Nonostante le rassicurazioni della Federal Reserve, il mercato sconta una politica monetaria ancora restrittiva, con consistenti rischi di recessione. Il pubblico retail ha ridimensionato il proprio ottimismo, ma non siamo ancora alla liquidazione. Ed il ghiaccio si assottiglia sempre più.

La scadenza ciclica del Delta System impone il suo pedaggio: con un top pronosticato per il 27 giugno che coincide con una brutale inversione di tendenza. Lo S&P infatti ieri è passato da una variazione infragiornaliera superiore al +1%, ad una chiusura (nettamente) inferiore al -1%.
Sembra poco, ma dall’inizio dell’anno è già la quarta volta che si registra un simile setup. Da quando si dispone di dati intraday del popolare indice azionario americano, una casistica simile nell’arco di sei mesi è stata registrata soltanto un’altra volta. Un solo precedente non fa testo, ma tutti ricordano bene cosa si manifestò di lì a breve.
Non che manchi il pessimismo – sarebbe anomalo, dopo una decurtazione dai massimi superiore al 20% - ma non abbiamo visto i connotati tipici della liquidazione da parte del pubblico retail. Prendiamo il sondaggio mensile della Conference Board: al di là del fatto che le aspettative complessive sono precipitate ai livelli di nove anni fa, e che la variazione anno su anno del dato headline trova precedenti soltanto nella crisi finanziaria; è proprio l’orientamento verso il mercato azionario a far riflettere.
A giugno, infatti, soltanto il 26.6% delle famiglie interpellate manifesta fiducia circa la probabilità che Wall Street e dintorni salgano fra dodici mesi. Si tratta del livello più basso degli ultimi dieci anni. In condizioni normali il dato andrebbe letto in ottica contrarian; ma c’è un precedente illustre, che disturba il sonno degli investitori.
Che il pubblico retail sia ancora parecchio coinvolto, è testimoniato dagli scambi di opzioni put e call. Sebbene il rapporto fra queste due statistiche si sia ridimensionato dagli estremi; i volumi complessi sono ancora spessi: segno di un coinvolgimento che non accenna ancora a raffreddarsi.
Ieri il governatore Williams ha gettato acqua sul fuoco, esponendosi verso una crescita economia attesa non inferiore al +1.0% negli Stati Uniti, e sottolineando come sia aperta la discussione circa l’entità del rincaro del costo ufficiale del denaro a luglio. Ma il mercato ha dimostrato nettamente di non credergli, e ieri sera prezzava ancora una probabilità del 93% (una virtuale certezza...) di rincaro del Fed Funds rate da 75 punti base.
Sebbene le borse abbiano raggiunto obiettivi strategici di prezzo ed ora di tempo che legittimerebbero aspettative di rimbalzo, il ghiaccio su cui si collocano gli indici resta sottile e precario. Vale per tutte le borse: incluse quelle europee, con lo Stoxx600 che continua insistentemente a testare l’area situata sopra i 400 punti. Sotto, sarebbe tutta un’altra storia.