Il rialzo dello S&P500 delle ultime due settimane, seguito alla scadenza ciclica del Delta System del 23 agosto (che ha puntualmente intercettato un minimo); ha visto la partecipazione pressoché corale delle società in esso rappresentate.

A Wall Street apparentemente la seduta si conclude con un perfetto nulla di fatto, in termini di variazione dell’indice S&P500. Ma è solo un’impressione superficiale. Per due ragioni. La prima fa riferimento ai vincenti e perdenti della seduta di ieri: le società che hanno finora conseguito i ritorni migliori per il 2019, sono state pesantemente ridimensionate; mentre le società fino ad ora in difficoltà in termini di ritorno “YTD”, hanno messo a segno ieri i rialzi più consistenti.
La seconda considerazione, più di natura qualitativa, poggia sul rialzo delle ultime due settimane, seguito alla scadenza ciclica del Delta System del 23 agosto (che ha puntualmente intercettato un minimo): un rialzo, quello dello S&P500, che ha visto la partecipazione corale delle società in esso rappresentate. Cumulando le statistiche relative alle società in rialzo e a quelle in ribasso nel citato arco temporale, si rileva una prevalenza delle prime in ragione di 2 ad 1. Una statistica confortante, in ottica prospettica, sebbene come noto ufficialmente preferiamo affidarci ad un segnale basato su 11 sedute: stasera l’ADT11 potrebbe spingersi oltre il 66.6%, visto che la seduta che uscirebbe dalla finestra mobile di 11 giorni sarebbe quella, alquanto infausta, appunto dello scorso 23 agosto. Vedremo.
A Piazza Affari la seduta è risultata all’insegna del consolidamento, sebbene anche qui si sia registrato un ritorno di fiamma da parte delle società a media capitalizzazione, da mesi bistrattate in termini relativi (quando non assoluti). L’ottimismo degli investitori è ben misurato da un Greed Index ora a tripla cifra: un fenomeno che merita un supplemento di indagine.
L’Eurostoxx50 nel frattempo prosegue nella sua arrampicata, come attratto dalla resistenza già sollecitata altre due volte quest’anno; ultimo diaframma prima di nuovi massimi oltre il vertice di fine 2017. L’indice europeo sta rispettando abbastanza fedelmente la prescrizione del nostro modello, basato sul comportamento di mercato prima e soprattutto dopo tutte le ultime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo.