeo che ha perso otto punti. Questo tipo di dicotomia tra i rendimenti, sebbene possa trovare giustificazione dal punto di vista economico, valutario ed altro, dal punto prettamente tecnico che tipo di segnale ci manda?
Se il mercato Usa è stato così resiliente a movimenti di consolidamento importanti, sia nella fase più acuta come successivamente al rimbalzo dal minimo di febbraio, ora che siamo entrati nel successivo trimestre possiamo immaginare che, in caso di nuovi (anche se frazionali) massimi da parte di Wall Street gli indici europei possano comunque colmare parte del gap accumulato?
Sebbene non si prospetti certo un prossimo mese di giugno tranquillo possono aprile e maggio riservare sorprese positive per il mercato europeo e in caso di rimbalzo del settore bancario (forse arrivato ad un doppio minimo in Italia) anche per il nostro bistrattato indice nostrano?

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