Scontato il taglio dei tassi di stasera, la Fed manterrà comunque di fatto una politica monetaria distensiva. Laddove non dovesse bastare, il governatore Powell sarà messo "sotto tutela" dalla Casa Bianca. Lateralità attesa fino alla fine della sett... Continua...
Indici di diversa natura e latitudine salgono a nuovi massimi storici. S&P500 in guadagno di 200 punti da quando Jamie Dimon ha avvistato uno scarafaggio. Gli spauracchi autunnali sono stati ampiamente riportati. I fattori invece favorevoli, perlopi... Continua...
Dicembre sulla scia del confortante recupero di fine novembre. Wall Street e buona parte dei listini azionari mondiali a ridosso dei massimi assoluti, mentre più del 90% delle banche centrali al mondo è in modalità dovish. Continua...
Lo S&P500 chiude ieri ad un nuovo massimo storico: in punta di piedi, come per non disturbare la narrazione prevalente, tuttora a caccia di improbabili recessioni. La stagione degli utili va a gonfie vele e, dovesse servire, Powell è pronto a tagliare ancora.
Il PMI Composite flash di luglio su scala globale, evidenzia l’espansione più marcata degli ultimi sette mesi, con la ritrovata leadership dei servizi, e con il settore manifatturiero che invece continua ad arrancare. Nel complesso, conferma la ripartenza del ciclo economico nel terzo trimestre.
Negli Stati Uniti i sussidi di disoccupazione puntano ancora verso il basso, ribadendo una stagionalità benigna che peraltro nelle prossime settimane dovrebbe conoscere uno stop temporaneo. Dopo l’improbabile minaccia nel 2023 da inversione della curva dei rendimenti e nel 2024 da attivazione della Sahm Rule, vedremo quest’anno cosa si inventerà la narrazione prevalente per disturbare ad agosto i sonni degli investitori, ora che si va definendo il quadro tariffario commerciale internazionale.
A livello micro le società quotate negli Stati Uniti godono di un’invidiabile salute. Quando hanno riportato 164 compagnie su 500, ben l’84% ha riportato utili superiori alle aspettative degli analisti: con uno scarto a favore mediamente del 6.1%. Facciamo fatica a ricordare una earnings season così promettente, ma è ancora presto per tracciare bilanci: la prossima ottava è la più impegnativa in quanto a rilasci.
Nel frattempo però la Fed è ancora impegnata a fornire sussidi non richiesti alle aziende (https://tinyurl.com/AGEit225). Rispetto ai 4.1 tagli del Fed Funds rate calcolati dal mercato a termine ad inizio aprile, le aspettative si sono ridimensionate; ma i future tuttora prezzano 1.7 tagli entro la fine dell’anno, con le limature del costo del denaro nel 2026 che invece salgono da 0.5 a 2.8. Quello a cui si rinuncia quest’anno, si recupera il prossimo anno.
In questo contesto, matura prevedibilmente ieri un nuovo massimo storico sullo S&P500: il 13esimo quest’anno; sempre sommessamente, quasi per non disturbare i più. E ieri sera, diventano ben 61 le sedute trascorse dallo S&P500 sopra la sua media mobile a 20 giorno: un esempio di resilienza sperimentata in tutto soltanto otto volte dal 1950 ad oggi.
L’Europa risulta attardata, con lo Stock/Bond ratio in risalita dal minimo di aprile, nella circostanza coincidente con il picco di inizio 2023. Un formale pullback, che verosimilmente ha completato il consolidamento fra le due principali asset class finanziarie nel Vecchio Continente. In altre parole, verosimilmente d’ora innanzi le borse europee faranno stabilmente meglio del reddito fisso.