Il MSCI World ex USA dista uno 0.3% dal record del 2007. Molti si chiedono cosa possa succedere alle borse mondiali, se superassero questo limite. Lo S&P500 varcò il picco del 2007 sei anni dopo, e ancora sale; dopo aver messo a segno un rialzo ulteriore del 168%.

Secondo la Banca Mondiale, la ripresa economica iniziata presumibilmente poco più di un anno fa, risulterà la più intensa dal Dopoguerra: con una crescita dell’output mondiale superiore al 10% ventiquattro mesi dopo la fine della recessione. Un traguardo brillante, conseguito grazie all’azione tanto sincronizzata quanto massiccia delle autorità fiscali e monetarie di pressoché tutto il mondo.
A beneficiare di questo contesto macro non è stata soltanto la prima economia e listino azionario al mondo. Ieri Wall Street è giunta ad un soffio da un nuovo massimo storico, ma non è che gli altri listini mondiali siano rimasti a guardare: il MSCI World ex USA dista uno 0.3% dal record del 2007. Molti si chiedono cosa possa succedere alle borse mondiali, se superassero questo limite. Lo S&P500 varcò il picco del 2007 sei anni dopo, e ancora sale; dopo aver messo a segno un rialzo ulteriore del 168%. Nel frattempo nuovi massimi storici sono segnalati in Argentina, Australia, Brasile, Canada, India, Israele, Sudafrica e Vietnam. Gli investitori di tutto il mondo sentitamente ringraziano: queste plusvalenze torneranno comode in tempi di vacche magre.

Nel frattempo negli Stati Uniti persiste uno stallo anche superiore a quanto pur ci aspettavamo. Con la seduta di ieri, lo S&P500 ha fatto registrare il 10° saldo giornaliero in valore assoluto non superiore allo 0.25%, nelle ultime 13 sedute. Un fenomeno alquanto raro: negli ultimi cinquant’anni soltanto in una manciata di altre occasioni la paralisi è risultata analoga.
Allentando i parametri, dal 1970 in poi una sequenza di 9 sedute “piatte” in 12 giorni è stata registrata altre 17 volte, prima di oggi. Il Rapporto Giornaliero di oggi si sofferma sull'andamento del mercato azionario nei mesi successivi: una mappa la cui consultazione è altamente raccomandata agli investitori.

Questo consente di ponderare i setup negativi che fisiologicamente iniziano ad affacciarsi sul mercato. In Italia il FTSE MIB formalizza un setup di esaurimento (temporaneo?) del rialzo, che si attiverebbe in caso di chiusura oggi inferiore al minimo di ieri. In Europa lo Stoxx600 raggiunge un appuntamento ciclico destinato sulla carta al conseguimento di un picco: elegante la successione ciclica andata in onda negli ultimi tre anni.
La sensazione è che il consolidamento non dovrebbe andare molto lontano. Molto probabilmente dipenderà dall’atteso dato di oggi sull’inflazione negli Stati Uniti nel mese di maggio: è atteso un +0.4%, che dovrebbe contribuire ad innalzare ulteriormente il CPI annuale. Un fenomeno assolutamente temporaneo, assicura la Fed. Ci fidiamo?