Con il rimbalzo di ieri lo S&P500 si porta a meno dell’un percento dai massimi storici. Meglio fa ancora una volta il Russell 2000 delle small cap, che eclissa il picco assoluto e batte il benchmark per la 14esima seduta consecutiva.

Con il rimbalzo di ieri lo S&P500 si porta a meno dell’un percento dai massimi storici. Meglio fa ancora una volta il Russell 2000 delle small cap, che eclissa il picco assoluto e batte il benchmark per la 14esima seduta consecutiva.
Nonostante il rumore esogeno, il contesto macro e a valle micro – ciò che più conta per le aziende quotate sui listini – è incoraggiante: il core PCE deflator, misura dell’inflazione preferita dalla Fed, è risultato lievemente inferiore alle aspettative; di converso, la crescita del PIL negli Stati Uniti nel terzo trimestre è risultata superiore alle attese, attestandosi ai massimi degli ultimi due anni. 
La spesa per consumi rimane sostenuta, crescendo in termini reali nonostante il mercato del lavoro fornisca la falsa percezione di una fatica nella generazione di nuove buste paga. Difatti, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione restano al palo, sebbene sia stagionalmente atteso un sussulto verso l’alto nei mesi a venire.

Gli eventi degli ultimi giorni illustrano ancora una volta la fallacità della strategia di investire in borsa basandosi sulle notizie riportate dai giornali. Esemplare risulta il commento riportato ieri in un’intervista a Bloomberg: «a meno che si possa tracciare una linea retta fra gli eventi globali da un lato, e dall'altro ricavi, margini e profitti delle società quotate, unici parametri che incidono sul valore; dal punto di vista del mercato il fattore geopolitico può essere considerato rumore di fondo». Sottoscriviamo in pieno.
E allora vediamoli questi profitti. A ieri hanno riportato 64 compagnie su 500, e il 78% ha battuto le stime di EPS: del 5.2%, in media. Il grosso però delle trimestrali è atteso nelle prossime due settimane, quando i due quinti delle società dello S&P500 riporterà il risultati di bilancio.

Per una volta rimbalza più vistosamente il Nasdaq, dopo le dichiarazioni confortanti del CEO di Nvidia. Come evidenzia il Rapporto Giornaliero di oggi, il Nasdaq ha da recuperare qualcosa per riallinearsi al percorso teorico tracciato a novembre dal nostro modello previsionale dopo l’ultimo storno.
Molto meglio fanno le società più shortate, con il basket di Goldman Sachs che da inizio anno guadagna già il 18.3%, infliggendo un dolore al pubblico degli hedge fund, con i fondi Quant che denunciano ora un passivo rispetto al 2025 (https://links.ageitalia.net/AGEit294). Non sempre disporre della più raffinata strumentazione delle menti migliori, conduce ai risultati più brillanti quando si investe in borsa.
Il 2026 Yearly Outlook, pubblicato la scorsa settimana, fornisce una mappatura dettagliata per l'economia e per i principali mercati finanziari, da qui ai prossimi sei mesi. Inutile dire che risulta una lettura raccomandata per tutti gli investitori professionali.