Con una allocazione azionaria ai minimi termini, e con 18 borse sulle prime 25 al mondo in disavanzo a doppia cifra percentuale dai massimi dell'anno, è dura nutrire aspettative bullish che vadano al di là del breve periodo.

Questa volta gli investitori a Wall Street se la sono vista brutta. Il tonfo di martedì conosce fedele replica, con lo S&P che nel momento peggiore arriva ancora una volta a cedere quasi il 3%. Stavolta però interviene una corrente d'acquisti che scongiura il peggio. Non dobbiamo dimenticare che la borsa americana da settimane è alle prese con un supporto di rilevanza strategica, sotto il quale sarebbe arduo argomentare di persistenza di bull market.
Il pattern delle ultime due sedute ad ogni modo è eccezionale. Un indice che apre in gap down di almeno l'1%, che fa registrare ad un certo punto uno scostamento negativo superiore al 2% per la seconda seduta consecutiva, e che ciononostante riesce a contenere il passivo a fine seduta a meno di mezzo punto percentuale%; prima d'ora in tutta la storia quasi centenaria dello S&P500 è stato visto soltanto un'altra volta, come testimonia il grafico proposto nel Rapporto Giornaliero di oggi, dal quale emerge chiaramente l'evoluzione successiva di Wall Street.
D'altro canto, con una allocazione azionaria ai minimi termini, e con 18 borse sulle prime 25 al mondo in disavanzo a doppia cifra percentuale dai massimi dell'anno, è dura nutrire aspettative bullish che vadano al di là del breve periodo. La sensazione è che in ultima analisi sarà Wall Street ad adeguarsi al resto del mondo; che da tempo flirta con la definizione formale di bear market, avendo il MSCI All Country ex USA ceduto ormai quasi il 20% dai massimi.
Piazza Affari non può non risentire delle turbolenze interne che si aggiungono all'impegnativo contesto internazionale. Il mercato azionario italiano ha impostato nelle ultime sei settimana un vago tentativo di reazione, ma è significativo notare che questo accenno di rimbalzo non riesce a raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi teorici. La situazione di fondo non muta: ogni scommessa bullish sarebbe da accantonare, qualora venisse meno il delicatissimo supporto sul quale ci siamo più volte pronunciati.