I mercati azionari hanno iniziato il 2024 con il piede giusto, premiando gli investitori che ad ottobre si sono lasciati convincere dall'analisi tecnica, ignorando il forte rumore esterno. Ma è tempo di consolidare, e anche stavolta disponiamo di un vantaggio.

Il sondaggio trimestrale condotto dal Conference Board conferma il netto miglioramento umorale dei CEO delle compagnie americane, con la fiducia salita sopra la soglia spartiacque del 50% per la prima volta in due anni.
Si conferma così la sensazione che il peggio a livello economico sia passato. Se non fosse che si tratta di una questione maledettamente seria, strappa un sorriso l’evoluzione delle stime di crescita dell’economia nel corso del 2024, raccolte da Bloomberg: con una proiezione che sei mesi fa si collocava a ridosso dello zerovirgola, ed ora svetta al +1.6% quest’anno. Addio sogni di recessione per chi ha malamente impostato l’asset allocation.

Naturalmente, i riflessi non mancano a livello micro: quando ormai più dei due terzi delle società quotate ha riportato i risultati di bilancio, gli utili operativi del quarto trimestre risultano in espansione del 6.5% rispetto ad un anno fa; dal gramo +1.0% atteso prima dell’inaugurazione della earnings season. Il mercato non era nel torto quando in autunno produceva segnali di ripartenza prontamente raccolti: dopotutto, sono sempre gli investitori a sbagliare; mai il mercato.
Ma oggi arriva un nuovo dato sull’inflazione che, al pari di quel cuoco-presentatore, potrà confermare o ribaltare la narrativa adesso dominante. La previsione mediana di Bloomberg suggerisce un CPI per la prima volta dopo due anni e nove mesi sotto la soglia del +3.0%, con stime oscillanti fra 2.8 e 3.3 percento; più contenuta la flessione attesa dell’inflazione core, con una variazione mediana anno su anno prevista a +3.7%.
Vedremo se questo rapporto muterà le attese circa la politica monetaria USA. Venerdì erano attesi per quest’anno “soltanto” quattro tagli del Fed Funds rate; quasi quanto quelli anticipati da Powell a dicembre. Lo scorso 12 gennaio la previsione del mercato era per 7 limature spalmante sul 2024.

Dalla fine di ottobre lo S&P500 ha guadagnato a ieri il 22%. E lo ha fatto senza produrre sussulti percepibili agli investitori che hanno dimostrato fiducia nei confronti dell’analisi tecnica: con i drawdown mai superiori al 2 percento da chiusura a chiusura. Un contenimento di volatilità encomiabile: l’ultimo episodio simile risalendo a più di quattro anni fa.
Le borse si stanno avviando verso il primo massimo degno di rilievo di questo 2024: ancora alcune sedute di vitalità, prima che la sonnecchiante volatilità sperimenti un sussulto verso l’alto. Rimandiamo al rapporto di oggi per la tempistica e la profondità del primo consolidamento del 2024.