Nel 2019 Yearly Outlook abbiamo evidenziato come il QE Predictor misuri una probabilità di ritorno dello stimolo monetario offerto dal Quantitative Easing nell'ordine del 60%. Superiore a quanto stimato alla vigilia del QE3.

La resistenza opposta dalla barriera fra 19680 e 19805 punti, costringe l'indice MIB ad un fastidioso ripiegamento, dopo la brillante seduta di venerdì. L'ipercomprato è una concausa; tanto in termini di momentum in senso stretto, quanto di persistenza di un rialzo durato ben quattro settimane: forse un po' troppo. Lo scenario di breve periodo ad ogni modo rimane benigno, fino alla tenuta del long stop giornaliero.
Nel medio periodo, permane la convinzione di un rally destinato a ancora a durare, fino a quando l'allerta sarà massima: per lo scadere della tempistica di un top che francamente farebbe tremare le ginocchia anche al più convinto dei rialzisti. Il riferimento è allo studio comparativo proposto nel 2019 Yearly Outlook a pagina 100: siamo i primi a riconoscere che questi confronti, alquanto suggestivi, cessino di funzionare senza preavviso, magari quando l'attenzione del pubblico è massima. Ma, per l'appunto, non ci risulta che nessun altro abbia scoperto questo suggestivo confronto a distanza; il paragone, come dettagliato nell'Outlook è sensato e non casuale, e poi ha funzionato così bene finora, che merita ulteriore fiducia.
Anche Wall Street nel frattempo ripiega, salvo solito recupero nelle battute conclusive che contribuisce ad innalzare sistematicamente lo Smart Money Index. Le trimestrali vanno così così. Non tanto la proiezione degli utili per il quarto trimestre, ancora influenzato dal taglio delle imposte di fine 2017 di Trump; quanto l'orientamento per il Q1 2019: allo stato attuale la previsione è per una crescita grama (+0.9%), addirittura inferiore all'inflazione. Proprio così: in termini reali saremmo in presenza di una clamorosa recessione dei profitti.
Va detto che per l'intero anno il dato proiettato è ancora benigno: +6.3%. Ma si scontra con una Federal Reserve che non ha fatto del tutto "blink": dopo il mercato, anche la stampa specializzata invita ad accantonare definitivamente ogni proposito di ulteriore aumento dei tassi e di riduzione del bilancio. Anzi, ieri un editoriale su Bloomberg invitava la Fed addirittura a tagliare i tassi, riaprendo clamorosamente il QE; una proposta che non ci sorprende: nell'Outlook annuale abbiamo evidenziato (pagina 34) come il QE Predictor misuri una probabilità di ritorno di questo stimolo monetario nell'ordine del 60%. Superiore a quanto stimato alla vigilia del QE3.