Questa finestra temporale di 7 sedute (ultimi cinque giorni dell’anno, primi due giorni del nuovo anno) vanta una performance media del +1.3%; salvo anticipare annate non particolarmente memorabili per gli investitori, allorquando chiude con segno negativo.

La prima giornata del nuovo anno promette di essere salutata con il risveglio di un fenomeno da tempo assente dai listini: la volatilità. Sì, perché da quando esiste lo S&P500, la prima seduta dell’anno è accreditata di una variazione assoluta media del +0.79%: il giorno più volatile dell’anno, appunto. E non solo, perché anche la prima settimana dell’anno – nel 2020 di appena due sedute – vanta analoghe caratteristiche.
Peraltro, domani sera rileverà anche per la chiusura del primo setup stagionale invernale: il Santa Claus Rally. Dal 1970 ad oggi, questa finestra temporale di 7 sedute (ultimi cinque giorni dell’anno, primi due giorni del nuovo anno) vanta una performance media del +1.3%; salvo anticipare annate non particolarmente memorabili per gli investitori, allorquando chiude con segno mestamente negativo. Staremo a vedere.
Nel frattempo Wall Street riparte dalla sollecitazione della resistenza in area 3250 punti, raggiunta in condizioni di marcato ottimismo: non tanto dal punto di vista degli indicatori di sentiment, quanto in termini di evidente preferenza per le opzioni call rispetto alle put. La denunciata correlazione positiva fra VIX e S&P aggiunge incertezza allo scenario di breve periodo, già condizionato da un percorso segnato dalla brillante evoluzione dello scorso anno.
La correzione di Piazza Affari rientra per il momento nel fisiologico: l’indice MIB si era discostato dal percorso previsionale tracciato a settembre dopo il conseguimento di una condizione di crescita corale da parte delle società ivi quotate. L’andamento effettivo sta ricalcando la previsione, salvo di tanto in tanto allontanarsene, in un senso o nell’altro. Il Rapporto Giornaliero di oggi propone l'evoluzione attesa per la borsa italiana per i mesi a venire.