Scontato il taglio dei tassi di stasera, la Fed manterrà comunque di fatto una politica monetaria distensiva. Laddove non dovesse bastare, il governatore Powell sarà messo "sotto tutela" dalla Casa Bianca. Lateralità attesa fino alla fine della sett... Continua...
Indici di diversa natura e latitudine salgono a nuovi massimi storici. S&P500 in guadagno di 200 punti da quando Jamie Dimon ha avvistato uno scarafaggio. Gli spauracchi autunnali sono stati ampiamente riportati. I fattori invece favorevoli, perlopi... Continua...
Dicembre sulla scia del confortante recupero di fine novembre. Wall Street e buona parte dei listini azionari mondiali a ridosso dei massimi assoluti, mentre più del 90% delle banche centrali al mondo è in modalità dovish. Continua...
Dopo sei mesi positivi di fila, la borsa americana va incontro ad uno stop, e risulta surclassata da buona parte dei listini azionari mondiali. Nel frattempo si inaugura una settimana palpitante, con la trimestrale di Nvidia e non solo.
Settimana di consolidamento per i listini azionari mondiali. Wall Street chiude con un saldo del +0.08%, e con il 73% delle borse mondiali che terminano l’ottava in progresso.
Al giro di boa di novembre, il benchmark americano risulta in ritardo di un centinaio di punti rispetto alla fine di ottobre: dopo sei mesi positivi consecutivi, la sensazione è che Wall Street possa finalmente concedersi una meritata pausa. Una sequenza “DUUUUUUD”, con sei mesi positivi di fila, racchiusi da due mesi negativi – aprile e novembre, nel nostro caso – è stata registrata sulla borsa americana soltanto altre 7 volte: con lo S&P500 salito a distanza di un anno in tutti i casi tranne uno, conseguendo una performance media e mediana superiore al 12%. Questo non per formulare una proiezione di massima, quanto per rimarcare come il momentum sia amico degli investitori.
D’altro canto siamo anche a metà trimestre, ed il corrente saldo positivo non sorprende affatto: venendo da una performance da inizio anno a fine ottobre superiore al +15%, sappiamo come Wall Street storicamente si sia migliorata tre mesi dopo nel 90% dei casi, conseguendo un saldo medio e mediano del 5% largo circa.
Piuttosto intriga la rotazione in atto. Se metà delle borse mondiali viaggia nei pressi dei massimi assoluti, lo S&P500 si colloca soltanto in 20esima posizione da inizio anno fra le prime trenta borse al mondo per capitalizzazione, nonostante l’hype ricorrente sull’intelligenza artificiale; e con Corea del Sud, Israele e Spagna che dominano il ranking con saldi superiori al 40% (l’Italia non sfigura con il suo +28.7%).
In effetti da inizio mese soltanto una Magnifica 7 (Apple) vanta un saldo per ora positivo, a differenza di tutte le altre, mentre lo S&P500 equiponderato segna -0.1%. La narrazione va rivista...
A proposito di Mag7, mercoledì è una seduta importante per due motivi: per il rilascio della trimestrale di Nvidia, e per l’avvio della finestra temporale del ToY setup, che definisce il primo degli elementi stagionali di fine anno, utili per la definizione degli scenari per il 2026. Lo S&P500 arriva a questo appuntamento un po’ in affanno, dopo il tentativo infaticabile di replicare la performance del primo anno della prima amministrazione Trump. Certo, ci accontenteremmo che si avvicinasse soltanto al consuntivo 2017...