Per lo S&P500 le 30 sedute dall'inizio del 2019 si inseriscono a pieno titolo fra le dieci migliori partenze annuali della storia. Come si è comportato il mercato nei tre mesi successivi, e soprattutto fino alla fine dell'anno?

Tre sedute convincenti di fila conducono Piazza Affari ad un nuovo massimo di periodo, e ai livelli più elevati degli ultimi quattro mesi; a ridosso, soprattutto, dell'orbita della media mobile a 200 giorni e di una serie di proiezioni ideali. Fin qui si è trattato di un rally correttivo. Sopra la barriera più volte discussa saremmo indotti nostro malgrado a concedere al Toro tricolore il beneficio del dubbio.
Eppure la borsa italiana fa ben poco, rispetto a Wall Street. Per lo S&P le ultime 30 sedute si inseriscono a pieno titolo fra le dieci migliori partenze annuali della storia. Certo, si potrebbe argomentare che gli altri nove casi hanno visto le quotazioni dell'indice migliorarsi, a tre mesi di distanza, in sole 5 occasioni, ma il campione sarebbe numericamente scarsamente rappresentativo. Se invece ci soffermassimo su tutti i casi di saldo superiore al 5% dopo 30 sedute, disporremmo di un universo molto più ampio; ma il dato di fondo non cambierebbe: la performance media fino alla fine dell'anno sarebbe sì positiva, ma nulla di esaltante (+4.5%), e comunque inferiore alla performance media storica.
Un altro dato su cui riflettere, riguarda la progressione messa a segno dopo il minimo pre-natalizio. Dando per acquisito il saldo dell'ottava corrente, il Dow Jones è cresciuto per ben otto settimane di fila. Una successione peraltro non così infrequente, essendo stata registrata prima d'ora altre sette volte dal 1998 ad oggi. Il Rapporto Giornaliero di oggi raffigura la casistica riscontrata, mentre in area utenti del sito è disponibile il tracciato medio/mediano dei nove mesi successivi. Emerge immediatamente la tendenza più probabile per Wall Street da qui al prossimo autunno. Raccomandiamo la visione di questo modello agli abbonati.