Si conclude un semestre dai due volti: recessione globale e feroce bear market hanno lasciato la ribalta ad uno spettacolare Toro che ha inanellato nel secondo trimestre rialzi senza precedenti per intensità. È giunto il momento di mettere da parte tutte le cautele?

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Il 2020 Yearly Outlook (aggiornamento di metà anno) è riservato agli abbonati al Rapporto Giornaliero: la pubblicazione che da 24 anni guida consulenti finanziari, investitori evoluti, private banker e gestori di portafoglio nelle scelte di investimento.

 

«Eccellente studio corroborato da dati e analisi».

 

Dai massimi di febbraio, lo S&P500 ha ceduto nel giro di poche settimane più del 35%: un’esperienza generazionale. La recessione conseguente è risultata perlopiù autoprodotta. Il settimanale britannico The Economist ha sintetizzato efficacemente la mutilazione non invalidante ma alquanto fastidiosa subita dall’economia, con una copertina dal titolo “The 90% Economy”.
Il ritorno alla vita di tutti i giorni procede, ma aeromobili, cinema e teatri, stadi e palazzetti sportivi, alberghi e in taluni casi ristoranti, denunciano una perdita di opportunità non del tutto colmata. L’economia è quasi tornata alla normalità. Quasi.
Un avverbio che pesa: se nel 2008 una contrazione reale del PIL del 4% provocò un crash del mercato azionario, disoccupazione, disordini sociali ed una estrema polarizzazione politica; figurarsi un’economia che subisce una mutilazione più che duplice.

«È uno strumento esaustivo per poter avere uno sguardo d'insieme sulla situazione economica e finanziaria. La sua specificità migliora la comprensione dei temi».

 

In 40 sedute dal minimo di marzo lo S&P si è apprezzato in misura superiore al 25%: una circostanza dal Dopoguerra manifestatasi soltanto all’indomani dei minimi del 1982 e del 2009. Abbassando l’asticella per includere più episodi, e allargando la finestra temporale alle 50 sedute successive, che coprono buona parte del secondo trimestre, si collezionano 29 casi dal 1960. Dopo tre mesi, in ben 26 occasioni Wall Street si è ulteriormente migliorata...

«Ogni anno ricco di informazioni, analisi puntuali e dettagliate. Complimenti!».

 

Si potrebbe argomentare che il mercato non è mai stato il misuratore dello stato di salute di un’economia nazionale (macro), o fosse per questo anche internazionale; bensì il barometro della capacità delle aziende (micro) di produrre profitti. Dal 1930 al 2019, il coefficiente di correlazione fra il PIL reale degli Stati Uniti e la performance di Wall Street, risulta pari a 0.09: correlazione nulla; in altre parole, non c’è statisticamente alcun nesso fra due universi distanti troppo spesso affiancati. Potrà sembrare cinico, ma le prospettive da cui si osserva l’economia e il mercato azionario, sono quasi sempre irrimediabilmente inconciliabili.

«Per il lavoro che svolgo ho accesso alla ricerca di numerose banche internazionali. Nel tempo ho apprezzato molto più delle altre la vostra pubblicazione annuale e gli aggiornamenti semestrali per la profondità e il rigore statistico. Continuate così: ogni anno l'Outlook migliora!».

Cosa attenderci per la seconda metà dell'anno dai mercati azionari, dai titoli di Stato, da corporate bond e valute, da materie prime e dall'economia mondiale?

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«Il mio giudizio sull'Outlook non può che essere superlativo. E che qualità! con questa summa di dati statistici, modelli e riflessioni, le dinamiche dei prossimi mesi sembrano cosa già conosciuta».

 

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